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OMICIDIO PIETRALATA Tragedia familiare a Pietralata, 300mila euro per le cure di Bianca in Messico

Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti ci sono infatti i viaggi in Messico sostenuti dai genitori per sottoporre la figlia Bianca a terapie sperimentali

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
2 Settembre 2026
Cronaca // Primo piano //

La tragedia familiare di Pietralata, dove una bambina e i suoi genitori sono stati trovati morti, porta gli investigatori a concentrarsi anche sulle difficoltà affrontate dalla famiglia negli anni precedenti. Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti ci sono infatti i viaggi in Messico sostenuti dai genitori per sottoporre la figlia Bianca a terapie sperimentali, per una spesa complessiva che potrebbe aver raggiunto circa 300mila euro.

Bianca, nata prematura e affetta dalla nascita da gravi danni cerebrali e da una grave disabilità, sarebbe stata portata almeno tre volte a Monterrey, dove un guru della medicina propone trattamenti basati sull’utilizzo di radiofrequenze e campi elettromagnetici. L’efficacia di queste terapie, tuttavia, è messa in dubbio dalla comunità scientifica.

A raccontare alcuni aspetti della vicenda è Feliciana, amica della famiglia Abbasciano, che ha riferito a La Repubblica dei tentativi compiuti dai genitori per cercare una soluzione alle condizioni della figlia.

“I risultati, se c’erano stati, erano stati minimi, ma Valentina Pambianco era pronta a ripartire”, racconta la donna, ricordando la determinazione della madre nel continuare a cercare possibilità di cura per Bianca.

Secondo quanto ricostruito dal quotidiano, i trattamenti avrebbero comportato costi molto elevati, con una spesa di circa 70-80mila euro per ogni ciclo.

“Ogni ciclo di terapie costa 70-80 mila euro”, sottolinea Feliciana.

Gli accertamenti dei carabinieri si stanno concentrando anche sull’origine di queste terapie e sulle persone che potrebbero aver indirizzato la famiglia verso il centro messicano. Almeno tre sarebbero stati i viaggi compiuti dalla famiglia Abbasciano in Messico nel tentativo di migliorare le condizioni della bambina.

I viaggi della famiglia in Messico
Bianca era nata prematura e aveva riportato gravi danni cerebrali. Per cercare di garantirle le migliori possibilità di cura, i genitori avrebbero deciso di affidarsi anche a trattamenti proposti in Messico.

Feliciana racconta che la famiglia Abbasciano avrebbe affrontato le spese senza ricorrere a raccolte fondi pubbliche.

“Noi, come tanti altri genitori, abbiamo avviato una raccolta fondi online per far curare nostra figlia. Loro no. Hanno fatto tutto da soli. Il primo trattamento lo hanno pagato con tutti i risparmi che avevano. Ci hanno detto che attraverso un parente avevano avuto dei soldi, qualcuno aveva venduto delle proprietà”, racconta a La Repubblica.

Ora gli investigatori intendono ricostruire chi abbia indirizzato Luca Abbasciano e Valentina Pambianco verso quelle terapie e quali fossero le reali aspettative legate ai trattamenti.

Per questo motivo, nell’ambito degli accertamenti, potrebbero essere analizzati telefoni, messaggi, chiamate e contatti della coppia, con l’obiettivo di verificare anche l’eventuale presenza di persone che avrebbero alimentato aspettative non realistiche sul possibile miglioramento delle condizioni di Bianca.

Un elemento ulteriore emerge dai biglietti lasciati a parenti e amici, dai quali sarebbe apparso il quadro di una situazione diventata progressivamente più difficile, anche sotto il profilo economico.

Lo riporta tgcom24.mediaset.it.

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