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SPALLETTI JUVE Juventus, la rivoluzione di Spalletti è completa: ecco la nuova formazione che può cambiare la Serie A

Una Juventus praticamente nuova. Più tecnica, più fisica e soprattutto costruita per interpretare il calcio aggressivo di Luciano Spalletti.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
2 Settembre 2026
Focus // Sport //

Una Juventus praticamente nuova. Più tecnica, più fisica e soprattutto costruita per interpretare il calcio aggressivo di Luciano Spalletti.

Il mercato estivo ha cambiato il volto dei bianconeri, consegnando all’allenatore alternative importanti in ogni reparto. Da Vicario a Lucumí, passando per Pape Matar Sarr, Kolo Muani e il colpo last minute Woltemade: adesso arriva la parte più interessante.

Come giocherà davvero questa squadra?

La formazione tipo della nuova Juventus

Il sistema di riferimento dovrebbe essere il 4-2-3-1, destinato però a trasformarsi continuamente durante le partite:

Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumí, Çelik; Locatelli, Pape Matar Sarr; Conceição, McKennie, Yildiz; Kolo Muani.

Le principali alternative sono Grabara tra i pali, Kelly e Gatti in difesa, Douglas Luiz e Koopmeiners a centrocampo, Alajbegović e Boga sulla trequarti, con Woltemade pronto a contendere il posto a Kolo Muani.

Non sarà però una Juventus legata rigidamente ai numeri. Spalletti ha spiegato che nel calcio moderno non conta più soltanto il “sistema contro sistema”, ma il comportamento dei giocatori dentro le diverse situazioni. L’obiettivo è combinare libertà individuale e ordine collettivo, mantenendo equilibrio anche quando gli interpreti si scambiano posizione. Juventus

Porta: Vicario cambia la costruzione dal basso

La rivoluzione comincia tra i pali.

Le partenze di Michele Di Gregorio, trasferitosi al Bournemouth, e Mattia Perin, passato al Palermo, hanno aperto le porte agli arrivi di Guglielmo Vicario e Kamil Grabara. Spalletti li considera due portieri di alto livello, capaci di partecipare alla manovra quasi come giocatori di movimento.

Vicario parte avanti nelle gerarchie e può diventare il primo regista della squadra. La sua capacità di giocare sotto pressione permetterà alla Juventus di attirare gli avversari e liberare spazio alle loro spalle.

Grabara, però, non arriva per fare semplice presenza: la concorrenza sarà reale e offrirà maggiori garanzie in una stagione divisa tra campionato ed Europa League.

Difesa: Bremer ritrova un partner complementare

Il nuovo volto della retroguardia è Jhon Lucumí, acquistato definitivamente dal Bologna e legato alla Juventus fino al 2030. Il colombiano arriva dopo 152 presenze in quattro stagioni con i rossoblù: conosce la Serie A, è rapido nelle coperture e possiede la qualità necessaria per accompagnare l’uscita del pallone. Juventus

Accanto a Bremer può nascere una coppia molto equilibrata: aggressività e dominio fisico da una parte, letture preventive e costruzione mancina dall’altra.

Kalulu garantisce velocità e duttilità sul lato destro, mentre Çelik rappresenta una soluzione affidabile su entrambe le fasce. Restano inoltre Gatti, Kelly, Rugani, Cambiaso e Cabal: quest’ultimo non è passato all’Atalanta, facendo saltare anche il possibile arrivo di Tagliafico.

Proprio le corsie laterali rappresentano il principale punto interrogativo. La difesa centrale ha profondità, ma alla squadra potrebbe mancare un terzino sinistro naturalmente portato a presidiare tutta la fascia.

Centrocampo: Sarr è il motore che mancava

Pape Matar Sarr è probabilmente l’acquisto che può modificare maggiormente l’equilibrio della Juventus.

Il centrocampista senegalese porta dinamismo, pressione, inserimenti e capacità di lavorare nelle due fasi. Arriva dal Tottenham con più di cento presenze in Premier League e l’esperienza maturata nella squadra vincitrice dell’Europa League 2024/25. Juventus

Con Locatelli può formare una coppia completa: il capitano detta i tempi e protegge la posizione, mentre Sarr rompe gli equilibri, accompagna l’azione e aggredisce gli spazi.

Douglas Luiz rimane l’alternativa di maggiore qualità nel palleggio. Koopmeiners può giocare più avanti oppure abbassarsi quando servirà maggiore controllo. McKennie, grazie agli inserimenti e alla capacità di occupare l’area, appare invece particolarmente adatto al ruolo di trequartista “atipico”.

La vera sfida di Spalletti sarà trovare una gerarchia senza impoverire la concorrenza. Il centrocampo possiede molte soluzioni, ma rischia di diventare affollato se tutti cercheranno il pallone nella stessa zona.

Yildiz e Conceição: la fantasia passa dalle fasce

Sulla destra Francisco Conceição offre accelerazioni e uno contro uno. A sinistra il riferimento resta Kenan Yildiz, il giocatore con più libertà creativa dell’intero sistema.

Quando il turco rientrerà dall’infortunio al piede, la Juventus potrà contare nuovamente sul suo talento tra le linee. Nel frattempo Spalletti ha diverse possibilità: Boga può partire largo e attaccare centralmente, Nico González può coprire più ruoli e il diciannovenne Kerim Alajbegović rappresenta la grande scommessa tecnica.

Secondo Spalletti, Alajbegović possiede qualità, tiro con entrambi i piedi e la capacità di anticipare mentalmente lo sviluppo dell’azione. Non è dunque soltanto un investimento per il futuro: può conquistarsi spazio già durante questa stagione. Juventus

Kolo Muani-Woltemade: due centravanti, due Juventus differenti

Il riferimento principale rimane Randal Kolo Muani, acquistato definitivamente dopo la precedente esperienza in prestito. Nella sua prima parentesi juventina aveva prodotto dieci gol e tre assist in 22 presenze. Juventus

Kolo Muani è ideale quando può attaccare la profondità: corre alle spalle dei difensori, si allarga e apre spazi per gli inserimenti dei trequartisti. Deve però ritrovare continuità e diventare più incisivo dentro l’area.

Nick Woltemade, arrivato dal Newcastle in prestito fino al 30 giugno 2027, offre caratteristiche quasi opposte. È alto 1,98 metri, ma possiede tecnica, mobilità e capacità associative. Con lui Spalletti potrà avere un centravanti capace di venire incontro e far salire la squadra, oppure schierare un attacco più pesante nei finali di partita. Juventus

La cessione di Jonathan David all’Atletico Madrid ha liberato spazio, ma ha anche aumentato la responsabilità dei due nuovi riferimenti offensivi.

Tutti gli acquisti e le cessioni

Secondo il riepilogo di Sky Sport, la Juventus ha chiuso il mercato con gli arrivi o i riscatti di Vicario, Grabara, Lucumí, Çelik, Sarr, Alajbegović, Boga, Ekhator, Kolo Muani e Woltemade. Openda è stato riscattato e successivamente ceduto al Lione.

Tra le uscite principali figurano invece Vlahović, Openda, Jonathan David, Di Gregorio, Perin, João Mário, Adžić e Rouhi. Sky Sport

È un mercato che ha cambiato identità alla squadra: meno dipendenza da un singolo centravanti, maggiore concorrenza e diversi giocatori capaci di occupare più posizioni.

Il verdetto: una Juventus da Scudetto?

La Juventus appare più profonda e imprevedibile, ma non ancora perfetta.

La nuova rosa offre velocità, fisicità e molte combinazioni offensive. Lucumí migliora la prima costruzione, Sarr alza l’intensità del centrocampo e l’alternanza Kolo Muani-Woltemade consente di cambiare attacco senza necessariamente cambiare modulo.

I dubbi riguardano soprattutto tre aspetti: l’equilibrio sulle fasce, la distribuzione dei minuti tra i numerosi centrocampisti e la capacità degli attaccanti di garantire una produzione costante di gol.

Spalletti dispone però di ciò che desiderava: una squadra capace di trasformarsi. Il 4-2-3-1 può diventare un 3-2-4-1 in possesso, con un terzino più prudente e l’altro proiettato in avanti, oppure un 4-4-2 con McKennie o Yildiz vicini al centravanti.

Il mercato ha consegnato una rosa potenzialmente competitiva. Adesso toccherà a Spalletti trasformare tanti ottimi interpreti in una vera squadra.

E se gli incastri funzioneranno, la nuova Juventus potrebbe diventare una delle sorprese più pericolose della Serie A 2026/27.

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