Manfredonia
"In tutta questa pagina di ritardi, gli agricoltori sono disperati per l’arrivo degli storni e dei danni ingentissimi che producono alle colture"

Sturnus vulgaris, Gatta: “Ancora a zero su prelievo”

"Non solo: siamo ancora nella fase in cui la Regione deve scegliere se affidare l’incarico direttamente all’Università di Bari o procedere con un avviso pubblico"


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Bari. “Purtroppo, anche quando la buona politica porta a casa un punto a suo favore, in Puglia c’è qualcosa nel meccanismo che si inceppa e impedisce la realizzazione di risultati concreti. È il caso dello sturnus vulgaris: dopo l’approvazione del disegno di legge di cui sono stato cofirmatario, gli agricoltori non hanno più notizie su quando si potrà effettivamente procedere al prelievo in deroga. Tradotto, siamo a zero e ancora oggi, in IV Commissione, si tergiversa e si gira a vuoto”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta. “Siamo in attesa dello studio scientifico e del monitoraggio sulla specie volatile – aggiunge – e non sappiamo a che punto sia. Lo studio, come si ricorderà, è condizione necessaria affinché si possa autorizzare il prelievo senza incorrere nelle sanzioni europee. La legge è stata approvata in Consiglio regionale con deliberazione n. 11 del 29/09/2015 ma, ad oggi, non mi risulta che lo studio scientifico sia stato acquisito né che sia stato pubblicato l’avviso per la sua acquisizione. Non solo: siamo ancora nella fase in cui la Regione deve scegliere se affidare l’incarico direttamente all’Università di Bari o procedere con un avviso pubblico (!). In tutta questa pagina di ritardi, gli agricoltori sono disperati per l’arrivo degli storni e dei danni ingentissimi che producono alle colture”. “Faccio un appello all’assessore all’Agricoltura – conclude Gatta – perché si passi dalle parole ai fatti, dalla legge (approvata) alla sua applicazione una volta per tutte”.

Redazione Stato Quotidiano.it

Sturnus vulgaris, Gatta: “Ancora a zero su prelievo” ultima modifica: 2015-11-02T12:42:05+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Zio Mario

    Se avessi un oliveto, non ci penserei due volte a spararli,per evitare danni al raccolto.
    Nel caso contrario, chi li definisce protetti, pagassero di propria tasca i denni che derivano da tali provvedimenti.
    Sparateli e cucinateli, cosi’ prenderete due piccioni con una fava.


  • Fabio

    Purtroppo siamo governati da IPOCRITI….!!!!!!!!
    Però, va anche detto, che il popolo equivale poco più di un gregge di pecore..!!

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