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TECNOLOGIA Italian Tech Landscape: lo studio sul mercato dei software italiani

A raccontare la fenomenologia di questo mercato è l’Italian Tech Landscape, primo studio, creato e sviluppato da un manfredoniano, sul mondo dei software italiani, realizzato da Software Italiani, con il patrocinio di AssoSoftware e la collaborazione del Cerpem.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
2 Luglio 2024
Economia // Manfredonia //

Nel processo di trasformazione digitale di un’azienda, non sono solo gli obiettivi e la visione a dare slancio, ma è il software che funge da forza propulsiva e catalizzatrice per l’automazione. Questo strumento fondamentale va oltre il semplice rendere l’hardware accessibile a diversi contesti: la sua vera potenza risiede nella capacità di adattarsi ai cambiamenti della trasformazione digitale, offrendo soluzioni personalizzate alle esigenze specifiche di ogni impresa.

Esplorare il mercato delle software house in Italia è essenziale, poiché questo settore si sta dimostrando sempre più vitale per l’economia nazionale. L’Italian Tech Landscape, il primo studio sul mondo dei software italiani realizzato da Software Italiani con il patrocinio di AssoSoftware e la collaborazione del Cerpem, offre una panoramica dettagliata di questa realtà.

Dallo studio, che ha mappato oltre 1.500 software sviluppati in Italia suddivisi in 16 macrocategorie, emerge che il fatturato totale delle software house italiane è di 3,48 miliardi di euro, con una media di 6,78 milioni di euro per azienda e un contributo allo 0,18% del PIL nazionale.

La Lombardia è la regione più produttiva, con il 36,6% dei software sviluppati, seguita dal Piemonte (11,1%) e dall’Emilia-Romagna (9,4%). Veneto, Toscana, Lazio e Campania seguono rispettivamente con l’8,3%, il 7,3%, il 5% e il 4,7%. La Lombardia domina anche in termini di fatturato complessivo e dipendenti, con 1.451 milioni di euro di fatturato e 8.091 dipendenti, seguita dall’Emilia-Romagna (401 milioni di euro e 2.639 dipendenti) e dall’Umbria (343 milioni di euro di fatturato). La Toscana, invece, si posiziona terza per numero di dipendenti con 2.047.

Lo studio rivela che il settore impiega un totale di 23.109 persone, con una media di 42 dipendenti per azienda. I software gestionali rappresentano la categoria più numerosa (40,2%), seguiti dai servizi (15,7%), Martech (15,2%), HR (9,8%) e software ERP (6%). L’industria del software basato sull’intelligenza artificiale è ancora poco sviluppata, con solo il 3,6%, evidenziando le sfide di accessibilità per le PMI in termini di investimento e competenze necessarie.

Il panorama dei software italiani è variegato, dimostrando che non è sempre necessario ricorrere a soluzioni estere. Max Brigida, fondatore di Software Italiani, sottolinea l’importanza di incentivare la conoscenza delle tecnologie e supportare l’adozione di soluzioni sviluppate in Italia.

Il settore tech è animato anche dalle start-up, che contribuiscono con un fatturato complessivo di 172 milioni di euro e impiegano 1.652 persone. Brigida evidenzia che, sebbene le grandi aziende siano trainanti, le start-up aggiungono vitalità al settore. È cruciale creare ecosistemi che supportino queste realtà e l’intero ecosistema del software italiano.

Infine, lo studio indica che il 58% delle soluzioni software italiane è presente sul mercato da meno di cinque anni, il 16% tra cinque e dieci anni, il 18% tra dieci e venticinque anni, e solo il 4% ha più di venticinque anni, evidenziando una predominanza di innovazione recente nel settore.

Lo riporta Repubblica.it

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