Mai vista tanta gente in visita al Santuario di San Michele nel giorno della sua celebrazione. Un Santuario e nello stesso tempo una città come Monte Sant’Angelo diventati il centro del mondo, alla stessa stregua di Gerusalemme, Roma ed Assisi, città millenarie sorte soprattutto dalla presenza di importanti santuari religiosi, dove il culto cristiano è stato al centro del loro sviluppo socioeconomico e culturale, oltre che religioso. Centri di grande cultura e di grandi civiltà, tanto da rappresentare, specie Gerusalemme e Roma, due mondi similari, ma a volte contrapposti, espressioni di civiltà e culture legate 1all’Oriente bizantino e all’Occidente latino.
Anche la città di Monte Sant’Angelo, così come il Gargano, ha avuto nel tempo trascorso, specie in pieno Medioevo, il simbolo e la valenza di due mondi, quello Occidentale e quello Orientale, tanto che oggi si parla di civiltà e culture legate ai vari popoli che l’hanno colonizzato, dai Dauni ai Greci, dai Romani ai Bizantini, dai Longobardi ai Normanni, dagli Svevi agli Angioini e agli Aragonesi. Popoli e civiltà che hanno lasciato, nella città micaelica, tracce e testimonianze del loro passato e della loro cultura, tanto che il culto di San Michele, attraverso la Linea Sacra di San Michele, è stato per ognuno di questi popoli, il volano della loro diffusione non solo in Italia, ma soprattutto in Europa, tanto che si afferma che l’unità dell’Europa si ebbe grazie alla diffusione degli itinerari micaelici in tutta Europa.
Del resto i Longobardi ebbero la loro diffusione in Italia e in Europa,, grazie al loro attaccamento al culto di San Michele, tanto da dare origine alla cosiddetta Via Sacra Langobardorum o come oggi si vuole chiamare Via Micaelica o Via Francigena del Sud. E tale presenza di fede e di religiosità oggi la ritroviamo in tanti pellegrini-viaggiatori presenti nella città di San Michele, Monte Sant’Angelo, e quindi nel suo Santuario. Una città ormai meta di migliaia di pellegrini e turisti che hanno nella loro fede l’elemento propulsore di mettersi in viaggio da terre lontane, fra cui Cinesi, Giapponesi, Brasiliani, Coreani, Polacchi, Tedeschi, Francesi, Inglesi, Americani, Ucraini, oltre agli Italiani provenienti da ogni parte della penisola, in cerca di un perchè della loro esistenza.
Del resto, da quanto si evince a livello generale, c’è un grande ritorno dei pellegrini diretti nei vari santuari, non solo in Italia, quanto in Europa e nel mondo. Si legge in un articolo di Filippo Di Giacomo: “I santuari italiani accolgono milioni di visitatori, con una concentrazione che raggiunge il picco tra luglio e settembre. Inseriti in una rete di oltre 30mila tra chiese e luoghi di interesse artistico e storico-religioso ci sono 1500 santuari cattolici, riconosciuti tale dalla gerarchia ecclesiastica”. E in questa rete c’è anche e soprattutto il nostro Santuario di San Michele sul Gargano, dove siamo passati, in questi ultimi decenni, da poche migliaia di pellegrini a diverse migliaia di visitatori e turisti.
A tale proposito nel suddetto articolo si parla di 33 milioni a Roma nell’Anno santo del 2025, di 5 milioni a San Giovanni Rotondo, di 5 milioni ad Assisi, di 4 milioni a Loreto e di 3 milioni a Pompei. Senza nominare poi i santuari di Lourdes, di Fatima, di Medjugorje, di Santiago de Compostela, con i suoi 5 milioni di visitatori. In altri termini in questi ultimi anni stiamo assistendo ad un enorme incremento di pellegrini e turisti nelle città santuarie. E fra queste anche la città di Monte Sant’Angelo con il suo Santuario di San Michele ormai assurto a livello non solo nazionale, quanto internazionale.
A cura di Giuseppe Piemontese.



