Manfredonia
A cura di Vittoria De Salvia

“Figli della liberazione o del lavoro che l’ignora?”


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IL 25 Aprile: la storia va in soffitta

Dalla foto che comincia a sbiadire il giovane Rodolfo presenta una divisa grigia,forse nuova,lo sguardo fiero e volitivo,era quella  la foto dell’arruolamento volontario nel Corpo Partigiani d’Italia quando nacque il movimento della Resistenza,era 1943,io non l’ho mai conosciuto questo uomo.

I miei fratelli lo ricordano bene perché era divertente,spiritoso,le battute gli venivano spontanee e l’ironia faceva parte del suo sguardo,quando tornava da Napoli dove frequentava l’Istituto di Lingue Orientali in via Mezzocannone,lo stesso che frequentai molto dopo io stessa su desiderio di mio padre,non si scordava mai di portare regali ai suoi nipotini. Erano giocattoli di legno povero e rappresentavano animali o mestieranti di quartiere .

Zio Rodolfo,l’ultimo dei nove figli di nonna Luigina,partì volontario e mai più tornò da sua madre. Dichiarato disperso dal Ministero delle Forze Armate nel 1953 mio padre cercò invano di trovarne una sepoltura fra il Carso e Capo d’Istria,l’ultimo luogo ove fu visto combattere.

Come in altri paesi europei,anche  in Italia iniziò a nascere un movimento di Resistenza che andò a combattere una guerra parallela a quella degli Alleati, per cercare di cacciare dal nostro paese le forze nazifasciste.

Il ruolo della Resistenza divenne sempre più importante nei successivi due anni:egli raccontava nelle poche lettere che giunsero alla nonna che agli inizi la lotta partigiana era poco organizzata ed improvvisata,egli si pavesava anche un po’ spaventato per questo,ma nel tempo successivo, nei due anni,questa lotta divenne sempre più strutturata e militarizzata,dando vita alle cosi dette brigate,egli pare fosse in quella “Autonome” e ne era orgoglioso.

La lotta partigiana era coordinata dal Comitato di Liberazione Nazionale e ben presto divenne una vera e propria guerra civile ; persone di qualsiasi età  o astrazione sociale,sesso,religione,provenienza geografica e politica,comunisti,socialisti,democristiani,liberali,parteciparono alla Resistenza uniti in nome dell’Anti- fascismo. Alcune loro azioni contro le forze nazifasciste portarono a rappresaglie criminali di queste contro i civili innocenti,ma le forze partigiane non si arresero e grazie al loro contributo gli Alleati nel 1944   portarono alla liberazione l’Italia Centrale e l’anno dopo il fronte italiano al Nord Est  ove i nazifascisti asserragliati opposero l’ultima resistenza alle forze anglo-americane,era il 1945.

Il 25 Aprile 1945 non fu l’ultima giornata di combattimento tra forze nazifasciste e Alleati e Brigate Partigiane,ma fu il momento di una vera svolta verso la fine dell’occupazione tedesca:in quel giorno grazie al ruolo dei Partigiani soprattutto nel Nord l’ Italia venne liberata ed i nazifascisti si ritirarono.

Il 25 Aprile viene ricordato come il trionfo della libertà e dell’antifascismo,e antinazismo.

La legge n. 260 del Maggio 1949 presentata da Alcide de Gasperi nel Settembre 1948 ancora oggi ci ricorda, ed ogni anno deve ricordare, gli uomini e le donne della Resistenza,gli italiani uccisi a causa del nazifascismo ed il contributo determinante delle forze Alleate nella liberazione dell’Italia.

Abbiamo ereditato la LIBERTA’.

1° Maggio: si festeggia

Il 1° Maggio ha origine nell’Ottocento:si tratta di una giornata di lotta condivisa internazionalmente dai lavoratori desiderosi di affermare i propri diritti senza condizionamenti sociali o geografici,con l’obiettivo di migliorare la propria condizione lavorativa e di auspicare al progresso sociale per tutti.

Si tratta  dunque di una festa che ha una connotazione politica ben precisa perché  è figlia delle lotte del movimento operaio e socialista.

Il  primo 1°Maggio della storia che ha portato alla nascita della Festa del Lavoro fu il Primo Maggio 1867 quando veniva introdotta nello Stato USA dell’Illinois una legge che introduceva per la prima volta nella storia la giornata lavorativa di otto ore .

La opposizione degli imprenditori fu durissima e le vie di Chicago furono invase da 10mila operai che sfilarono per quelle otto ore tanto desiderate. Fino a quel momento gli operai lavoravano anche 12 ore al giorno in condizioni davvero drastiche,la rivoluzione che avevano chiesto per anni-detta quella dei “tre otto”,otto ore di lavoro,otto di svago e otto per dormire-era finalmente arrivata.

Una ventina di anni dopo,il 1°Maggio 1886,sempre a Chicago migliaia di operai protestarono contro i ritmi massacranti di lavoro nelle fabbriche.

La situazione però degenerò in poco tempo,la polizia sparò sui manifestanti,scoppiò una bomba durante un comizio operaio,altri furono impiccati e  passarono alla storia come”Martiri di Chicago”.( CHICAGO JOURNAL).

Dal 1° Primo Maggio 1890 la Festa del Lavoro esiste per commemorare quanto accaduto a Chicago,simbolo di un cambiamento che il mondo desiderava ma che faceva fatica ad arrivare.

In  ITALIA  le otto ore arrivarono solo nel 1919 e la Festa del Lavoro soppressa durante il regime fascista ritornò ufficialmente con la proclamazione della Repubblica.

Oggi la Festa del Lavoro è festa Nazionale,riconosciuta in tutto il mondo,tuttavia in Stati come la Danimarca o i Paesi Bassi non è stata mai ufficializzata,ciò nonostante la si celebra allo stesso modo con commemorazioni varie.

Nel nostro paese i giovani ne sono affascinati perché aspettano il famoso “CONCERTONE” del 1° Maggio che si svolge sempre in piazza SAN GIOVANNI a Roma.

Certamente un modo assai diverso per rendere omaggio alla classe operaia ed in tutta l’Italia le band più note ,e meno note ,si esibiscono richiamando folle di giovani con “HAPPY HOURS” interminabili le cui immagini su maxi schermi invadono l’Italia e le sue piazze supportate dalle emittenti  televisive nazionali.

Speriamo che questa festa del primo Maggio non smetta negli anni di avere anche un briciolo del senso originario per il quale la Festa del Lavoro è stata istituita.

Ricorderanno i giovani e conserveranno e proteggeranno la figlia delle lotte del movimento operaio e socialista?

Quanto sono disposti a lottare questi giovani per ottenere il lavoro? La vera libertà è nella conquista del lavoro coi propri meriti e capacità,un assegno a compensazione dell’ozio,il lavoro nero sottopagato li privano del diritto alla libertà, non si costruiranno così un futuro; perché non si muovono per ottenerla?La Storia non ha insegnato e lasciato traccia nelle menti? Mio zio Rodolfo è morto per nulla? Mi guardo intorno ed il vuoto del 25 Aprile,la mancanza di un rituale,una corona,una banda,un “present’Arm” dinanzi al monumento dei caduti sono il segno del decadimento della memoria,della inefficacia della storia,della perdita dei valori.

Volgo lo sguardo alle foto ingiallite che pendono dal muro,mio padre,suo fratello,il gruppo dei marinai sulla plancia della nave da guerra…..come dimenticarli?

(A cura di Vittoria De Salvia, Manfredonia 02 maggio 2019)

“Figli della liberazione o del lavoro che l’ignora?” ultima modifica: 2019-05-02T09:28:27+00:00 da Redazione



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