Il 1° aprile 2026 segna una svolta per il comparto istruzione: l’Aran e tutti i sindacati hanno siglato l’ipotesi di accordo sulla parte economica del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) 2025-2027, con importanti benefici per docenti e personale Ata. I docenti riceveranno un incremento di 143 euro lordi al mese, mentre il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) vedrà un aumento di 107 euro.
Arretrati e recupero degli stipendi
Oltre agli aumenti mensili, l’accordo prevede il pagamento degli arretrati, somme dovute a partire dal 2025 ma non ancora corrisposte. I docenti percepiranno circa 855 euro lordi, mentre il personale Ata riceverà circa 633 euro, cifre accumulate dai mancati aumenti nei mesi precedenti.
Valditara: risultato storico
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha definito l’intesa un “risultato storico”, sottolineando che le risorse stanziate dal governo sono state destinate principalmente agli incrementi degli stipendi tabellari. Dal 2022 a oggi, i contratti firmati nel comparto scuola hanno portato a incrementi complessivi di 412 euro mensili per i docenti e 304 euro per il personale Ata, grazie anche a finanziamenti aggiuntivi di 540 milioni.
Il ruolo dei sindacati
Per la prima volta, tutte le sigle sindacali hanno firmato il documento, considerandolo un passo concreto contro l’emergenza salariale. I sindacati sottolineano che l’accordo consente di tutelare il potere d’acquisto con aumenti superiori al 5,9%, in linea con l’inflazione, ma invitano a proseguire la mobilitazione per eventuali risorse aggiuntive e per rafforzare la parte normativa del contratto.
Dettagli tecnici e una tantum per il personale Ata
Le risorse stanziate sono progressive: 1,1 miliardi per il 2025, 2,2 miliardi nel 2026 e 3,3 miliardi a regime dal 2027. Il personale Ata beneficerà inoltre di una una tantum di 110 euro, prevista per gennaio 2027, derivante dai risparmi ottenuti grazie allo slittamento dei nuovi ordinamenti professionali.
Prossimi passaggi
L’accordo sarà ora sottoposto ai ministeri competenti per la verifica della compatibilità finanziaria e successivamente alla Corte dei Conti. Solo dopo questi passaggi l’Aran convocherà nuovamente le parti per avviare la trattativa sulla parte normativa del contratto.
Lo riporta open.online.



