Avvio rinviato in Corte d’Assise a Foggia per il processo sul duplice omicidio di Nicola Ferrelli e Antonio Petrella, uccisi ad Apricena nel tardo pomeriggio del 20 giugno 2017. Come riportato da FoggiaToday.it, un difetto di notifica nei confronti di quattro familiari di Petrella ha impedito il regolare svolgimento della prima udienza, facendo slittare il procedimento a fine novembre.
A rispondere delle accuse sono Matteo Lombardi, Pietro La Torre, Francesco Scirpoli e Luigi Ferro, comparsi da remoto davanti alla Corte presieduta da Talani. Ai quattro viene contestato il duplice omicidio premeditato e aggravato dalla mafiosità. Le responsabilità individuali dovranno essere accertate nel corso del dibattimento.
Lombardi è assistito dall’avvocato Pietro Schiavone, Scirpoli dall’avvocato Michele Arena, mentre La Torre e Ferro sono difesi dall’avvocato Angelo Pio Gaggiano. Un fratello di Antonio Petrella ha avanzato richiesta di costituzione di parte civile attraverso l’avvocato Enrico Rando.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, i quattro imputati avrebbero raggiunto le vittime a bordo di una Bmw Touring serie 5 blu, guidata da Ferro. L’auto avrebbe inseguito e speronato il Fiat Doblò bianco sul quale viaggiavano Ferrelli, al volante, e suo zio Petrella. Il furgone avrebbe quindi urtato uno spartitraffico e un palo della pubblica illuminazione.
A quel punto, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, tre uomini incappucciati sarebbero scesi dalla Bmw e avrebbero aperto il fuoco. L’accusa attribuisce a Lombardi l’utilizzo di una pistola, a Scirpoli quello di un kalashnikov e a La Torre quello di un fucile calibro 12. Contro le vittime sarebbero stati esplosi circa cinquanta colpi, compresi quelli finali al volto.
Dopo l’agguato, il commando sarebbe fuggito lungo la strada provinciale 28, in direzione di San Marco in Lamis. La Bmw, riferisce FoggiaToday.it, non è mai stata ritrovata.
L’inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, con la pm Bruna Manganelli; in udienza l’accusa è stata rappresentata dal collega Vito Valerio. Un ruolo centrale nella ricostruzione investigativa è attribuito alle dichiarazioni di nove collaboratori di giustizia, che saranno ascoltati durante il processo. Sono inoltre previsti gli esami di una decina di testimoni tra familiari delle vittime e operatori di polizia giudiziaria. Le difese hanno indicato complessivamente circa sessanta testi.
Per gli inquirenti, il duplice omicidio si inserirebbe nella guerra per il controllo di Apricena e delle aree limitrofe, con particolare riferimento al traffico di stupefacenti e alle altre attività illecite. L’agguato sarebbe stato commesso per agevolare il clan Lombardi-Romito-Ricucci e la batteria della Società Foggiana riconducibile a Rocco Moretti.
L’aggravante mafiosa è stata riconosciuta in sede cautelare sotto il profilo del metodo e dell’agevolazione. Sarà ora il processo a verificare la ricostruzione dell’accusa e le contestazioni mosse ai quattro imputati. Fonte: FoggiaToday.it – Processo per il duplice omicidio di Apricena.



