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RICERCA SCIENTIFICA 1976-2026. Il cinquantenario dell’arsenico a Manfredonia (I)

La prima ricerca scientifica nell’ospedale cittadino pubblicata nel 1979

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
2 Settembre 2026
Manfredonia // Notizie in piazza //

Le notizie di seguito riportate sono tratte da due pubblicazioni personali. La prima sulla “Gazzetta Sanitaria della Daunia” del 1979 è stata ripresentata integralmente in una monografia del 2015. Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento nei suoi diversi aspetti, sono facilmente reperibili nelle Biblioteche della provincia di Foggia e nelle Biblioteche Nazionali più importanti.

Il 26 settembre 1976 alle ore 10 circa si è verificato lo scoppio della colonna di lavaggio dell’impianto ammoniaca dello stabilimento petrolchimico A.N.I.C. di Macchia, a circa due chilometri dall’abitato di Manfredonia. Si è avuta la fuoriuscita, sotto forma di nube, di sostanze tossiche, gassose, liquide e solide di anidride carbonica, di azoto, di acqua, di ossido di K, di arsenico, che si è depositata, ricadendo a terra nella zona circostante, inquinandola. La quantità di arsenico è stata rilevante, di circa 10 tonnellate: in un primo momento si è pensato fosse stato liberato sotto forma di anidride arseniosa, mentre, in un secondo momento, è stata confermata la fuoriuscita di una miscela di arsenico, di arseniato sodico e di prodotti della reazione di questi sali con idrogeno solforato.

Nei giorni successivi allo scoppio una ricerca scientifica viene avviata da alcuni medici della Divisione di Medicina Generale e del Servizio di Cardiologia dell’ospedale San Camillo De Lellis di Manfredonia, la prima su questa problematica, pubblicata nel 1979.

In 150 soggetti ricoverati affetti da intossicazione acuta da arsenico, sono stati esaminati la sintomatologia clinica, gli esami di laboratorio e strumentali tendenti a svelare la eventuale compromissione a carico di organi. Viene valutata la fase acuta della malattia, non considerando i controlli clinici e gli esami di laboratorio eseguiti nel tempo dopo la dimissione dall’ospedale. Sono stati rilevati dati anamnestici sulla fonte dell’inquinamento con particolare riguardo agli operai, alle attività lavorative entro due giorni dall’incidente.

In tutti la diagnosi era basata sugli alti livelli dell’arsenico nelle urine. In parte minima dei ricoverati non erano presenti sintomi clinici ed in parte erano presenti sintomi a carico di più organi.

La sintomatologia clinica riguardava diversi apparati ed in particolare erano presenti: in 56 soggetti sintomi a carico dell’apparato digerente, come diarrea, vomito, gastralgia, dolori intestinali, secchezza della gola e delle fauci; in 17 soggetti sintomi a carico dell’apparato respiratorio, per lo più di modesta entità e consistenti in dolori toracici che aumentavano con la inspirazione profonda e in qualche caso tosse e lieve dispnea; in 24 soggetti sintomi a carico della cute consistenti in prurito ed in qualche caso in rush cutanei; in 50 soggetti erano presenti sintomi a carico del sistema nervoso consistenti in cefalea e vomito; in 17 soggetti sintomi a carico dei muscoli consistenti in dolori variamente localizzati.

Questa ricerca ha messo ben in evidenza il danno causato alla salute dei cittadini dall’inquinamento da arsenico. Costituisce, pertanto, il primo chiaro ed indiscutibile messaggio per tutti sulla gravità della situazione da affrontare, il primo grido di allarme lanciato nella speranza che potessero essere presi adeguati provvedimenti.

Alla prima ricerca nell’ospedale cittadino di Manfredonia, pubblicata nel 1979, ne sono seguite altre da Istituti di Medicina del lavoro, pubblicate nel 1982, ed in anni ancora successivi dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, fino all’ultima promossa dal comune di Manfredonia, affidata al Centro Nazionale delle Ricerche con il contributo partecipato del Coordinamento cittadino.

Vedremo in un prossimo contributo se a queste ricerche si sono affiancate strutture idonee di controllo per evitare i danni conseguenti all’impatto ambientale causati dall’insediamento industriale.

Lorenzo Pellegrino – Presidente Sezione Regionale “Sanità ed Enti Assistenziali” della Società di Storia Patria per la Puglia. Socio onorario dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea

 

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