È emergenza organico per il 118 in Puglia e nella provincia di Foggia. In tutta la regione sono attualmente in servizio circa 190 medici, a fronte dei 400 previsti dalla pianta organica. Nel territorio foggiano, invece, i professionisti in servizio sono appena 30 sui 90 previsti.
I dati sono emersi nel corso dell’incontro svoltosi presso l’Ordine dei medici di Foggia, al quale hanno partecipato il segretario nazionale della Fimmg, Francesco Marino, e il presidente dell’Ordine dei medici di Foggia, Pierluigi De Paolis.




La carenza di personale sta generando una crescente preoccupazione nei territori della provincia, dove negli ultimi giorni non sono mancate iniziative e manifestazioni, come quella organizzata recentemente a Cerignola.
«I medici del 118 sono pronti ad una decisione difficile, ma che scaturisce dal fatto che il loro numero è sempre più esiguo. E’ al di sotto del 50% nella nostra regione», ha sottolineato Pierluigi De Paolis.
Il presidente dell’Ordine ha evidenziato in particolare le criticità della provincia di Foggia, anche in considerazione delle caratteristiche del territorio e delle aree disagiate dei Monti Dauni e del Gargano.
«Particolarmente critica la situazione nella provincia di Foggia perché, ovviamente, è un’area più a rischio per le zone disagiate dei Monti Dauni e del Gargano. E’ una situazione difficile che potrebbe costringere a vedere viaggiare tutte le ambulanze senza un medico a bordo e per i codici più seri, più gravi, ovviamente la presenza del medico, per un intervento tempestivo, è necessaria e fondamentale», ha aggiunto De Paolis.
Sul fronte sindacale, Francesco Marino ha richiamato l’attenzione sulle condizioni di lavoro dei professionisti rimasti in servizio.
«I colleghi non possono più sopportare carichi di lavoro eccessivi ed essere trattati in questo modo da un punto di vista proprio della dignità professionale», ha sottolineato Marino.
Il segretario nazionale Fimmg ha ribadito la necessità di proseguire il confronto istituzionale per arrivare a una soluzione concreta.
«Noi crediamo nella concertazione, siamo convinti che, finché c’è un canale aperto, bisogna andare avanti e bisogna arrivare alla soluzione più concreta per i cittadini. È chiaro che, alla fine dei conti, se non c’è una sorta di responsabilizzazione da ambedue le parti, non si arriva da nessuna parte. E il rischio reale è che i pochi colleghi rimasti abbandonino il servizio definitivamente».
Marino ha infine annunciato che sono allo studio iniziative di sensibilizzazione, evitando per quanto possibile di compromettere l’assistenza alla popolazione.
«Stiamo valutando varie forme di sensibilizzazione più che di protesta perché ci rendiamo conto che ogni nostra forma di protesta si ripercuote sui cittadini, ed è quello che noi assolutamente non vogliamo. Probabilmente faremo delle azioni dimostrative che però non incideranno sull’assistenza ai cittadini», ha concluso.
Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.


