Un uomo marocchino di circa 60 anni, senza casa e senza lavoro, è rientrato in Marocco con un volo pagato dal Comune di Pieve di Soligo, nel Trevigiano. La partenza è avvenuta il 30 settembre dall’aeroporto di Venezia, con destinazione Casablanca, dopo un percorso condiviso con l’amministrazione comunale e i servizi coinvolti.
A raccontare la vicenda è il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, in un colloquio riportato dal Corriere della Sera.
L’uomo viveva nella zona da circa dodici anni. Non aveva ottenuto la cittadinanza italiana e il suo permesso di soggiorno di lungo periodo era nel frattempo scaduto senza essere rinnovato. Nel corso degli anni aveva avuto un lavoro, una casa e una famiglia, ma successivamente aveva perso tutte queste condizioni di stabilità.
Da oltre due anni viveva tra elemosina ed espedienti ed era stato destinatario di segnalazioni e denunce per alcuni furti.
«Quando aveva fame andava anche al supermercato e prendeva qualcosa. Qualche volta gli lasciavano prendere quello che gli serviva per evitare di fare denuncia», ha raccontato Soldan.
Secondo il sindaco, la situazione era diventata sempre più complessa anche per la comunità locale.
«Una situazione che stava diventando sempre più difficile da gestire, anche per la comunità. Se una persona non ha niente da fare tutto il giorno, in qualche modo deve vivere. E il rischio è che la situazione continui a peggiorare».
La proposta del Comune
In questo contesto l’uomo si è rivolto direttamente al municipio. Il sindaco gli avrebbe quindi prospettato la possibilità di rientrare nel suo Paese d’origine, sostenendo le spese del viaggio.
«È venuto da me – racconta Soldan – e gli ho spiegato che c’erano delle difficoltà. Trovare una casa non è semplice e, nella sua situazione, non lo era neppure trovare un lavoro».
Da qui la proposta: «Gli ho detto: quello che posso fare è aiutarti a tornare nel tuo Paese. Ti pago il biglietto aereo e mi occupo delle spese necessarie».
Inizialmente l’uomo non avrebbe accolto con entusiasmo l’idea: «Ha storto un po’ il naso, voleva continuare a vivere qui».
Dopo aver discusso della situazione, però, avrebbe cambiato posizione. «Ne abbiamo parlato, abbiamo ragionato sulla situazione e alla fine ha capito che poteva essere una soluzione».
Il viaggio verso Casablanca
L’organizzazione del rientro è stata completata in pochi giorni. «Nel giro di quattro giorni abbiamo organizzato tutto», ha spiegato il sindaco.
Sono stati verificati i documenti e il passaporto marocchino, coinvolti i servizi sociali e le forze dell’ordine e definite le modalità della partenza.
Soldan sottolinea che il rientro è avvenuto senza costrizioni: «Non c’è stata nessuna costrizione. È stata una condivisione».
Il 30 settembre l’uomo è quindi partito dall’aeroporto di Venezia alla volta di Casablanca. Il Comune ha sostenuto una spesa complessiva di circa 250 euro, tra i circa 170 euro del volo, una cinquantina di euro per il viaggio in treno e altre spese accessorie.
Prima della partenza l’uomo è stato accompagnato in una struttura dove ha potuto lavarsi e cambiarsi, mentre successivamente la polizia locale lo ha accompagnato all’aeroporto.
«Gli abbiamo dato anche da mangiare», ha aggiunto Soldan.
La riflessione sulla «remigrazione»
La vicenda ha portato il sindaco a riflettere anche sul tema della cosiddetta «remigrazione», termine spesso utilizzato nel dibattito politico.
«Con qualche centinaio di euro abbiamo dato una prospettiva di vita diversa a una persona e una soluzione alla comunità. Si parla molto di remigrazione, spesso utilizzata come slogan politico. Ma oltre agli slogan ci sono persone, situazioni concrete e strumenti. Non serve una nuova legge. Basta volerlo», ha dichiarato Soldan.
Il sindaco precisa tuttavia che la soluzione adottata nel caso specifico non può essere considerata automaticamente applicabile a ogni situazione e conclude: «Non tutto può essere risolto. Ma prevenire è diverso dal lasciare che un problema arrivi al punto di non ritorno».
Lo riporta leggo.it.



