Dieci misure cautelari e altrettanti DASPO “fuori contesto” sono stati disposti nell’ambito di un’indagine della Polizia di Stato sullo spaccio di sostanze stupefacenti a Barletta. L’operazione ha consentito, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, di individuare un locale protetto utilizzato come punto di deposito e cessione di droghe sintetiche, con accesso riservato e modalità organizzate per eludere i controlli.
Il Giudice per le Indagini Preliminari di Trani, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica che ha coordinato l’inchiesta, ha emesso un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 10 persone di Barletta, ritenute coinvolte in episodi di cessione e detenzione di sostanze stupefacenti.
Dopo gli interrogatori preventivi del 21 settembre 2026, il GIP ha disposto due arresti domiciliari. Per altri tre indagati è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza, accompagnata dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nei confronti dei restanti cinque è stato invece disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’indagine della Squadra Mobile
L’attività investigativa si è sviluppata nell’arco di circa due-tre mesi, tra marzo e giugno 2025.
Gli agenti e gli ufficiali di polizia giudiziaria della Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Barletta-Andria-Trani, sotto il coordinamento della Procura di Trani, hanno utilizzato diverse tecniche investigative, tra cui intercettazioni e attività tecniche, pedinamenti, appostamenti e servizi di osservazione.
Il lavoro degli investigatori ha consentito di ricostruire un quadro indiziario ritenuto solido dal Pubblico Ministero e dal Giudice.
Ketamina, MDMA e altre sostanze sequestrate
A destare particolare attenzione è stata soprattutto la tipologia delle sostanze sequestrate, con una significativa presenza di droghe sintetiche.
Durante una perquisizione all’interno del locale individuato dagli investigatori, la Polizia ha sequestrato 122 grammi di ketamina, 12 pasticche di MDMA (ecstasy), 150 grammi di marijuana e 68 grammi di hashish, oltre a materiale destinato al confezionamento delle dosi.
Al momento dell’irruzione, gli agenti avrebbero sorpreso due giovani di 19 e 23 anni mentre erano intenti a catalogare e suddividere le singole dosi destinate, secondo l’ipotesi investigativa, alla successiva cessione.
L’accesso con quattro colpi alla porta
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’attività di spaccio sarebbe stata organizzata attraverso un sistema di accesso riservato.
I clienti, dopo un rapido contatto telefonico, in alcuni casi effettuato tramite utenze intestate a cittadini stranieri estranei ai fatti per rendere più difficili le indagini, si recavano nel locale. Per entrare era necessario utilizzare un codice d’accesso segreto: quattro colpi netti alla porta.
Solo dopo aver riconosciuto il segnale convenzionale, la porta sarebbe stata aperta per consentire lo scambio.
Anche il linguaggio utilizzato nelle conversazioni sarebbe stato codificato per nascondere la natura delle sostanze trattate. La ketamina veniva indicata con espressioni come “la key” o “le bags”, mentre l’ecstasy sarebbe stata chiamata “caramelle”.
Dieci DASPO “fuori contesto”
Parallelamente alle misure cautelari, il Questore della provincia di Barletta-Andria-Trani ha emesso nei confronti di tutti e 10 gli indagati il DASPO “fuori contesto”.
Il provvedimento, adottato dall’Ufficio Anticrimine, comporta il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per la durata prevista dalla legge. La misura è stata adottata con l’obiettivo di prevenire possibili infiltrazioni di attività criminali all’interno delle tifoserie locali.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come precisato dalla Polizia, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.



