Un gradito omaggio alla fondazione della Galleria d’Arte e Cultura è avvenuto da parte dei consilieri nazionali di Italia Nostra Gaetano Rinaldi e Maria Gioia Sforza, che hanno apprezzato molto l’iniziativa culturale ed artistica del prof. Giuseppe Piemontese, che da anni si sta battendo per far conoscere ed apprezzare le bellezze naturali ed artistiche della città di Monte Sant’Angelo. Una città che ha ben due Siti Unesco, quello della presenza dei Longobardi e delle loro iscrizioni all’interno del Santuario di San Michele di età altomedievale e quello delle faggete vetuste della Foresta Umbra. Due Siti Unesco emblematici del Gargano, che ha in se grandi potenzialità non solo storico-culturali, quanto paesaggistiche legate alla suo ambiente ma soprattutto al suo patrimonio silvo-agricolo, che purtroppo non viene sfruttato adeguatamente. Del resto una città come Monte Sant’Angelo, che ha ben 11 mila
ettari di boschi, ben poco si fa per mettere a frutto le sue potenzialità socio-economiche, oltre che da un punto di vista ambientale.
Come del resto il ricco patrimonio storico-artistico della città micaelica, che se vuole diventare veramente una città Unesco deve privilegiare momenti ed iniziative riguardante la valorizzazione delle sue bellezze culturali ed artistiche oltre che paesaggistiche. Il
Prof. Giuseppe Piemontese con la istituzione della sua Galleria d’Arte e Cultura sta cercando di creare un punto focale di bellezza e di grande valorizzazione delle sue potenzialità storico ed artistiche riguardante il grande patrimonio della pittura e della scultura garganica e pugliese, oltre che la valorizzazione dell’artigianato locale. Del resto, negli ultimi cinquant’anni il Gargano ha avuto valenti artisti e grandi pittori, come Matteo Accarrino, Herbert Voss, Jean Annot, Michele Circiello, Michele Roccotelli, Giovanni Mancini, Athos Faccincani, Michele Vurro, Michele Manzi, Umberto Sammartino, Gianni Testa, Salvatore Marchesani e altri, tanto da far conoscere in tutta l’Italia le sue bellezze paesaggistiche. La visita da parte di due importanti esponenti del mondo culturale, legati alla salvaguardia della natura e quindi dell’ambiente, in qualità di esponenti di Italia Nostra, mi ha fatto tanto piacere e mi ha dato tanta voglia di andare avanti nel mio percorso storico-culturale.
Gaetano Rinaldi è una figura storica dell’associazione ambientalista e culturale Italia Nostra, in particolare legato alla sezione di Ascoli Piceno nelle Marche. Come Presidente storico di sezione ha guidato per moltissimi anni la sezione territoriale di Italia Nostra Ascoli Piceno. A maggio 2025, dopo una lunga e attiva leadership, ha passato il testimone al nuovo presidente Michele Picciolo, rimanendo comunque un membro attivo all’interno del direttivo. Oltre all’attività locale, il Prof. Rinaldi ha fatto parte degli organi nazionali dell’associazione, ricoprendo in passato il ruolo di Consigliere Nazionale e membro della Giunta Nazionale di Italia Nostra. Sotto la sua guida, la sezione ascolana si è distinta per numerose battaglie a tutela del patrimonio storico, artistico e naturale del territorio piceno. Rinaldi ha sollevato più volte il problema della carenza di parchi urbani facilmente fruibili ad Ascoli Piceno, spingendo per la riqualificazione e la creazione di polmoni verdi per la cittadinanza.
Ha promosso e sostenuto iniziative per la valorizzazione del progetto storico della Ferrovia dei Due Mari (il collegamento ferroviario tra l’Adriatico e il Tirreno passante per Ascoli).Tra le sue ultime denunce pubbliche figurano i continui solleciti (definiti “Cahiers de doléances”) per il restauro di monumenti cittadini e il disvelamento di tesori nascosti, come gli affreschi storici coperti da intonaco nella Chiesa di Santa Maria del Ponte. Ha ideato e promosso la proposta del “Distretto Culturale dell’Angelo”, un progetto volto a unire e valorizzare in modo sistemico e sostenibile le risorse culturali, storiche e religiose tra diverse regioni (in particolare legando i territori garganici in Puglia alle attività di tutela nazionale). Oltre alla sua militanza culturale, Gaetano Rinaldi è anche autore del libro “I Dodici Racconti al di là del limite”, nel quale affronta in forma narrativa le contraddizioni, i paesaggi e le problematiche sociali del nostro Paese.
Maria Gioia Sforza è Laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, con abilitazione all’esercizio della professione forense (Albo degli Avvocati di Latina) ed esperienza settoriale in diritto civile, diritto del lavoro e previdenza sociale. Consigliera Nazionale di Italia Nostra, storica associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale italiano. Nel corso degli anni, ha ricoperto diversi ruoli di rilievo sia a livello locale che nazionale. Partecipa attivamente ai tavoli di coordinamento e alle assemblee generali dei soci della Onlus. Cura progetti specifici legati alla biodiversità, all’acquacoltura eco-sostenibile e alla
riforma delle leggi sulle aree protette. Designata come referente per i protocolli d’intesa tra l’associazione e istituzioni accademiche, come l’Università degli Studi di Foggia, focalizzati sulla valorizzazione territoriale e la terza missione.
Ha presieduto la Sezione “Terre dell’Angelo” di Italia Nostra e l’associazione “Le vie di San Michele”, occupandosi di censimento e valorizzazione dei siti rupestri e micaelici nel Sud Italia. È tra le principali promotrici del comitato “La Ferrovia da Salvare” per il rilancio delle tratte ferroviarie pugliesi (come la Foggia-Manfredonia) ed è impegnata nella tutela dei beni naturalistici a rischio nel Gargano. Interviene frequentemente in
convegni incentrati sul recupero di edifici storici, edilizia residenziale pubblica, riqualificazione energetica e sostenibilità, oltre a portare avanti studi sul rapporto tra ambiente e salute. Ultimamente si sta battendo per la bonifica dei terreni riguardante l’industria dell’ex Enichem di Manfredonia, il cui incidente del 1976 ha provocato molti danni alla salute pubblica. A loro il mio e il nostro Benvenuto nella città dell’Angelo.
A cura di Giuseppe Piemontese.



