Editoriali

La politica per le istituzioni ed il rinnovamento


Di:

Parlamento (statoquotidiano@)

NEI fatti la politica dei governi trascorsi dalla “primavera dell’89”, fino a a quella dei nostri giorni, non è poi del tutto dissimile, qualunque siano le bandiere che coalizzino o determinino una scelta come quelle delle “larghe intese , se, infatti, ancor oggi l’idea di una politica prima e pur sempre utile resiste a se stessa e trova quel che può tra ovvi assensi e dissensi popolari.

Ora c’è chi agita le bandiere dell’anti-populismo vedendovi una grave minaccia in Italia e in Europa. Tra i primi sostenitori di questo pensiero troviamo gli uomini delle nostre istituzioni, il Presidente Napolitano in primis.

In vero la pseudo-politica combatte i populismi per paura di perdere seggi o comode poltrone, non si preoccupa di dare risposte al cittadino, rinuncia a credere possibile che da egli possano provenire in ragione dell’ovvio diritto primo della partecipazione civile e sociale quando anhe non pochi diritti in tema di Progresso e di idee per il progresso strutturale.

Certo “negare” è più facile che aver il coraggio di farsi più trasparente e cominciare ad argomentare per chiarire se la politica è solo fatta da dinieghi o se è solo fatta da assensi e consensi da ritenersi troppo alti da non poter scendere in quell’humus di base che sarebbe or proprio il contesto del nuovo populismo italiano.

O dobbiamo forse credere che è solo solo pericolo grillino per cui si allarma la politica nelle veci dei ruoli istituzionali primi? Si deve convenite che questa politica non ha ancora dato risposte esaustive.

L’unanime parere, oggettivamente, a ragion veduta, non può che essere un solo, e qual così si traduce: la politica è fatta da assensi e da consensi: sui consensi si costituisce, ma qualora non vi siano più consensi nel perseguire le ragioni di una causa che si ritenga pur giusta, per ovvie ragioni sarà bene che si abbandoni la causa stessa, anzitutto quando vengano a mancare con i consensi le risorse (che non necessariamente devono essere costituite da buon contanti, sebbene forse a quanti sfugge che vi sono idee che hanno un maggior valore, …)…ed è così che appaiono quasi indistinti i principi e i valori in questo che è il tema della decadenza politica e sociale, più che una crisi, su cui certo urge riflettere (per non perdere l’ultima possibilità…)

Si dice così quando non si ha più vie ( per fughe e transfughe di una musica balorda, quella nuova e incomprensibile che fa la chiacchiera politica e salottiera del non men vecchio di quel che è già la tradizione del buon politichese …) per fare una scelta giusta e utile, che ovviamente risulti anche di buonsenso comune e risolutiva. A fronte del rinnovamento politico, del progresso e della legalità.

(A cura di Angelo Rinaldi)

La politica per le istituzioni ed il rinnovamento ultima modifica: 2013-11-01T16:34:22+00:00 da Redazione



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