Manfredonia – Una petizione popolare – promossa da Europa Verde (video in allegato, avv. Innocenza Starace) chiede lo spostamento del nuovo pilone 5G in fase di installazione all’interno del porto commerciale di Manfredonia, a poche decine di metri dalle abitazioni di via Aldo Moro e a ridosso di piazza Falcone e Borsellino. Il documento è indirizzato all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (ADSPMAM), al Comune di Manfredonia, alla Soprintendenza e alla società Wind 3.
Al centro delle contestazioni ci sono il profilo paesaggistico, la vicinanza alle abitazioni, il richiamo al principio di precauzione in materia di salute pubblica e la richiesta di una diversa localizzazione dell’infrastruttura.
L’intervento: un pilone da 30 metri nel porto commerciale
Secondo quanto riportato nella petizione, Cellnex Italia s.p.a., per conto di Wind 3, sta installando all’interno del porto un pilone alto 30 metri destinato a ospitare sei parabole per la telefonia mobile.
La struttura si trova a pochi metri da piazza Falcone e Borsellino, dove insistono la storica Fontana Piscitelli e l’installazione artistica murale del maestro Franco Troiano, e in prossimità delle residenze di via Aldo Moro.
L’ADSPMAM, con atto n. 6 del 9 luglio 2025, ha rilasciato a Cellnex una concessione demaniale con contestuale Autorizzazione Unica ZES (Zona Economica Speciale). In quell’atto – denunciano i promotori della petizione – l’Autorità portuale avrebbe richiamato un precedente provvedimento di archiviazione di una istanza paesaggistica, facendo intendere che non fosse necessaria una nuova autorizzazione in materia di paesaggio.
In realtà, spiegano i cittadini, dopo la rinuncia iniziale, Cellnex avrebbe ripresentato istanza di autorizzazione paesaggistica per l’installazione del pilone. Tale autorizzazione, rilasciata dal Comune di Manfredonia a seguito dei pareri della Commissione locale per il paesaggio e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Barletta-Andria-Trani e Foggia, è datata 6 agosto 2025, quindi successiva all’Autorizzazione Unica. Da qui l’accusa di un vizio procedurale: un parere endoprocedimentale ritenuto vincolante sarebbe arrivato dopo il via libera principale.
Paesaggio e impatto visivo: il nodo piazza Falcone e Borsellino
I firmatari contestano poi nel merito l’autorizzazione paesaggistica, ritenendo sottovalutato l’impatto visivo del pilone su piazza Falcone e Borsellino e sul contesto storico-artistico circostante.
Nel parere della Soprintendenza, ricordano, al fine di “minimizzare l’impatto visivo” si sarebbe suggerito l’interramento delle fondazioni. La Commissione locale per il paesaggio aveva invece ipotizzato una soluzione rimovibile e non ancorata al suolo, tramite blocchi di cemento, per rendere più agevole un eventuale spostamento della struttura.
Secondo i promotori, non è stata adeguatamente considerata né la vicinanza con i luoghi simbolo della piazza, né la presunta svalutazione immobiliare della zona residenziale affacciata sul porto.
Salute, limiti di esposizione e principio di precauzione
Sul piano sanitario, il procedimento relativo alle parabole ha richiesto il solo parere di ARPA Puglia, mentre per l’infissione del pilone – trattandosi di un’opera puramente strutturale – non sono stati previsti approfondimenti sotto il profilo dell’impatto sulla salute.
ARPA Puglia, con parere dell’11 settembre 2024, ha espresso assenso al progetto valutando che le emissioni elettromagnetiche previste risultano entro i limiti fissati dal DPCM 8/7/2003 e dalla legge 214/2023, che ha innalzato il valore di attenzione per il campo elettrico da 6 V/m a 15 V/m a partire dal 29 aprile 2024.
I cittadini richiamano però diversi studi scientifici che evidenziano incertezze sugli effetti a lungo termine delle radiazioni non ionizzanti ad alte intensità, soprattutto in caso di esposizione prolungata in prossimità delle antenne. Viene ricordato come, oltre i 100 metri in linea d’aria, l’intensità del campo elettromagnetico decada fortemente, mentre la presenza di un’infrastruttura a ridosso delle abitazioni aumenterebbe i timori per la salute, in particolare per bambini e persone con gravi patologie.
La petizione cita anche documenti tecnici sottoscritti da Cellnex sulla sicurezza nei siti di telecomunicazione (in particolare quelli della SUVA), nei quali si raccomanda una pianificazione che eviti, per quanto possibile, l’ingresso di persone nelle zone di potenziale rischio, e la definizione chiara delle aree di sicurezza e delle distanze da rispettare.
A titolo di esempio, viene richiamato il Protocollo d’intesa del Comune di Roma con le compagnie telefoniche, che vieta l’installazione di stazioni radio base a meno di 100 metri da scuole e luoghi intensamente frequentati.
Su questa base, i firmatari invocano il principio di precauzione, sancito dall’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e dal Principio 15 della Dichiarazione di Rio del 1992, sottolineando come la letteratura scientifica sulle cosiddette onde millimetriche del 5G sia ancora carente e non vi sia un consenso definitivo sugli effetti a lungo termine.
Un altro punto sollevato riguarda la mancata informazione preventiva alla cittadinanza: secondo la petizione, i residenti non sarebbero stati messi al corrente della collocazione dell’antenna in un’area così vicina alle abitazioni e a luoghi di aggregazione, né sarebbero state illustrate eventuali alternative di sito.
Il Comune, non essendo proprietario dell’area – demanio marittimo – e non avendo competenza urbanistica diretta sulla zona, non avrebbe potuto, secondo i promotori, interloquire efficacemente con Cellnex e ADSPMAM per la ricerca di soluzioni alternative meno impattanti.
Le richieste della petizione
Al termine di una lunga ricostruzione tecnica, urbanistica, sanitaria e normativa, la petizione formula una serie di richieste precise:
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All’ADSPMAM
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la revoca in autotutela dell’atto n. 6 del 9 luglio 2025 di concessione demaniale e Autorizzazione Unica ZES, ritenuto carente del necessario parere paesaggistico;
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lo spostamento del pilone e delle parabole sul braccio del molo di ponente, in una posizione ritenuta più idonea e lontana dalle abitazioni e da piazza Falcone e Borsellino.
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Al Comune di Manfredonia e alla Soprintendenza
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la revoca in autotutela del parere favorevole e dell’autorizzazione paesaggistica del 6 agosto 2025;
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una rivalutazione della localizzazione del pilone, distante dalla piazza e tale da non interferire visivamente con la Fontana Piscitelli e l’opera di Franco Troiano.
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Al Comune di Manfredonia e all’ADSPMAM
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l’adozione di un protocollo di intesa sul modello di Roma, improntato al principio di precauzione, che preveda tra l’altro:
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il divieto di ulteriori potenziamenti delle antenne esistenti in prossimità delle abitazioni;
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la tutela prioritaria della salute dei cittadini, con particolare attenzione a soggetti fragili e minori;
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la trasparenza e informazione preventiva alla popolazione su ogni nuova installazione o modifica degli impianti;
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la promozione di forme di sviluppo tecnologico alternative, come la fibra ottica e la connettività via cavo;
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campagne informative e incontri pubblici con esperti sui rischi e le tutele legate all’esposizione ai campi elettromagnetici.
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Al momento, la petizione rappresenta la voce di una parte della cittadinanza che chiede un ripensamento complessivo della gestione delle infrastrutture di telecomunicazione sul fronte portuale, in equilibrio – sostengono i promotori – fra innovazione tecnologica, tutela del paesaggio e diritto alla salute
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Tutti a protestare contro l’antenna 5G, pubblicando video ed articoli……. con i loro telefoni 5G!! Siete comici gente!
Innocenza tu fai tanto per la città , l’autorità portuale e Gestita — , e non mi fare aggiungere altro … vedi che anche linfopoint — uffici legali del comune e qualche — li è stato dato la opportunità di chiedere 550. 000€ dallo Stato per favorire l’ente autorità portuale di dare in appalto e farlo costruire -!
Ma il marito consigliere comunale di maggioranza lo sa?
scrive poi la Dott.ssa Starace testualmente:
“La struttura si trova a pochi metri da piazza Falcone e Borsellino, dove insistono la storica Fontana Piscitelli e l’installazione artistica murale del maestro Franco Troiano”
ma in questi mesi, perché solo dopo le proteste accorate dei cittadini si è provveduto a ripulire alla ben meglio quelli che la Starace (sempre moglie di un consigliere di maggioranza) punti storici ed artistici della città?
mi viene da piangere perchè non è più tempo di ridere
P.s.
il tutto poi girato con un telefonino 5G…Idiocracy ci fa un baffo a noi
Manfredonia colonia da sfruttare a proprio piwcementi, vero politici?
Il preludio di qualcosa di mostruoso in arrivo a Manfredonia?
Ma non va bene mai niente in questo paese? Siamo arrivati al 2025 e questa città non sa ancora quale vestito mettersi quello del turismo o dell’industria boooh meditate gente meditate.
Poveri noi 😢
No pilone… si pingone😡
Le auto le scaricano schifezze dalle marmitte, quelle si sopportano tranquillamente.
Manfredonia, rinomata zona turistica….ma senza strutture turistiche ricettive….dove è Festa tutto l’anno, anche quando non ci sono ricorrenze da festeggiare.
Frase ricorrente: in questo Paese non si fa mai niente per i cittadini…..e se si fa qualcosa, c’è sempre qualche comitato per il NO.
Ma si, che ce frega….abbiamo il mare e il sole per 364 giorni l’anno su 365…..
Uagliò, l’ignoranza in materia me la posso aspettare dal cittadino comune (anche se non è giustificato, perché informarsi come si deve prima di parlare denota buonsenso, ma vabbè, siamo in ItaGlia) oppure da un soggettone come “Riccardino”, che ormai piglia tutto quello che c’è, pur di essere cacato da qualcuno, ma non da un’avvocatessa e politica attualmente attiva.
Innocé, sappi che questa penisola, a livello di emissioni elettromagnetiche, è forse l’ultima della carovana nell’intera Europa.
Gioggiah qualche tempo fa ha alzato un minimo la soglia dei dB (se ricordo bene, gli operatori ora possono tirare fino a 6 dB), ma resta comunque bassissima rispetto al limite massimo UE, che dovrebbe essere di 25 dB (anch’esso totalmente normale e con rischi 0 per la nostra salute.)
Quindi finiamola con ‘sta stor’j’ del 5G, perché hò scucciet’, come all’epoca per il 4G e per il 3G prima di lui.
Anzi, aggiornate il vostro “listino dei gombloddih”, che a breve arriverà il 6G (attualmente in fase sperimentale), cò cò
Innocenza – avete distrutto la ns. comunità – metti in una posizione di salvatatore della città