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Regionali, voto di scambio a 40 euro: ma quanti ne ha coinvolti?

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
2 Luglio 2022
Foggia // Politica //

Statoquotidiano.it, 2 luglio 2022. All’incontro organizzato da Capitanata 2050 – “Prevenzione e controllo dei fenomeni di infiltrazione mafiosa – Spazi giudiziari”- associazione presieduta da Giovanni Quarato, si è parlato, nel momento delle domande del pubblico, del presunto voto di scambio che ci sarebbe stato alle elezioni regionali del 2020 in Puglia e di cui si riferisce, a proposito del Comune di Foggia, nelle 135 pagine di relazione del prefetto Carmine Esposito sullo scioglimento per mafia.

Giovanni Quarato, ph. Facebook

“A breve sapremo se a Foggia sarà celebrato il primo processo per accertare se qualche candidato comprava voti a 40 €”, riporta sui social il segretario provinciale di Si Mario Nobile. Durante il suddetto incontro, con Giovanni Quarato, l’avvocato Giulio Treggiari e il procuratore Vaccaro al tavolo dei relatori, Nobile ha chiesto aggiornamenti sui procedimenti in corso su questo presunto mercato dei voti.

“Il dott. Vaccaro, procuratore della Repubblica di Foggia, presente tra i relatori, non ha smentito questa circostanza e ha aggiunto che è la direzione distrettuale antimafia  competente per il reato di voto di scambio politico-mafioso”, riferisce Nobile dando ragguagli sul dibattito.

“Le indagini sono state chiuse, si è in attesa delle determinazioni del pubblico ministero, se archiviare o rinviare a giudizio. Lo posso dire io perché sono uno dei difensori di quel processo”, ha detto l’avvocato Giulio Treggiari secondo quanto riferito da FoggiaToday e da cui si desume, senza alcun riscontro, che questa ipotesi di reato potrebbe riguardare più indagati.

Nella relazione del prefetto sullo scioglimento per mafia il “voto di scambio” riguarda un intero paragrafo e scaturisce dal rumore di un click di un cellulare che un presidente di seggio avvertì durante le operazioni di voto per le regionali 2020, fatto per cui intervenne la polizia.

“L’ipotesi- dice la relazione- è che sia stato costituito ‘un vero centro di riferimento’ per la compravendita del voto elettorale, 40 euro per ciascun voto”. Questo voto di scambio “si è potuto pregiare di un passaparola vincente e capillare che ha coinvolto un numero importante di personaggi, ovviamente garantito da un rilevante investimento economico da parte di qualcuno e/o di coloro che avevano interesse alla vittoria elettorale di un determinato candidato”.

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