ORTA NOVA — Chi ha conosciuto Marietta D’Agostino? Chi conserva una fotografia, il ricordo di un incontro o una storia tramandata dai propri genitori? Da queste domande nasce un appello per recuperare la memoria di una donna che occupa un posto significativo nella storia della devozione popolare di Orta Nova e della Capitanata.
Conosciuta come “Marietta d’Orta Nova”, Maria D’Agostino in Balsamo fu protagonista della diffusione locale del culto della Madonna dell’Altomare. La ricostruzione pubblicata sul sito ufficiale del Santuario di Andria, firmata da don Antonio Basile, colloca l’inizio di questo percorso nel 1916: Marietta raggiunse il santuario in pellegrinaggio e tornò nel suo paese con una stampa della Vergine, impegnandosi a promuoverne la devozione. La fonte lascia aperto un particolare: l’immagine potrebbe essere stata acquistata oppure ricevuta in dono dal rettore.
Il periodico diocesano Segni dei Tempi, nell’aprile 2017, ricorda che all’epoca Maria aveva diciassette anni. Un viaggio compiuto giovanissima, dunque, destinato a lasciare una traccia nella vita religiosa della comunità.
Attorno a quella partenza si sono sedimentati anche racconti popolari. Un articolo di Francesco Gasbarro, pubblicato da Marchiodoc nel 2016, riferisce la tradizione secondo cui Marietta si sarebbe recata ad Andria mentre era gravemente malata, tornando poi guarita. Sono narrazioni che appartengono alla memoria devozionale: raccoglierle significa documentare ciò che le persone hanno creduto e tramandato, distinguendolo dai fatti storici verificabili.
A Orta Nova, intanto, Marietta riuniva persone in preghiera e offriva ascolto, incoraggiamento e conforto. Secondo la ricostruzione del Santuario, negli anni Quaranta la sua notorietà crebbe e l’abitazione divenne meta di visitatori provenienti anche da oltre il territorio foggiano. La stessa fonte ricorda le cautele delle autorità ecclesiastiche nei confronti dei fenomeni che le venivano attribuiti.
La dimensione sovralocale della sua fama trova riscontro anche nella sintesi del CESNUR, che riferisce come, negli anni Cinquanta e Sessanta, alcuni pellegrinaggi diretti all’Incoronata di Foggia comprendessero una sosta a Orta Nova. Marietta morì nel 1977, ma la sua figura continuò a essere ricordata dai devoti.
Di quel percorso restano anche luoghi concreti. Segni dei Tempi indica nel 1945 l’inaugurazione della prima chiesetta e nel 1987 la nascita della nuova chiesa dedicata alla Madonna dell’Altomare. Il giornale documenta inoltre la riapertura al culto dell’edificio originario il 23 febbraio 2017, dopo il restauro.
A motivare l’appello è anche un’esperienza personale di chi lo promuove: aver ascoltato due donne anziane, una di San Severo e una di Manfredonia, raccontare di aver conosciuto Marietta. Due ricordi che suggeriscono una strada da percorrere, cercando altre voci nei Cinque Reali Siti e nel resto della provincia.
L’invito è rivolto a chiunque custodisca una testimonianza diretta, fotografie, lettere o racconti familiari. Per ogni contributo sarebbe prezioso indicare il periodo, il luogo e se il ricordo deriva da un incontro personale oppure da una storia ascoltata da altri.
Anche un dettaglio può aiutare: una visita, una parola ricevuta, il viaggio di un familiare fino a Orta Nova. Raccogliere queste tracce permetterebbe di conoscere meglio Marietta e, attraverso di lei, una parte della storia sociale e religiosa della Capitanata che vive ancora nella memo.
A cura di Michele Solatia.



