Walter Nudo torna a raccontarsi senza filtri. Ospite di Nunzia De Girolamo a Ciao Maschio (in onda sabato 3 gennaio 2026 alle 17:10 su Rai 1), l’attore ripercorre i passaggi più bui della sua vita: un’infanzia segnata da fragilità e solitudine, la ferita del “non sentirsi visto” in famiglia e una spirale autodistruttiva in cui la sessualità — ammette — è diventata dipendenza emotiva.
Nudo parte dagli anni dell’infanzia, raccontando le difficoltà a scuola e il senso di inadeguatezza che lo ha accompagnato a lungo: balbuzie, dislessia scoperta tardi, la sensazione di essere “meno” degli altri. Un dolore che, dice, lo ha portato a pensieri estremi già a 12 anni, quando arrivò a convincersi che “il mondo sarebbe stato migliore senza di lui”.
«Le ferite più forti arrivano dai genitori»
Il nodo più profondo, però, è quello familiare. Nudo descrive un rapporto irrisolto con la madre e la sofferenza di non essersi sentito realmente accolto: la mancanza di uno sguardo capace di riconoscerlo, di “vederlo”, diventa — nel suo racconto — la ferita originaria, quella che poi si trascina dietro anche nelle relazioni adulte.
Quando il sesso diventa dipendenza: «Andavo anche con tre o quattro donne»
La confessione più dura arriva sul tema della sessualità. «Il sesso è stato una droga», dice Nudo, descrivendo un periodo in cui i rapporti erano compulsivi e seguiti dal rifiuto: «Andavo con una donna e poi non volevo più vederla… anche con tre o quattro donne in poche ore». Una dinamica che oggi riconosce come tentativo di riempire un vuoto affettivo e “riprendersi un potere” che, da bambino, sentiva di non avere.
Le scuse e la consapevolezza: «Erano un mezzo per compensare quella ferita»
Nel racconto c’è anche la svolta: il lavoro su di sé, la responsabilità, la scelta di non giustificarsi. Nudo spiega di aver chiesto scusa alle donne della sua vita, ammettendo che spesso non erano persone incontrate davvero, ma “strumenti” per compensare un dolore antico. Un passaggio che in tv suona come una resa dei conti pubblica: non un’autodenuncia fine a se stessa, ma il tentativo di dare un nome alle proprie ombre.
Lo riporta leggo.it.


