Cerignola resta con una sola postazione del 118 dopo il taglio della seconda postazione di emergenza. Non sono bastati gli striscioni esposti in città, “La salute è un diritto e non un costo” e “La seconda ambulanza non si tocca”, né il sit-in organizzato ieri pomeriggio, mercoledì 30 settembre, al quale hanno partecipato il sindaco Francesco Bonito, la vicesindaca Maria Dibisceglia, l’assessora Teresa Cicolella e diversi consiglieri comunali.
Da oggi la città ofantina dispone quindi di una sola postazione del 118. Una situazione particolarmente rilevante considerando l’estensione del territorio comunale: con i suoi 593 chilometri quadrati, Cerignola è il Comune più esteso della provincia di Foggia e il terzo in Italia dopo Roma e Ravenna.
Sul tavolo della direttrice generale della ASL Foggia, Tiziana Dimatteo, è stata trasmessa una nota con la quale il sindaco esprime, a nome proprio e dell’amministrazione comunale, forte disappunto sia per il merito della decisione sia per le modalità con cui è stata assunta.
Secondo il Comune, infatti, il provvedimento sarebbe stato adottato senza un confronto preventivo con il territorio.
La protesta e le richieste del Comune
Nella nota viene inoltre evidenziato che non è arrivata risposta alla prima comunicazione inviata il 21 settembre, con la quale l’amministrazione aveva richiesto con urgenza un incontro per affrontare la questione.
Il documento è stato trasmesso anche alla Presidenza della Regione Puglia, all’Assessorato regionale alla Salute, al presidente della Provincia di Foggia e ai consiglieri regionali della provincia.
La protesta si è quindi concentrata sulla necessità di rivedere la decisione e di garantire un servizio di emergenza adeguato alle caratteristiche demografiche e territoriali della città.
Nicola Gatta: «La salute dei cittadini non si svende»
Al sit-in ha partecipato anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Nicola Gatta, che ha espresso la propria contrarietà al provvedimento.
«Di rientro da Bari mi sono fermato a Cerignola al sit-in di protesta contro la chiusura della seconda postazione del 118. Una scelta scellerata della Regione Puglia che lascia la seconda città della provincia di Foggia, con 60.000 abitanti e con un territorio immenso, con una sola postazione medicalizzata. La salute dei cittadini non si svende e chiederemo con forza il ripristino del servizio, perché tagliare sui soccorsi significa giocare con la pelle dei cittadini!»
La richiesta avanzata durante la protesta è dunque quella di ripristinare la seconda postazione del 118, ritenuta necessaria dai promotori della mobilitazione per garantire una risposta adeguata alle esigenze di una città di circa 60mila abitanti e di un territorio comunale particolarmente esteso.
Lo riporta foggiatoday.it.



