Ci sono scelte politiche che segnano una ripartenza e che nascono dalla volontà di tornare a mettersi in gioco. È questo il significato che Maria Teresa Fabrizio, conosciuta anche come Mary, attribuisce al suo nuovo percorso in Azione, maturato dopo un confronto con Ruggiero Mennea sul futuro di Manfredonia e sulle prospettive per il territorio.
L’incontro è stato, nelle parole di Fabrizio, un’occasione per discutere delle opportunità che Manfredonia e la Capitanata devono riuscire a cogliere e delle iniziative necessarie per costruire nuove prospettive.
La scelta di cambiare percorso politico, spiega Fabrizio, è stata accompagnata da diverse riflessioni. La possibilità di restare ferma non è però stata presa in considerazione: “Avrei potuto restare ferma. Ho scelto di rimettermi in gioco”.
Nel nuovo cammino, Fabrizio rivendica il valore delle esperienze maturate in passato, senza rinnegare nessuna delle tappe del proprio percorso politico e umano. Allo stesso tempo, sottolinea la necessità di interrogarsi sulla possibilità di continuare a essere concretamente utile alla propria comunità.
“Ma arriva un momento nel quale bisogna chiedersi se sia sufficiente continuare semplicemente ad esserci oppure se si abbia ancora la volontà, l’entusiasmo e il coraggio di provare ad essere utili. Io quella volontà la sento ancora molto forte”.
Da qui la decisione di tornare in campo, motivata soprattutto dal legame con Manfredonia e dalla volontà di mettere a disposizione esperienza, idee, energie e relazioni.
“Per questo ho scelto di muovermi. Non contro qualcuno, ma verso qualcosa”, afferma Fabrizio, consapevole che un cambiamento politico possa essere interpretato in modi differenti.
La nuova scelta, sottolinea, non nasce dalla ricerca di una collocazione più semplice o conveniente. Al contrario, l’obiettivo è quello di partecipare a un progetto nel quale il consenso debba essere costruito giorno dopo giorno, attraverso la credibilità delle persone, la qualità delle proposte, il rapporto con il territorio e i risultati.
“Non trovare qualcosa di già costruito, ma contribuire a costruirlo” è il principio che accompagna questa nuova fase.
In Azione, Fabrizio afferma di aver trovato ascolto e fiducia, ma anche interlocutori interessati soprattutto a capire quale contributo concreto fosse pronta a offrire. La risposta, ancora una volta, è stata quella del lavoro.
“La mia risposta è stata altrettanto semplice: lavorare”.
L’impegno dichiarato riguarda Manfredonia, la Capitanata e la Puglia, con la volontà di portare idee e proposte nelle sedi istituzionali, creare collegamenti con livelli decisionali più ampi e favorire nuove opportunità per il territorio.
Tra gli ambiti indicati come prioritari figurano turismo, cultura, accoglienza, impresa e valorizzazione del patrimonio locale. Secondo Fabrizio, si tratta di settori nei quali Manfredonia e il territorio possono ancora esprimere un potenziale significativo, trasformando le proprie risorse in sviluppo, lavoro e nuove opportunità.
La nuova esperienza politica viene quindi vissuta come una responsabilità e non come un traguardo personale. “So che la fiducia ricevuta comporta responsabilità. E so anche che la fiducia non si ricambia con le parole, ma con il lavoro. Per questo non mi risparmierò”.
Fabrizio chiarisce inoltre di non voler dimostrare qualcosa sul piano personale, ma di voler evitare di lasciare inutilizzate le possibilità di contribuire alla crescita della propria comunità.
Il percorso in Azione viene dunque considerato un nuovo inizio, forte delle esperienze già maturate ma accompagnato dall’umiltà necessaria per affrontare una sfida ancora tutta da costruire.
“Non considero quindi questo percorso un traguardo. Al contrario, sento di essere nuovamente all’inizio”, afferma.
Il punto di riferimento resta la capacità di trasformare il ruolo politico in uno strumento al servizio degli altri: “In politica il valore di una persona non è dato dal posto che occupa, bensì da ciò che riesce a costruire attraverso quel posto per gli altri”.
È questo, spiega Fabrizio, il senso della nuova scelta: “Non cambiare per trovare uno spazio. Cambiare per provare a renderlo utile”.
Una sfida nella quale la credibilità dovrà essere conquistata e il consenso meritato, attraverso il lavoro e la capacità di produrre risultati concreti.
L’obiettivo finale non è quindi quello di far crescere semplicemente una persona o un partito, ma di alzare il livello delle opportunità per Manfredonia e per l’intero territorio.
“È da qui che voglio ripartire”.
Lo riporta su Facebook, Mary Fabrizio.




Signori miei, come può rinascere Manfredonia se abbiamo politici che fanno i giri di sepolcri?
Si passa da un cortile all’ altro con una facilità da scaltri.
Ma la coerenza dov’è?
La passione per la città, dov’è?
È mai possibile che Manfredonia è destinata ad AGONIZZARE NEI SECOLI?
QUANDO NASCERÀ UNA CLASSE POLITICA MATURA E ADULTA?
E basta con questi articoli sulla Fabrizio a noi manfredoniani non ci interessa un fico seco tanto non vale niente, fra poco cambierà partito ,azione non vale nulla.
Cara Fabrizio, fai l’imprenditrice per favore. Politicamente ..
Direi subito che l importante sono i danari,perché chi cambia casacca cosi come cambia il vento,di politica o fede politica non ha nulla.
Se questi sono i principi di chi fa “politica”allora siamo nella cacca più totale.
Ormai di tutta la politica a tutti i livelli queste stupide mosse sono all’ordine del giorno.
Sai cosa sono i principi di vita? No di sicuro.
Sai cosa è la VERGOGNA? neanche.
E ho detto tutto
Zóre, port a zóre !
Per Achille e Maria- Almeno Mary Fabrizi è un’imprenditrice, si è formata come ristoratrice e ha lavorato, costruendo qualcosa con le proprie mani. Perché non dovrebbe avere il diritto di mettersi in gioco?
Quello che non si può più accettare è vedere sempre gli stessi nomi e le stesse persone: Riccardi, Campo, Bordo e La Torre. Da generazioni continuano a girare sempre gli stessi nomi, come se la politica e le istituzioni fossero una cosa riservata a pochi. Basta, davvero. Non ne possiamo più di questo modo di fare. È arrivato il momento di dare spazio anche a persone nuove, a chi ha lavorato, a chi ha esperienza reale, a chi ha qualcosa da dimostrare e soprattutto a chi non ha paura di mettersi in gioco.
Il tempo dei soliti nomi deve finire. Una comunità non appartiene a una cerchia ristretta: appartiene a tutti. E questa volta a decidere devono essere i cittadini, non i soliti gruppi di potere.
Miki lei si fida delle persone che cambiano partiti ogni ora io no meglio campo e compani che questi
“Avrei potuto restare ferma.”
Facevi bene se la scelta è stata questa.
Mammamia azione.
Per la parte imprenditoriale nulla da dire: complimenti a Cristiano e alla sua famiglia .