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Emergenza carceri, dallo Stivale al territorio Dauno

AUTORE:
Agostino del Vecchio
PUBBLICATO IL:
2 Novembre 2009
Capitanata //

carceri2Roma – CONTINUA l’emergenza nelle carceri italiane. Il problema degli istituti di pena nello Stivale è rientrato anche nell’agenda politica e sociale, dopo i tragici eventi degli ultimi giorni: il suicidio a Roma di Diana Blefari Melazzi, la brigatista condannata all’ergastolo per l’omicidio di Marco Biagi che si è impiccata sabato (31 ottobre) nella sua cella di Rebibbia, e la morte di Stefano Cucchi, il 31enne deceduto in ospedale dopo alcuni giorni di reclusione a Regina Coeli.

Intanto, aperta una inchiesta dalla Procura di Teramo, su presunte violenze degli agenti di polizia nel carcere di Castrogno. Stamani (2 novembre), sul problema è intervenuto anche il ministro della Giustizia italiano, Angelino Alfano: “Secondo quanto appurato dalla magistratura – ha detto Alfano riferendosi a Blefari – la donna era detenuta in una struttura con condizioni ambientali non denotate da sovraffollamento od altroo”. Parlando di Cucchi, poi, ha assicurato pieno sostegno alle indagini: “Il governo vuole scoprire la verità e sapere cosa sia successo”.

stefanocucchi“Come si può morire in un ospedale con le vertebre rotte e disidratati?”. Questa la domanda di Ilaria Cucchi, sorella del trentunenne Stefano, arrestato poichè trovato in possesso di 20 grammi di hashish e 2 di cocaina nella notte del 15 ottobre e deceduto nel reparto carcerario del Pertini il 22 ottobre, con il corpo segnato da traumi e lesioni (come testimoniato dalle foto diffuse dai parenti). Ilaria ha parlato pertanto di “colpe gravissime” dei medici che si sono occupati del fratello. “Dicono che Stefano rifiutava di curarsi ed alimentarsi – ha detto la sorella Ilaria –  ma lui si trovava comunque in una struttura medica e non è possibile che sia morto disidratato”. La Asl ha smentito ogni circostanza: il direttore sanitario della Asl Roma B (a cui fa capo il Pertini) ha specificato che il paziente “è stato curato con attenzione e professionalità dai medici, che hanno evidenziato una sua scarsa collaborazione alle cure”. Il senatore dell’Idv, Stefano Pedica, ha annunciato un’interrogazione parlamentare: ieri (1 novembre) a lui e alla famiglia della vittima è stato impedito di visitare la cella numero 6 della medicheria di Regina Coeli, quella che ha ospitato Cucchi prima del decesso. (fonte dati: www.rassegna.it)

(va ricordato che la famiglia Cucchi, difesa dall’avvocato ferrarese Fabio Anselmo, viene seguita a Roma dal legale Dario Piccioni, e ha indicato come consulente il professor Vittorio Fineschi dell’Università di Foggia).

carceriNel 2009 già 60 suicidi
E la situazione drammatica è confermata anche dai numeri: nelle carceri si sono verificati 60 suicidi dall’inizio dell’anno, oltre 500 dal 2000. Sono i dati diffusi dall’associazione “Ristretti Orizzonti”, che cita il Bollettino degli eventi critici negli istituti penitenziari del ministero della Giustizia: dal 1992 al 2008 ogni anno muoiono in media 150 detenuti, di cui circa un terzo per suicidio e gli altri due terzi per cause naturali.

Dieci casi al giorno di autolesionismo, 1.365 detenuti deceduti dal 2000 al marzo 2009, 300-400 tentati suicidi l’anno. Da inizio gennaio a oggi sono 146 i detenuti morti in carcere, 6 in più del totale dello scorso anno. Numero basso di educatori, strutture vecchie e sovraffollate, secondo l’organizzazione, sarebbero le cause principali della sofferenza che si registra nei penitenziari. (fonte dati: www.rassegna.it)

Una polveriera pronta a scoppiare da un momento all’altro.  Questa appare invece  oggi la situazione del carcere foggiano -Casa Circondariale “Casermette”. Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), ha visitato lo scorso 21 ottobre la struttura carceraria foggiana, dopo aver già ispezionato quelle di Lecce, Taranto e Trani. Ne deriva una «situazione drammatica», come denuncia il segretario del Sappe, in considerazione del sovraffollamento del carcere di Foggia: 750 detenuti contro 370 posti letto.

In pratica nelle 13 sezioni del carcere di Foggia, inaugurato ben 21 anni fa, ci sono quasi il doppio dei detenuti previsti inizialmente: se le celle sono state costruite per ospitare due reclusi, ve ne trovano posto al contrario quattro o cinque soggetti. Alla situazione già deficitaria emersa, va ad aggiungersi anche una forte carenza di personale, agenti di polizia penitenziaria ai quali vengono negati infatti i diritti fondamentali, come ferie e riposi. “750 detenuti per 250 agenti è un rapporto deficitario che ci portiamo dietro anche a livello nazionale, dove mancano in organico 5500 poliziotti penitenziari”, ha detto Capece.

Il Governo dovrebbe dare dei grandi riconoscimenti agli agenti per i sacrifici che sta compiendo, soprattutto nella struttura foggiana dove si dovrebbero accendere i riflettori- dice ancora Capece –  perchè qui c’è del personale integro”, personale onesto che “lavora più di otto ore al giorno in silenzio offrendo sicurezza a tutti i cittadini”.

Secondo Capece, per rendere efficiente il carcere Dauno, mancherebbe, dati alla mano, “circa il 30% degli agenti di Polizia Penitenziaria”, così come previsto dalla legge del 2001. “I colleghi – ha detto il segretario del Sappe – svolgono servizio con enormi sacrifici però sono sempre in prima linea. Necessitiamo di più attenzione e altrettanto rispetto”. Per  Capece, non si può infatti “chiedere sempre senza dare un aiuto a chi nell’istituto garantisce sicurezza”.   In alcune sezioni si finisce quindi con l’attestare la sola presenza di un poliziotto penitenziario, tenuto a controllare fino a 60/70 detenuti (e malgrado queste carenze di organico è stato proprio il pronto intervento della polizia penitenziaria ad evitare più di una volta dei suicidi in cella).

Ciò nonostante gli atti di autolesionismo in carcere si ripetono, di frequente, con una certa regolarità. L’ultimo in ordine di tempo porta la data del 9 marzo 2009 , quando   è stato trovato il suo corpo senza vita di  L. D. M., residente a Bisceglie. Il giovane aveva circa 28 anni ed era detenuto nel carcere di Foggia dal marzo del 2008 per aver opposto resistenza a pubblico ufficiale.

La situazione ottimale si registrò nell’estate del 2007, un anno dopo l’indulto, quando nel carcere di Foggia c’erano poco più di 300 detenuti. Meno detenuti significa più possibilità per psicologici e operatori sociali (pochi pure quelli) di seguire i carcerati nel tentativo di un percorso di recupero.

La situazione drammatica all’interno del carcere foggiano è evidenziatanche da una lettera giunta alla redazione della «Gazzetta del Mezzogiorno», nello scorso 29 maggio 2009: «Faccio appello al ministro di Giustizia» scrive il detenuto «perchè ci possa aiutare a vivere almeno dignitosamente: vogliamo pagare le nostre condanne, ma senza subire soprusi. Perchè è un sopruso il sovraffollamento nel quale siamo costretti. Viviamo in condizioni illegali, e questo finisce per essere una beffa vera e propria per la legge che dovrebbe tutelare la dignità e le condizioni umane: la situazione di invivibilità nelle carcere italiani va avanti da anni».

Nella lettera il detenuto annunciava anche che una prossima adesione dei carcerati foggiani “ad una forma pacifica di protesta”, stabilita a livello nazionale (anche se non viene spiegato in cosa consisterà questa forma di protesta). «La mettiamo al corrente signori ministero che, se prima dell’estate il problema dovesse accentuarsi a vista d’occhio, noi detenuti del carcere di Foggia faremo sentire la nostra voce aderendo alla protesta che altri carcerati in varie prigioni italiane hanno deciso di attuare. Sarà una protesta pacifica al fine di poter vivere dignitosamente in cella».

Ieri, domenica 1 novembre, nella festa di “Tutti i Santi”, gli europarlamentari Barbara Matera e Mario Mauro hanno visitato la casa circondariale di Lucera, dopo la visita avvenuta a Ferragosto da parte del deputato del PD Antonio Misiani. La casa circondariale di Lucera, diretta da Davide Di Florio, ospita attualmente circa 250 detenuti, a fronte di una capienza di base di 170.

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