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Accuse di “torture nel carcere di Bari”, in 12 rinviati a giudizio

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
2 Maggio 2023
Bari // Stato prima //

Bari – Il Tribunale di Bari ha rinviato a giudizio dodici persone tra agenti di polizia penitenziaria e infermieri del carcere di Bari, per le presunte torture inflitte a un detenuto affetto da patologie psichiatriche il 27 aprile 2022.

La decisione è stata presa dalla gup Rossana De Cristofaro, durante l’udienza tenutasi questa mattina nell’aula ‘bunker’ di Bitonto (Bari). Il processo per i 12 imputati inizierà il 21 giugno presso il Tribunale di Bari. Tre imputati hanno richiesto il rito abbreviato ed è stato loro concesso.

Secondo l’accusa, sei agenti della polizia penitenziaria avrebbero torturato il detenuto di 41 anni dopo che questi aveva dato fuoco a un materasso nella sua cella. Le violenze sarebbero avvenute lungo il percorso dalla cella all’infermeria, con il personale che sarebbe intervenuto “con violenze gravi e agendo con crudeltà”, colpendo il detenuto con calci e schiaffi sulla schiena, sul torace, sui fianchi e sul volto, “sottoponendolo per circa quattro minuti a un trattamento inumano e degradante”.

Undici agenti sono coinvolti, tre dei quali sono ai domiciliari e sei sono stati sospesi fino a 12 mesi nel novembre 2022.

Un fermo immagine tratto da un video della polizia di Bari, 21 febbraio 2022: E' in corso di esecuzione nel Barese una ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di 43 persone. Il reato contestato è associazione per delinquere finalizzata al traffico e alla illecita commercializzazione di sostanza stupefacente, aggravata dal metodo mafioso. La misura cautelare è il risultato di una articolata attività investigativa della Polizia di Stato coordinata dalla Dda di Bari. Gli arresti vengono eseguiti da oltre 300 poliziotti nei comuni di Bari e Bitonto. I dettagli dell'operazione saranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà alle 10.30 nella Procura di Bari alla presenza del procuratore della Repubblica Roberto Rossi e del direttore centrale anticrimine il prefetto Francesco Messina.
Un fermo immagine tratto da un video della polizia di Bari
ANSA/POLIZIA EDITORIAL USE ONLY NO SALES

La Procura contesta anche ai poliziotti non accusati di tortura di non aver fermato e denunciato le violenze, mentre gli infermieri saranno processati per omessa denuncia.

Il medico, che ha scelto il rito abbreviato, è accusato anche di falso in atto pubblico per non aver refertato le ferite riportate dal detenuto. L’inchiesta è stata condotta dal procuratore aggiunto Giuseppe Maralfa e dalla sostituta Carla Spagnuolo.

1 commenti su "Accuse di “torture nel carcere di Bari”, in 12 rinviati a giudizio"

  1. se confermate le accuse,a sti delinquenti ci vogliono pene estreme ed esemplari. se solo si rendessero obbligatorie le telecamere ovunque siano presenti persone indifese,incapaci di reagire,quali asili,ospedali,RSA,ecc
    si eviterebbero ispezioni e processi così lunghi,possibili grazie alle prove schiaccianti delle telecamere.speriamo che qualcuno ci pensi e ponga rimedio a simili barbarie

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