Edizione n° 5375

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Clinica San Michele, verso apertura unità di Pneumologia

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
2 Luglio 2010
Manfredonia //

Esterno Casa di Cura San Michele, image Stato 2009
Manfredonia – ANCORA attesa per il futuro della Casa di Cura privata San Michele di Manfredonia (con relativo personale medico e paramedico), a seguito della deliberazione della Giunta Regionale pugliese n. 1415 del 14.06.2010, recante Revoca dell’autorizzazione all’esercizio di attività sanitaria in regime di ricovero per acuti della C.d. C. “San Michele” per le branche di Oncologia, Gastroenterologia, Pneumonologia”.

L’AMMINISTRAZIONE – NUOVO PROBABILE INCONTRO, IL 7 LUGLIO, TRA FIORE E SALATTO – Come già annunciato nei giorni scorsi Istanza accolta, verso sospensiva, l’attuale amministratore delegato della Casa di Cura privata, Potito Salatto, si è incontrato a Bari, lo scorso 30 giugno, con l’assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore per la presentazione di un piano di risistemazione aziendale. Da quanto si è appreso, le parti dovrebbero reincontrarsi il prossimo mercoledì 7 luglio, data che precede di un solo giorno (8 luglio) l’esame della Camera di Consiglio del Tar Puglia (di Bari), relativamente “all’istanza incidentale di sospensione” relativamente alla delibera della Regione Puglia n.1415 del 14 giugno 2010.

L’ISTANZA ACCOLTA, L’OTTO LUGLIO DECISIONE DEL TAR – Con decreto cautelare del 29 giugno 2010 (decreto giunto a soli 15 giorni dalla pubblicazione della Delibera regionale 1415-14.06.2010), la terza sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, presidente Pietro Morea, ha accolto il ricorso, numero di registro generale 990 del 2010, proposto dalla Daunia Medica S.r.l., rappresentata e difesa dagli avvocati Giovanni Abbattista, Luigi Paccione, contro la decisione della Regione Puglia, Azienda Sanitaria Locale Foggia per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della deliberazione dì Giunta Regionale n. 1415 del 14.06.2010, recante “Revoca dell’autorizzazione all’esercizio di attività sanitaria in regime di ricovero per acuti della C.d. C. “San Michele” in Manfredonia per le branche di Oncologia, Gastroenterologia, Pneumonologia”.

L’ACCOGLIMENTO DELL’ISTANZA – E’ stato infatti accolto il ricorso presentato dai legali della Daunia Medica srl, “vista l’istanza di misure cautelari provvisorie proposta dal ricorrente”, ai sensi dell’art. 3, legge 21 luglio 2000, n. 205, e “considerato che l’ordine di chiusura della struttura sanitaria privata di cui è causa, disposto con il provvedimento impugnato, costituisce grave pregiudizio in quanto blocca ogni attività assistenziale”. Dunque, solo l’otto luglio 2010 si saprà se il Tar di Bari ufficializzerà la sospensione della delibera (nonostante la richiesta dei legali resta quella dell’annuallmento, “previa sospensione dell’efficacia”).


VERSO LA SOSPENSIVA – POSSIBILE RIAPERTURA UNITA’ DI PNEUMOLOGIA – Da fonti vicino alla struttura, circola voce che la Casa di Cura privata San Michele abbia provveduto già da stamane, 2 luglio, a chiamare i pazienti per ricominciare presto l’attività sanitaria ma, da quanto si è potuto apprendere, l’attività di ripristino dovrebbe riguardare soltanto l’unità funzionale di Pneumologia. Il reparto in questione, come da deliberazione n.1415 del 14 giugno 2010, e da controlli dell’Asl/Fg, è privo del relativo specialista affine alla branchia (da delibera della Regione: “Unità Funzionale Pneumologia – 1 Medico aiuto non specialista -dipendente T.I” e “Dall’esame dei turni di servizio si evince che la dotazione organica del personale medico con rapporto di lavoro dipendente non garantisce la continuità assistenziale nelle singole unità funzionali specialistiche”). Resta pertanto il dubbio se le carenze strutturali e di organico rilevate dall’Asl/Fg (evidenziate nella delibera) siano state rimosse, e ripianate, con un nuovo assetto medico organizzativo; nel caso fosse realmente questa l’unica unità funzionale ad essere interessata all’attività di ripristino, resterebbe in ogni modo il dubbio sulle reali motivazioni che hanno spinto la direzione sanitaria della Casa di Cura alla riapertura di una sola unità funzionale (come detto, quella di Pneumologia).


IN ogni caso va ricordato come la Casa di Cura San Michele si avvaleva delle prestazioni di uno specialista in Pneumologia: (da delibera Regione 1415-14.06.2010: “Consulenti con contratto libero professionale (…) b. Medico specialista in pneumologia -impegno orario non definito e limitato ad alcuni periodi dell’anno). Di conseguenza, nel caso di una possibile riapertura delle attività del suddetto reparto, va ancora verificato se la direzione sanitaria della Casa di cura abbia ottemperato, o meno, ai requisiti previsti dalla legge.


LE INDAGINI – Continuano intanto le indagini della Tenenza della Guardia di Finanza di Manfredonia; l’attenzione degli inquirenti è rivolta ora, come si apprende da ambienti vicini alla struttura, ad un periodo (settembre-ottobre 2009) dove l’unità funzionale di Gastroenterologia e Endoscopia digestiva della Casa di cura, seppur priva di specialista affine alla branchia, avrebbe effettuato dei ricoveri con relativi esami diagnostici. Esami e ricoveri effettuati pertanto anche senza i requisiti di legge previsti. L’attenzione degli inquirenti sarebbe rivolta al nome prescrittore del soggetto che avrebbe attestato le diagnosi e le cure in questione; se lo stesso era in possesso o meno della relativa specializzazione. Sempre da ambienti vicini alla struttura si apprende che il soggetto in questione sarebbe un dirigente medico in organico nella struttura, privo di relativa specializzazione.


LE indagini della Tenenza della Guardia di Finanza di Manfredonia continuano pertanto su tutti i fronti, così interessando le diverse anomalie riscontrate e pubblicate, dopo verifiche Asl, nella delibera in questione (1415-14.06.2010). La delibera 1415-14.06.2010. Diversi pertanto i punti ancora al vaglio degli organi inquirenti.


RILASCIO AUTORIZZAZIONE DA “AUTORITA’ INCOMPENTE” – Da delibera regionale, 2.1 Precedenti autorizzazioni, restano da analizzare le motivazioni che hanno portato l’Asl/Fg a configurare come ‘autorità incompente’ l’amministrazione comunale di Manfredonia, relativamente all’autorizzazione n. 23 rilasciata dal Sindaco dello stesso comune in data 12 aprile 2006 all’esercizio di “Casa di Cura” con attività sanitaria di ricovero per le branche di: Gastroenterologia p.1 15; Oncologia p.l. 10; Pneumologia p.l. 15; Chirurgia Generale p.l. 20. Come detto, l’autorizzazione è stata rilasciata da autorità incompetente, in quanto non rilasciata dalla Regione. Da delibera: “Ai sensi del comma 3, art.8 della L.R. n.8/94” compete infatti alla Regione “il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio per le strutture sanitarie che erogano prestazioni sanitarie in regime diricovero. La Regione Puglia non ha rilasciato l’autorizzazione all’esercizio (Nota Prot. 24/11431/112118 del 05.07.2002 – Assessorato Sanità Regione Puglia)”.


AL vaglio attualmente le circostanze che hanno originato il rilascio dell’autorizzazione da parte del Comune di Manfredonia e l’ufficio che avrebbe istruito la pratica in questione, nonché sul soggetto che avrebbe fatto richiesta della stessa autorizzazione.

MANCATA ATTIVAZIONE 20 POSTI CHIRURGIA – Come un gioco di scatole cinesi, ulteriore dubbio rimane sulla mancata attivazione dei venti posti della Chirurgia, all’interno della struttura.


UNITA’ FUNZIONALE DI ONCOLOGIA – Altro passaggio della delibera è quello relativo all’unità funzionale di oncologia (10 posti letto) con annesso servizio di chemioterapia antiblastica (iniziata nel 2003). Le motivazioni adottate dall’Asl/Fg lasciano un dubbio sull’erogazione delle prestazioni che la casa di Cura San Michele avrebbe ricevuto. A breve un ulteriore approfondimento sulla tematica suddetta.

In considerazione delle anomalie riscontrate, dubbi permangono anche sulla legittimità e temporalità, nonche iter amministrativo, relativamente all’erogazione dei fondi che negli ultimi anni sarebbero stati erogati a favore della struttura sanitaria privata. Da quale ente siano stati dunque erogati i fondi, per una struttura sanitaria accreditata ma che avrebbe operato (secondo quanto deliberato dalla Regione con propria delibera) senza i dovuti requisiti di legge. Continua l’attesa per lo sviluppo delle indagini degli inquirenti.

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