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FOGGIA ANGIOLA Foggia, Angiola: “Episcopo III non è ancora completa ed è già nel caos”

“La terza Giunta Episcopo attende ancora la nomina del nuovo assessore alle Attività produttive, ma è già politicamente logorata prima ancora di essere completata”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
2 Ottobre 2026
Foggia // Politica //

Il consigliere comunale di Foggia e segretario provinciale di CAMBIA, Nunzio Angiola, interviene sulla situazione politica dell’Amministrazione Episcopo, contestando alla maggioranza la gestione della costituzione della Commissione permanente per la redazione dei regolamenti comunali.

“La terza Giunta Episcopo attende ancora la nomina del nuovo assessore alle Attività produttive, ma è già politicamente logorata prima ancora di essere completata”, sostiene Angiola, che collega le difficoltà della maggioranza anche alla recente uscita di Luigi Iorio dalla Giunta.

Secondo il consigliere, la revoca di Iorio avrebbe determinato la fine della rappresentanza socialista nell’Amministrazione. Iorio aveva lasciato il Consiglio di amministrazione di ATAF per entrare in Giunta ed è stato successivamente rimosso dopo circa tre mesi. Il suo posto in ATAF è stato assegnato a Roberto Foglio, nomina che Angiola riconduce politicamente alla quota del consigliere Antonio De Sabato.

“Il risultato è evidente: i socialisti, prima utilizzati per riequilibrare la maggioranza, sono stati completamente azzerati”, afferma Angiola, indicando nell’ultimo Consiglio comunale un’ulteriore dimostrazione delle difficoltà interne al cosiddetto campo largo.

Al centro della contestazione c’è la mancata individuazione dei cinque componenti di maggioranza della Commissione permanente per la redazione dei regolamenti comunali, organismo previsto dall’articolo 12 del Regolamento del Consiglio comunale.

La Commissione è incaricata di redigere i regolamenti comunali e valutare le proposte di modifica allo Statuto e ai regolamenti già adottati. Il presidente deve inoltre riferire periodicamente al Consiglio sull’avanzamento dei lavori e sottoporre all’Aula gli atti conclusivi.

Angiola ricostruisce quindi l’iter della proposta. La deliberazione, contraddistinta dal numero 121, è stata predisposta il 19 maggio 2026 e ha ricevuto il parere tecnico favorevole il 27 maggio. Il 14 settembre anche la Prima Commissione consiliare “Affari generali” ha espresso parere favorevole a maggioranza.

Il 16 settembre, inoltre, la trattazione del punto era stata condivisa all’unanimità dalla Conferenza dei capigruppo. Il Consiglio comunale è stato quindi convocato formalmente il 22 settembre per la seduta del 29 settembre.

Per Angiola, dunque, la maggioranza avrebbe avuto oltre quattro mesi per individuare i cinque rappresentanti, mentre la minoranza ha indicato regolarmente i propri componenti.

Durante la seduta, il consigliere Pasquale Dell’Aquila ha chiesto una sospensione dei lavori. Dopo un nuovo confronto interno, la maggioranza è rientrata in Aula senza aver raggiunto un accordo. A quel punto il consigliere Nicola Formica ha chiesto il rinvio del punto, successivamente approvato con 16 voti favorevoli e 7 contrari.

Angiola definisce l’accaduto “semplicemente scandaloso” e sottolinea che si trattava dell’individuazione di cinque componenti di una commissione prevista dal regolamento comunale.

Il consigliere richiama anche l’approvazione del PIAO, avvenuta il 28 settembre all’unanimità, sostenendo che quella votazione fosse stata presentata come un segnale di ritrovata compattezza della coalizione.

“È bastato meno di un giorno perché quella rappresentazione crollasse miseramente”, afferma Angiola, secondo il quale l’approvazione del PIAO avrebbe rappresentato soltanto “una tregua di facciata, costruita per impedire l’esplosione definitiva della coalizione”.

Nel suo intervento, il segretario provinciale di CAMBIA ripercorre infine le difficoltà politiche degli ultimi anni, citando rimpasti, revoche di assessori, abbandoni, ultimatum, assenze nelle sedute di Giunta, Consigli comunali rinviati e cambiamenti negli incarichi nelle società partecipate.

“Siamo arrivati alla terza Giunta Episcopo, ma non è cambiato nulla. Cambiano gli assessori, cambiano le deleghe, cambiano le postazioni nelle società partecipate, ma restano intatti il disordine politico e l’incapacità di assumere decisioni condivise”, sostiene.

Angiola conclude contestando la tenuta della maggioranza: “Il cosiddetto ‘campo largo’ è diventato un campo di battaglia permanente. Questa non è più una maggioranza politica: è un comitato di sopravvivenza, impegnato quotidianamente a ricomporre equilibri interni e a distribuire incarichi mentre i problemi reali di Foggia restano irrisolti”.

E aggiunge: “La città non può continuare a essere tenuta in ostaggio delle loro guerre interne. Foggia merita un governo, non una maggioranza che trascorre tutto il proprio tempo a sopravvivere a se stessa”.

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