«Non accettiamo esami del Dna da nessuno». È il messaggio lanciato da Fratelli d’Italia Capitanata nel dibattito interno al centrodestra in vista delle elezioni amministrative del 2027, con un richiamo all’unità della coalizione e alla necessità di aprirsi al «civismo sano», senza pregiudizi.
Secondo FdI, il centrodestra «deve avere nell’unità la sua ragione sociale» e, allo stesso tempo, mantenere la capacità di dialogare con le realtà civiche che condividono valori e obiettivi. Il partito respinge ogni tentativo di attribuire «patenti e pedigree» politici in vista della definizione delle future alleanze.
Nel documento vengono richiamati alcuni esempi recenti della politica locale. In particolare, Fratelli d’Italia cita la conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa di San Severo, definita un laboratorio politico in cui centrodestra e forze civiche avevano trovato un’intesa per governare la città. Un’esperienza che, secondo il partito, sarebbe stata interrotta proprio da esponenti appartenenti ai partiti della coalizione.
Analogo riferimento viene fatto a San Giovanni Rotondo, dove FdI ricorda il sostegno della Lega a chi «si è reso protagonista del salto della quaglia pur di rimanere in sella alla propria poltrona».
Per Fratelli d’Italia, il confronto all’interno del centrodestra dovrebbe concentrarsi su temi, programmi e proposte, evitando polemiche che rischiano di indebolire la coalizione. Il partito auspica inoltre che vengano isolate quelle figure politiche che, con le proprie scelte, finiscono per danneggiare il progetto unitario.
«Fratelli d’Italia è stata, è e sarà sempre una forza politica interessata al confronto costruttivo e aperto a tutte le energie propositive», si legge nella nota, con l’obiettivo di presentare ai cittadini programmi e candidati «all’altezza delle sfide» che attendono gli amministratori locali.
In conclusione, FdI avverte che divisioni e contrapposizioni interne rischiano di favorire il centrosinistra, accusato di rappresentare da oltre vent’anni «la gestione del potere per il potere» sia alla Regione Puglia sia negli enti locali.



