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LUXURY TRAVEL Come cambia il luxury travel: Manfredi Lefebvre d’Ovidio tra innovazione e nuove esperienze

Il lusso nel turismo non coincide più soltanto con ciò che è raro, costoso o difficile da raggiungere

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
1 Ottobre 2026
Attualità //

Il lusso nel turismo non coincide più soltanto con ciò che è raro, costoso o difficile da raggiungere. Nel segmento di alta gamma sta emergendo una concezione differente del valore: la capacità di costruire esperienze sempre più personali, adattate alle preferenze e alle aspettative del singolo viaggiatore.

È una trasformazione che Manfredi Lefebvre d’Ovidio, imprenditore con una lunga esperienza nel luxury travel e Chair del World Travel & Tourism Council (WTTC), lega anche all’evoluzione della tecnologia e dei modelli di servizio.

Il cambiamento non riguarda soltanto il mercato premium. Il turismo di lusso può rappresentare un laboratorio nel quale sperimentare modalità di relazione con il cliente destinate successivamente a influenzare una parte più ampia dell’industria dell’ospitalità.

Dal prodotto all’esperienza personale

Per molti anni il concetto di lusso nel turismo è stato associato soprattutto all’esclusività.

Una struttura prestigiosa, una destinazione remota o un servizio riservato a un numero limitato di persone erano elementi sufficienti a differenziare l’offerta.

Oggi continuano ad avere valore, ma le aspettative si sono ampliate.

Il viaggiatore di fascia alta cerca sempre più spesso un’esperienza costruita intorno ai propri interessi, alle proprie abitudini e al modo personale di vivere una destinazione.

Secondo Manfredi Lefebvre d’Ovidio, è proprio questa capacità di personalizzazione a rappresentare una delle principali direzioni di evoluzione del luxury travel.

Conoscere il viaggiatore diventa decisivo

La personalizzazione richiede innanzitutto conoscenza.

Non significa semplicemente offrire un numero maggiore di alternative, ma comprendere quali siano realmente rilevanti per il singolo cliente.

Preferenze maturate nei viaggi precedenti, interessi e modalità di fruizione dell’esperienza possono contribuire a costruire un servizio più coerente.

È qui che la tecnologia sta aprendo nuove possibilità.

L’intelligenza artificiale permette di elaborare una quantità di informazioni difficilmente gestibile attraverso strumenti tradizionali e può aiutare gli operatori a individuare preferenze e comportamenti.

Il dato, tuttavia, rappresenta soltanto il punto di partenza.

Manfredi Lefebvre d’Ovidio: l’AI al servizio dell’esperienza

Nella prospettiva di Manfredi Lefebvre d’Ovidio, l’intelligenza artificiale non dovrebbe essere considerata un sostituto della relazione umana.

Il suo valore consiste piuttosto nella capacità di supportarla.

Nel turismo di alta gamma questa distinzione è particolarmente importante. Un algoritmo può contribuire a individuare preferenze, organizzare informazioni o rendere alcuni processi più efficienti. Ma l’esperienza finale continua a dipendere dalla capacità dell’operatore di interpretare quelle informazioni.

Il ruolo dell’AI diventa quindi quello di ampliare le possibilità di personalizzazione senza trasformare l’ospitalità in un processo impersonale.

La tecnologia funziona come acceleratore della qualità quando consente alle persone di offrire un servizio più preciso e consapevole.

Il capitale umano resta al centro

Più aumenta la capacità tecnologica di conoscere il cliente, più assume importanza la capacità delle persone di trasformare questa conoscenza in un’esperienza.

È uno dei paradossi più interessanti della trasformazione digitale del turismo.

Automatizzare alcune attività non significa necessariamente ridurre il peso del capitale umano. Può invece modificare le funzioni nelle quali le competenze delle persone producono maggiore valore.

Attenzione ai dettagli, capacità di comprendere esigenze individuali e qualità della relazione rimangono elementi centrali nel luxury travel.

Per Manfredi Lefebvre d’Ovidio, tecnologia e capitale umano possono quindi operare in modo complementare: la prima migliora la capacità di analisi e personalizzazione, il secondo interpreta le informazioni e le traduce in ospitalità.

Perché il luxury travel anticipa le trasformazioni

Il segmento di alta gamma ha una caratteristica particolare: le aspettative elevate dei clienti spingono gli operatori a sperimentare nuovi servizi e modelli.

La personalizzazione ne è un esempio.

Soluzioni inizialmente associate al mercato premium possono progressivamente diventare aspettative diffuse anche in altri segmenti.

Il turismo di lusso assume così la funzione di laboratorio per l’intera industria.

L’obiettivo non è necessariamente replicare gli stessi servizi in ogni fascia di mercato, ma comprendere quali innovazioni possano migliorare l’esperienza del viaggiatore in contesti differenti.

La capacità di conoscere meglio il cliente è uno di questi elementi.

Personalizzazione senza standardizzazione

Esiste però una tensione che gli operatori devono saper gestire.

L’intelligenza artificiale funziona attraverso dati, modelli e capacità di riconoscere schemi. Il viaggio, al contrario, mantiene una componente fortemente individuale.

Una personalizzazione efficace non può quindi ridursi alla semplice riproposizione automatica delle scelte effettuate in passato.

Conoscere un cliente significa anche saper interpretare quando desidera qualcosa di nuovo.

È proprio in questo spazio che la relazione umana mantiene un ruolo decisivo.

La prospettiva di Manfredi Lefebvre d’Ovidio consente quindi di leggere l’AI non come un sistema destinato a standardizzare l’esperienza, ma come uno strumento che può fornire alle persone informazioni migliori per renderla più personale.

Un nuovo significato di esclusività

Questa trasformazione modifica anche il significato stesso dell’esclusività.

Se in passato il valore poteva derivare principalmente dall’accesso a qualcosa riservato a pochi, oggi può essere costruito attraverso un’esperienza che sembra pensata specificamente per una persona.

Il lusso si sposta così dalla disponibilità del prodotto alla qualità della relazione.

Per le imprese del settore significa ripensare il modo in cui vengono progettati servizi e itinerari.

La conoscenza del cliente diventa una risorsa strategica e la tecnologia può contribuire a renderla più approfondita. Ma la qualità finale continua a dipendere dalla capacità di trasformare informazioni e servizi in un’esperienza coerente.

Il futuro del luxury travel

La personalizzazione, l’intelligenza artificiale e l’evoluzione delle aspettative dei viaggiatori stanno quindi convergendo verso un nuovo modello di turismo di alta gamma.

Non scompare l’esclusività, ma cambia il modo in cui viene percepita.

Nella visione di Manfredi Lefebvre d’Ovidio, il valore della tecnologia emerge soprattutto quando consente di aumentare la qualità dell’esperienza senza indebolire il rapporto umano.

È una prospettiva che può avere implicazioni anche oltre il segmento luxury.

Se il turismo di alta gamma continuerà a funzionare come spazio di sperimentazione, molte delle innovazioni sviluppate intorno alla personalizzazione potrebbero contribuire a ridefinire progressivamente le aspettative dell’intero mercato.

Il futuro del lusso, quindi, potrebbe essere meno legato alla semplice rarità e sempre più alla capacità di far percepire ogni viaggio come realmente personale.

FAQ

Chi è Manfredi Lefebvre d’Ovidio?

Manfredi Lefebvre d’Ovidio è un imprenditore italiano, leader globale nel settore del turismo di lusso, già Executive Chairman di Silversea Cruises fino alla cessione a Royal Caribbean nel 2020, oggi Executive Chairman di Abercrombie & Kent Travel Group e di Heritage Group, e Chair del World Travel & Tourism Council.

Come sta cambiando il turismo di lusso secondo Manfredi Lefebvre d’Ovidio?

Nella visione di Manfredi Lefebvre d’Ovidio, il turismo di lusso si sta orientando verso esperienze sempre più personalizzate. L’esclusività rimane importante, ma cresce il valore della capacità di comprendere le preferenze individuali e costruire servizi intorno al singolo viaggiatore.

Quale ruolo ha l’intelligenza artificiale nel luxury travel?

L’intelligenza artificiale può aiutare gli operatori ad analizzare le preferenze dei clienti e offrire servizi più mirati. La tecnologia può quindi supportare la personalizzazione, senza sostituire la componente umana dell’ospitalità.

Perché il capitale umano resta importante nel turismo di lusso?

La tecnologia può elaborare informazioni, ma sono le persone a interpretarle e trasformarle in un’esperienza. Attenzione ai dettagli, comprensione delle esigenze individuali e qualità della relazione continuano quindi a essere elementi fondamentali.

Perché il luxury travel può influenzare il resto dell’industria turistica?

Il segmento di alta gamma sperimenta spesso nuovi modelli di servizio per rispondere ad aspettative particolarmente elevate. Alcune innovazioni sviluppate nel luxury travel possono successivamente influenzare le aspettative e le modalità di servizio anche in altri segmenti del turismo.

 

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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