Economia

Banca d’Italia: consumi indietro di 15 anni


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Roma, 1 giu. (Adnkronos) – Indietro di quindici anni. I consumi, nel 2012, sono tornati sui livelli del 1998. E’ quanto emerge dalla relazione annuale della Banca d’Italia, che evidenzia come la spesa delle famiglie, dopo aver ristagnato nella media del triennio precedente, si è fortemente ridotta (-4,3 per cento) l’anno scorso e in termini pro capite è tornata, appunto, attorno ai valori del 1998. Secondo le valutazioni degli economisti di Via Nazionale, oltre metà della contrazione è legata al calo del reddito disponibile delle famiglie, per effetto delle misure di correzione dei conti pubblici e delle sfavorevoli dinamiche occupazionali, e al deterioramento delle opinioni sulla situazione economica.

Nel dettaglio, sono diminuite tutte le principali componenti della
spesa, in misura particolarmente accentuata i beni durevoli (-12,7 per cento), soprattutto mobili e mezzi di trasporto; le nuove
immatricolazioni di autoveicoli si sono contratte per il quinto anno
consecutivo (-20,0 per cento), attestandosi su 1,4 milioni di unità,
il livello minimo da trent’anni. Anche la spesa per beni semidurevoli, principalmente vestiario e calzature, ha segnato una rilevante flessione (-9,4 per cento, dopo aver ristagnato nel 2011).

I consumi di beni non durevoli, che soddisfano bisogni difficilmente
differibili nel tempo, sono diminuiti del 4,5 per cento (-3,0 per la
sola componente degli alimentari). Gli acquisti di servizi si sono
ridotti in misura più modesta (-1,4 per cento, contro un incremento
dell’1,6 nel 2011), a seguito della relativa tenuta delle spese per
l’abitazione e per la salute.

Nel 2012 la forte contrazione dei consumi è stata di entità non
distante da quella del reddito disponibile delle famiglie consumatrici (-4,8 per cento in termini reali); negli anni recenti, pur in presenza di una congiuntura sfavorevole, le famiglie avevano invece puntato a mantenere almeno in parte gli standard di consumo, contenendo il risparmio. Il calo del reddito disponibile risulta meno intenso (intorno al 4 per cento) se si considera la minore erosione monetaria delle attività finanziarie indotta dall’inflazione. In termini nominali il reddito delle famiglie consumatrici è sceso in misura assai meno marcata (-2,2 per cento). Il calo riflette in larga parte la dinamica negativa dei redditi da lavoro autonomo al netto dei contributi sociali (-8,2 per cento), a sua volta riconducibile soprattutto alla diminuzione dei redditi per unità standard di lavoro indipendente (-6,1 per cento).

Bankitalia evidenzia anche come sia in atto una reazione più marcata
che in passato agli effetti della crisi. Una correzione dei consumi in linea con la caduta del reddito si era registrata solo durante la recessione dell’inizio degli anni novanta; la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, scesa nell’anno in misura molto contenuta, si è collocata sul minimo storico (al 7,9 per cento del reddito disponibile; era pari al 12,3 nel 2007). Le decisioni di acquisto sono state inoltre verosimilmente influenzate dall’aumento dell’incertezza sulle prospettive del quadro economico generale e sulle condizioni del mercato del lavoro. (adnkronos)


Redazione Stato

Banca d’Italia: consumi indietro di 15 anni ultima modifica: 2013-06-02T14:17:07+00:00 da Redazione



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