L’Unione Sindacale di Base (USB) Foggia torna a puntare i riflettori sulla gestione di Sanitaservice ASL Foggia, chiedendo un cambio di passo per riportare nella società in house trasparenza, legalità e criteri chiari nell’organizzazione del lavoro.
La presa di posizione arriva a 18 anni dalla nascita della società, costituita dopo una lunga battaglia per l’internalizzazione di numerosi servizi della ASL Foggia. Secondo l’USB, quell’esperienza era nata con l’obiettivo di superare la stagione degli appalti e garantire maggiore dignità e tutela ai lavoratori, dopo anni caratterizzati, sostiene il sindacato, da condizioni di lavoro problematiche e da episodi di pressione e soprusi.
L’organizzazione sindacale sostiene di aver condotto quella battaglia in solitudine, incontrando l’opposizione di altre sigle sindacali, di alcuni dirigenti dell’azienda sanitaria e delle imprese che gestivano i servizi esternalizzati.
“Si è rotto quel qualcosa per cui si è lottato”
A distanza di quasi due decenni, però, l’USB ritiene che il modello originario di Sanitaservice sia entrato in una fase di forte difficoltà.
Il sindacato afferma di non riuscire a stabilire se le criticità siano riconducibili alla mancanza di controlli effettivi oppure a una precisa volontà, anche politica, di mettere in difficoltà la società per arrivare eventualmente a giustificare un ritorno alla gestione esternalizzata.
L’USB riconosce inoltre una propria responsabilità per non aver insistito abbastanza, pur avendo più volte denunciato le problematiche, nel portare all’attenzione pubblica e istituzionale le situazioni che, a suo giudizio, hanno progressivamente indebolito la società.
Gli incarichi e la richiesta di criteri trasparenti
Tra le questioni sollevate c’è quella relativa alla nomina di coordinatori e responsabili dei servizi.
Secondo l’USB, in passato sarebbe stata lasciata un’ampia discrezionalità agli amministratori, con lavoratori assunti per servizi come il 118 o le pulizie che sarebbero successivamente diventati coordinatori o responsabili attraverso semplici determinazioni dell’Amministratore Unico.
Il sindacato lamenta inoltre di non aver potuto consultare tali atti e di non avere un quadro preciso del numero dei coordinatori e dei responsabili, poiché nella dotazione organica non sarebbe riportata una specifica articolazione di questi ruoli.
Per questo l’USB chiede che gli incarichi non siano assegnati a tempo indeterminato e che, prima di procedere alle nomine, vengano pubblicati bandi interni aperti a tutti i lavoratori in possesso dei requisiti.
Mansioni superiori e carichi di lavoro
Un’altra criticità riguarda il personale che, secondo il sindacato, svolgerebbe mansioni differenti da quelle per cui è stato assunto.
L’USB riferisce che alcuni lavoratori starebbero chiedendo il riconoscimento delle mansioni superiori, con conseguenti costi per la società. L’organizzazione sindacale sostiene di aver chiesto più volte di conoscere l’effettiva collocazione del personale attraverso un funzionigramma aggiornato, senza però ottenere risposte ritenute soddisfacenti.
La questione assume particolare rilievo, sottolinea il sindacato, in considerazione delle carenze di personale nei presidi e dell’aumento dei carichi di lavoro.
L’USB chiede inoltre che, nei casi in cui una vertenza per mansioni superiori dovesse derivare dall’assegnazione impropria delle mansioni, i costi siano posti a carico, in solido, di chi ha determinato quella situazione.
Turni, “Jolly” e “super Jolly”
Nel documento vengono contestate anche le modalità di organizzazione dei turni di servizio, con particolare riferimento al personale del 118, agli ausiliari e agli addetti alle pulizie.
Secondo l’USB, il sistema informatico acquistato dall’azienda per la gestione dei turni verrebbe in alcuni casi aggirato, con il rischio di favorire determinate persone.
Il sindacato pone poi l’attenzione sulle figure dei “Jolly” e “super Jolly”, create per coprire le carenze improvvise di personale del 118 e destinate, per loro stessa natura, a spostarsi tra le diverse postazioni del territorio provinciale.
L’USB sostiene invece che alcuni di questi lavoratori sarebbero impiegati da mesi in postazioni fisse, continuando tuttavia a percepire l’indennità di disagio prevista per chi svolge un servizio itinerante. Parallelamente, viene evidenziato come i lavoratori assegnati stabilmente alle postazioni possano effettuare meno ore di servizio rispetto ai Jolly e super Jolly.
Anche in questo caso, il sindacato afferma di non conoscere il numero effettivo di Jolly e super Jolly né la loro concreta distribuzione sul territorio.
La richiesta al prossimo Amministratore Unico
L’USB annuncia infine la propria disponibilità ad affrontare anche altre problematiche della società, citando, tra gli esempi, il presunto coinvolgimento di un dirigente aziendale nell’attività di convincimento dei lavoratori a iscriversi a una specifica organizzazione sindacale.
Per l’USB è quindi necessario un intervento deciso da parte del prossimo Amministratore Unico e del Direttore Generale, ai quali viene chiesto di assumere provvedimenti per ristabilire condizioni di normalità, legalità e trasparenza.
Tra le proposte avanzate figurano l’azzeramento degli incarichi, a partire dai coordinamenti, e una rotazione dei dirigenti apicali, sul modello di quanto avviene nella Pubblica amministrazione.
La posizione dell’USB è netta: Sanitaservice deve essere tutelata e non può essere messa in difficoltà da una gestione ritenuta poco trasparente. Il sindacato chiede che chi abbia commesso errori venga sollevato da responsabilità che potrebbero produrre ulteriori conseguenze negative e contesta anche l’eventuale utilizzo politico della società come strumento di visibilità personale.
Il documento è firmato dall’Esecutivo USB Foggia, Mangia Santo.



