La ASL Foggia ha attivato il piano “Emergenza calore 2026” per i mesi di luglio, agosto e settembre, prevedendo terapie infusionali e idratanti a domicilio e un rafforzamento del supporto infermieristico per anziani e pazienti fragili esposti alle ondate di calore.
L’iniziativa punta a garantire una presa in carico tempestiva, integrata e territoriale dei pazienti cronici e non autosufficienti che non possono raggiungere autonomamente i servizi sanitari.
Le misure organizzative sono state definite dalla Direzione Strategica con il supporto della direttrice del Dipartimento delle Funzioni Ospedaliere e del Territorio Carmela Fiore, con il coinvolgimento delle assistenze domiciliari programmate (ADP). Il modello si basa sulla collaborazione tra Medici di Medicina Generale, Centrale Operativa Territoriale (COT), Case di Comunità e Infermieri di Famiglia e Comunità.
Nel caso in cui il medico ravvisi la necessità di un intervento domiciliare, può attivare la COT hub che coordina il percorso assistenziale e avvia la presa in carico attraverso la rete territoriale. Il sistema prevede una prima valutazione del paziente, la successiva attivazione dell’assistenza domiciliare e, se necessario, l’inserimento nella Piattaforma Nazionale di Telemedicina per il monitoraggio a distanza nella fascia oraria 8:00-20:00.
«La modalità organizzativa adottata da ASL Foggia è finalizzata a prevenire l’insorgenza di complicanze correlate alle ondate di calore, che rappresentano un rischio per la salute delle persone più fragili, in particolare degli anziani, dei pazienti non autosufficienti e di coloro che convivono con patologie croniche», ha spiegato Carmela Fiore. Nel 2025 sono stati attivati 2.792 piani di assistenza domiciliare, dato che ha rappresentato la base per il potenziamento del piano 2026.
Fiore ha inoltre evidenziato come le alte temperature possano provocare disidratazione, scompensi metabolici e cardiovascolari e altre complicanze, spesso con conseguente necessità di ricovero ospedaliero, sottolineando l’importanza di un intervento preventivo e domiciliare.
Anche il coordinatore della COT Stefano Marconcini ha rimarcato il valore della rete territoriale: «La stretta collaborazione tra Medici di Medicina Generale, Centrale Operativa Territoriale, Case della Comunità e Infermieri di Comunità consente di garantire una risposta assistenziale tempestiva e personalizzata, rafforzando la continuità delle cure e la vicinanza ai cittadini».
Attraverso la piattaforma di telemedicina, gli operatori potranno inoltre monitorare i pazienti anche tramite strumenti digitali e videoassistenza, rafforzando così il controllo clinico a distanza.



