Le acque piovane raccolte dalle superfici degli insediamenti industriali di Borgo Incoronata potranno essere scaricate nel torrente Cervaro attraverso due punti distinti, dopo il trattamento previsto e nel rispetto di una serie di prescrizioni. La Provincia di Foggia ha rilasciato l’autorizzazione al Consorzio ASI Incoronata con la determinazione numero 1780 del 2 ottobre 2026. Il titolo ambientale ha durata di quattro anni e impone controlli analitici trimestrali, obblighi di comunicazione e accessibilità dei punti di campionamento.
Il provvedimento arriva dopo la richiesta di rinnovo trasmessa dall’ingegnere Aldo Trotta, incaricato dal Consorzio, e acquisita dall’amministrazione il 4 maggio 2026. La documentazione presentata riguarda le acque meteoriche che dilavano piazzali, pertinenze esterne e coperture degli edifici: vengono trattate nei singoli insediamenti aziendali, quindi immesse nella rete consortile di fogna bianca prima del recapito nel corso d’acqua.
La relazione tecnica idraulica descrive una rete di drenaggio articolata in due collettori principali, denominati C1 e C2. La superficie scolante complessiva indicata è di 109,24 ettari. Il calcolo comprende le aree degli stabilimenti insediati e attivi, considerando piazzali, coperture e pertinenze. È esclusa la viabilità stradale dell’agglomerato: secondo la relazione riportata nella determinazione, le condizioni di esercizio della rete esaminata sono limitate al collettamento delle acque meteoriche provenienti dai singoli insediamenti.
I due collettori convogliano le acque verso scarichi separati, identificati come S.01 e S.02. Entrambi sono localizzati sulla sponda in sinistra idraulica del torrente Cervaro; il secondo si trova più a sud rispetto al primo. L’autorizzazione ambientale riguarda questi due recapiti e richiede, prima dello scarico, l’acquisizione dei titoli concessori e autorizzativi rilasciati dal Consorzio di Bonifica di Capitanata.
Il controllo della qualità delle acque costituisce una delle parti principali della decisione. Gli scarichi devono rispettare i limiti di accettabilità della tabella 3 dell’allegato 5 alla parte terza del decreto legislativo 152 del 2006. Ogni tre mesi il Consorzio dovrà sottoporre le acque a verifiche effettuate da un laboratorio accreditato, con risultati che documentino il rispetto dei valori previsti prima dell’immissione nel torrente. Gli esiti delle analisi dovranno essere trasmessi alla Provincia.
Il campionamento è affidato a personale qualificato e deve seguire le metodiche APAT-CNR-IRSA richiamate nell’atto. I punti di prelievo devono essere segnalati e lo scarico deve restare costantemente accessibile all’autorità incaricata dei controlli. Provincia e ARPA Puglia si riservano inoltre la possibilità di disporre verifiche in ogni altra occasione ritenuta necessaria.
Un primo adempimento ha una scadenza ravvicinata: entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento devono essere inviati gli esiti delle analisi più recenti delle acque di scarico depurate. Le verifiche presentate non possono risalire a oltre tre mesi prima. Il Consorzio deve anche notificare i cambiamenti successivi che interessino il ciclo tecnologico e le tipologie dei reflui da smaltire, oltre ad adottare le misure necessarie per gestire correttamente il trattamento e l’allontanamento delle acque.
L’autorizzazione vale quattro anni dalla data di adozione e il rinnovo deve essere richiesto un anno prima della scadenza. Una diversa destinazione, un ampliamento, una ristrutturazione o un trasferimento dell’impianto richiedono una nuova autorizzazione allo scarico. La mancata osservanza delle prescrizioni comporterà l’adozione dei provvedimenti di sospensione o revoca richiamati nella determinazione. Restano da rispettare anche le disposizioni statali e regionali che dovessero intervenire successivamente.
Firmato dal dirigente Antonello De Stasio, l’atto individua nell’ingegnere Diego Gennaro Paesani il responsabile del procedimento e nella ragioniera Simona de Mita la funzionaria che ha svolto l’istruttoria tecnica e amministrativa. La decisione deve essere notificata al settore regionale Risorse Idriche e al dipartimento provinciale di ARPA Puglia. Il titolo è rilasciato esclusivamente ai fini ambientali e mantiene salvi gli altri provvedimenti eventualmente necessari, compresi quelli edilizi e paesaggistici, e i diritti di terzi.



