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Manfredonia, Consorzio Ippocampo: “a rischio” il 60% di adesione minima


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Immagine 058Manfredonia – STAMANE,  nella sala consiliare del Comune, il “Consorzio Ippocampo”, presieduto da Francesco Zoccano (dirigente tra l’altro della stessa amministrazione) ha incontrato gli amministratori dei condomini dell’area residenziale, per discutere della situazione gestionale del Consorzio, ma anche delle sue prospettive future.

Sono intervenuti il sindaco di Manfredonia , Paolo Campo, e il liquidatore della Iti srl , Franco Manfredi. Attualmente il Consorzio Ippocampo annovera 140 consorziati; consorziati che rappresentano circa il 12% della volumetria della zona. La costituzione del Consorzio è stata redatta in base all’Accordo transattivo preliminare, del 26 febbraio 2008, tra Comune e liquidatore della stessa Immobiliare. Il gruppo è convalidato ad agire purché vi aderiscano “proprietari rappresentanti almeno il 60% (sessanta per cento) della volumetria dell’intero Villaggio Ippocampo”.

Immagine 060 Ma nella situazione che si è andata a delineare, nell’incontro di stamane in Comune, difficilmente quel 60% di partecipazione minima prevista, per l’attivazione del Consorzio, potrà essere raggiunto “nel breve”. Dal suo canto, la Pegaso srl avrebbe invece  confermato di voler cessare i suoi servizi sin dal prossimo 31 dicembre.

Gli scenari che potrebbero aprirsi pertanto da gennaio non sono “prevedibili”. La municipalità di Manfredonia, da un punto di vista amministrativo, non dovrebbe (nè potrebbe) consentire la chiusura dell’area residenziale di Ippocampo. Il Comune è tenuto infatti ad un accollo “diretto” dell”onore gestionale del villaggio: un”indicazione richiesta dalla stessa Curatela Fallimentare della ditta ( in merito pende un giudizio davanti al Consiglio di Stato).

Il presidente del Consorzio, il sindaco Paolo Campo e liquidatore dell’ITI hanno cercato, in diverse forme, di chiarire le motivazioni alla base della costituzione del gruppo. Motivazioni che, per gli imprenditori,  non sarebbero state tuttavia “chiare”.

La questione non sembra quindi di rapida risoluzione, anche perchè nata da “particolari” situazioni passate.

zoccano-campo Nel 1969, da un’idea di un “illuminato” imprenditore di Barletta, Picardi, coadiuvato dai figli Vincenzo Dario e Pasquale, nasce la I.T.I . , Immobiliare Turistica Ippocampo srl, con due miliardi (di vecchie lire) di capitale versato. Il progetto, all’epoca avveniristico, si fondò sulla realizzazione di un mega villaggio turistico, per la fruizione del turismo locale (per investitori o meno).

Nell’oggetto sociale della ditta furono previste diverse attività: dalla costruzione degli edifici alla gestione degli alberghi, dai bar ai ristoranti, dalle pensioni ai camping e alle spiagge, fino alle tendopoli. Al tempo, la Iti immobiliare acquistò diversi  terreni, così iniziando i lavori per la costruzione del villaggio. La società ottenne dei finanziamenti da banche del territorio (SanPaolo, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Popolare dell’Irpinia). Nel 1975 l’Iti stipulò, con il Comune di Manfredonia, una convenzione urbanistica, per l’attuazione del piano generale di lottizzazione di un terreno di 1.159.213 metri quadrati (un terreno dove la società costruttrice si impegnò, tra l’altro, ad eseguire opere di urbanizzazione: illuminazione, strade, fogna, etc).

Ovviamente, per “fare subito cassa” la Iti cominciò a vendere villette,  bilocali,  ma anche appartamenti a schiera, in fase di ultimazione di lavori e di accatastamento. Tuttavia la Iti non riuscì a rispettare l’ultimazione delle opere di urbanizzazione richieste dal Comune. Nel 1986 la situazione economica, per la ditta, divenne “preoccupante”. Le banche non vennero pagate in tempo, fino ad un peggioramento della situazione commerciale dell’impresa, culminato nella procedura del concordato preventivo aperto nel 1996, e ammesso nel 2007 con un decreto del Tribunale di Foggia.

La massa dei creditori della Iti riuscì ad ottenere la sentenza, bloccando gli immobili della stessa impresa (immobili “numerosi” e non ancora venduti). Al tempo venne nominato come curatore e liquidatore dei beni dell’impresa,  il commercialista Franco Manfredi. L’uomo, oltre alla massa dei creditori partecipanti al passivo della società, dovette occuparsi anche delle opere non ancora realizzate di chi aveva acquistato le case  “in tempi non sospetti”, nonostante le opere di urbanizzazione non fossero state ultimate.

campo3 La soluzione scelta dalle istituzioni, “per salvare il salvabile”, è stata pertanto quella di costituire un Consorzio. Un Consorzio istituito con atto del notaio Rizzo Corallo Filippo in data  sette maggio 2009, con soli 32 partecipanti (pochi se si considera che il villaggio ospita oltre settemila persone). Un problema, quello dello scarso numero di adesioni, ribadito anche stamane, dall’Amministratore Zoccano, e ripreso anche dallo stesso Campo: con la partecipazione di tutti i proprietari dell’area il Comune potrebbe avere un ruolo ancora importante per l’urbanizzazione dell’area residenziale.

In caso contrario, ha spiegato Campo, i proprietari del villaggio potrebbero anche “perdere tutto”. «Io posso anche andare via – ha detto il sindaco – arriverà con certezza un altro amministratore, ma se non si troverà a breve una soluzione, i vostri immobili rischiano di andare in malora».

Infatti con l’accordo transattivo preliminare,  redatto dallo stesso notaio Rizzo Corallo nel 2008, in presenza del liquidatore Iti Franco Manfredi, e di Domenico Curci per il Comune di Manfredonia, il Comune, pur non essendo in dovere di farlo, e preso atto della revoca del fallimento Iti e del concordato preventivo con cessione di beni, e nell’interesse pubblico, ha assunto i provvedimenti sul problema Ippocampo, proponendo la costituzione del Consorzio, per completare le opere di urbanizzazione non ultimate.

Pertanto, la situazione che si è andata a delineare grosso modo è questa: il Consorzio Ippocampo è stato comunaue istituito, nonostante non si siano definiti i costi, peri i singoli amministratori, delle spese da affrontare. La domanda di un proprietario indeciso («quanto ci costeranno effettivamente  le opere di urbanizzazione ?»), domanda rivolta al sindaco Campo, a Manfredi ma anche a  Zoccano, non avrebbe ricevuto una “risposta concreta”.

Manfredonia, Consorzio Ippocampo: “a rischio” il 60% di adesione minima ultima modifica: 2009-11-01T03:14:15+00:00 da Girolamo Romussi



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Commenti


  • Michele

    Le solite minacce del Sindaco Campo contro i rivieraschi! Basta! Non hai ancora capito che sei ospite non gradito dei nostri villaggi! Speriamo solo che la nascente lista civica della riviera possa metter fine a tutto questo! Il mio voto lo avrà …ma non per appoggiare CAMPO ed invito tutti coloro che hanno un immobile ad Ippocampo di non sottoscrivere l’adesione al Consorzio in quanto si tratta di una presa in giro!


  • Michele

    Concordo con il mio omonimo…


  • Paky

    Caro sindaco , mo te ne devi solo andare, Ippocampo è parte integrale della RIVIERA SUD NEL CUORE e sanno bene i residenti cosa devono fare, di certo non devono ascoltare ne i consigli di un sindaco che gli ha trascinati in questa situazione ne di Zoccano ne di Piccolo Rocco! I villaggi sono territorio di Manfredonia, se le passate amministrazioni non sono state capaci di risolvere i problemi con gli imprenditori, fatti vostri, adesso tutto ricade sulle nuove amministrazioni come un macigno!

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