Editoriali

Anno nuovo, vita ‘più dura’ per i falsi invalidi


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Falsi invalidi

Falsi invalidi

Manfredonia – CON la circolare n.131 dello scorso 28 dicembre del 2009, l’Inps ha reso noto le nuove disposizioni che, dal primo gennaio 2010, cambieranno l’intero “processo dell’invalidità civile”. La nuova riforma del Governo si è resa necessaria per contrastare i falsi invalidi che, oltre a truffare lo Stato, possono sottrarre anche “risorse e fondi” ai veri portatori di handicap. Dal 2010 entreranno infatti in vigore le nuove regole per il riconoscimento dei benefici in materia di invalidità civile, come previsto dall’articolo 20 del decreto anticrisi, il 78/2009, convertito dalla legge 102/2009. Gli obiettivi delle nuove disposizioni (si spera) sono il contrasto alle frodi, la trasparenza del procedimento e la tracciabilità di ogni nuova domanda di invalidità attraverso vie telematiche. Scopo del nuovo procedimento è anche la riduzione dei tempi di attesa per l’accoglimento della domanda che dovranno avvenire entro un intervallo di 120 giorni (contro la media di 345 di oggi, ma con punte che in alcune regioni arrivano a quasi due anni). Con il nuovo anno, le domande per ottenere i benefici in materia di invalidità, accompagnate di certificato medico attestante il tipo e il grado d’invalidità, dovranno essere inoltrate all’Inps solo per via telematica. Il meccanismo, come sottolineato dalla circolare, consentirà di monitorare lo stato della propria pratica, tramite collegamento al sito dell’Inps con un numero Pin di riconoscimento. La nuova riforma nel riconoscimento delle invalidità civili, ha spiegato Antonio Mastrapasqua, presidente Inps, «si è resa necessaria dopo che nel 2009 è emersa una situazione alquanto disastrosa su tutto il territorio nazionale, per quanto riguarda le invalidità, con regioni virtuose sì, ma tante altre decisamente poco virtuose. Consideriamo che l’80% degli invalidi sono concentrati in Puglia, Campania, Sicilia e Calabria. Con le verifiche straordinarie che stiamo completando, stiamo combattendo la piaga dei falsi invalidi, con risultati importanti: l’11% delle invalidità non sono state confermate, e un altro 10% di soggetti non si è ancora disposto a visita e quindi rischia la revoca della prestazione». L’ultima macroscopica truffa ai danni dell’Inps porta la data dello scorso 7 dicembre del 2009 quando 56 persone, in gran parte donne, furono arrestate dai carabinieri a Napoli con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, contraffazione di pubblici sigilli e falsità materiale ed ideologica in atti pubblici. I “falsi ciechi” per anni avrebbero percepito assegni pensione per un danno allo Stato di oltre un milione di euro. Nel 2009 sono stati spesi più di sedici miliardi di euro per dare la pensione a quasi 2 milioni e 100 mila persone, con un trend di incremento pari a 500mila nuovi pensionati all’anno e un aumento della spesa di un miliardo e mezzo. Nel 2010 la spesa prevista sarà di circa 17 miliardi, con un totale di circa 2,8 milioni di beneficiari (erano 2,2 milioni nel 2006) (Fonte: il Sole 24 ore) «Forse – ha detto Mastrapasqua – vuole dire che c’è qualcosa che non funziona a livello di sistema». Contemporaneamente alla diffusione della nuova circolare si sono moltiplicate le proteste di diverse associazioni di invalidi che hanno lamentato quelle che vengono percepite come nuove difficoltà per l’assegnazione delle indennità civili. Nei giorni scorsi è stata pubblicata nel portale dedicato alla disabilita’ “superabile.it”, una lettera inviata alla redazione di Nuova Agenzia Radicale, di una signora, Maria Carmela Gioffrè di Reggio Calabria, affetta da sclerosi multipla dal 90, che esercita la professione di insegnante di lettere in una scuola media e percepisce l’indennità di accompagnamento, ma non la pensione, perché la signora è una lavoratrice. La Gioffre’ denuncia nella sua lettera l’iter burocratico scandaloso, fatto di “richiami a visite indiscriminati fino a superare il ridicolo; lettere non firmate, convocazioni presso uffici inaccessibili, indirizzi “casualmente” sbagliati, numeri di fax che non esistono e/o che non hanno mai funzionato, come all’ufficio di Reggio Calabria” (font: Nuova Agenzia Radicale). E anche il fatto ancor piu’ scandaloso, che migliaia “di invalidi veri si sono visti sospendere la propria misera pensione di invalidità”. Tale sconcertante e vergognosa realta’ evidenzia quanto purtroppo in Italia anche le procedure istituzionali piu’ nobili, possano diventare disastrose e in eque a causa della totale superficialita’ e incompetenza degli addette ai lavori.

Anno nuovo, vita ‘più dura’ per i falsi invalidi ultima modifica: 2010-01-03T16:08:15+00:00 da Agostino del Vecchio



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Commenti


  • Maria Carmela Gioffrè

    Sono Maria Carmela Gioffrè, la persona che avete citato nell’articolo e tengo a precisare alcuni punti:
    1. La lettera in questione non è stata inviata alla redazione di Nuova Agenzia Radicale, come da voi sostenuto, bensì alla redazione di http://www.superando.it (portale della Federazione Italiana Superamento Handicap) e di http://www.superabile.it, allo scopo di RENDERE PUBBLICI E DENUNCIARE REALI ABUSI PERPETRATI NEI CONFRONTI DI INVALIDI VERI (NOSTRO MALGRADO) e comunicare con le altre persone con disabilità che stanno subendo sulla propria pelle questi abusi;
    2. “Le nuove difficoltà per l’assegnazione delle indennità civili” di cui scrivete e per cui “si sono moltiplicate le proteste di diverse associazioni di invalidi” non sono, come voi dite, “percepite”, bensì REALI E DRAMMATICHE. Come se non fosse già drammatico vivere con 250 euro mensili + 400 dell’indennità di accompagnamento se ne hai diritto. E nessuno affronta mai l’argomento dell’ammontare della pensione che non consentirebbe una vita dignitosa nemmeno a un animale, né tanto meno la questione importantissima del collocamento obbligatorio e del diritto al lavoro, che in tanti provvedimenti cosiddetti “anticrisi” è stato contrastato e svilito, consentendo alle aziende di non assumere persone con disabilità, come se fossimo solo un peso!
    Purtroppo qui si sta “rastrellando” senza nessuna regola, richiamando a visita tutti o quasi – come mi confermano anche fonti sindacali – e questa è una cosa scellerata, come se si volesse dire: «non sappiamo far rispettare le regole e allora “colpiamo nel mucchio”, senza alcuna considerazione per la gravità dei casi».
    Ripeto, è una vergogna! Dopo tutto quello che è successo in questi mesi, con lettere di richiami a visita non firmate (nessun referente e nessun responsabile), convocazioni presso uffici inaccessibili, indirizzi “casualmente” sbagliati, numeri di fax inesistenti o che non hanno mai funzionato.
    TUTTO CIO’ PERO’ NON POTETE IMPUTARLO “alla totale superficialita’ e incompetenza degli addetti ai lavori”.
    Ebbene, dopo tutto questo e tanto altro si ha pure il coraggio di venirci a parlare di rigore, di trattamento paritario, di risparmi, di giustizia, nonché di riduzione dei contenziosi, quando invece si creano proprio le condizioni di fatto per farli esplodere numericamente: siamo davvero al paradosso!

    Noi che siamo una “parte debole della società” dobbiamo passare il tempo a difenderci dall'”assedio” e dai soprusi di chi si sente più forte e vuole decidere e parlare per noi, non sapendo niente di niente delle realtà che viviamo e non avendo neanche l’umanità per ascoltarci.
    Sia ben chiaro: noi – veri invalidi, nostro malgrado – siamo ben felici se ci sono dei controlli, perché la presenza dei falsi invalidi è un danno innanzitutto per chi invalido lo è sul serio. Ma a tutto c’è un limite e ci sono cose che nulla può giustificare.
    AVETE INTENZIONE DI FARE QUALCOSA PER EVITARE ULTERIORI PROBLEMI A CHI DI PROBLEMI NE HA GIA’FIN TROPPI?
    Distinti saluti.


  • Agostino Del Vecchio

    Gentile lettrice, la ringraziamo per le precisazioni per l’articolo. Per maggiore completezza ho sentito il dovere di sottolineare il fatto che le nuove misure adottate allo scopo di smascherare i “falsi invalidi” non devono essere una giustificazione per rendere ancora più difficile la vita di tante persone oneste che contano sullo scarso aiuto concesso dallo Stato dopo mille difficoltà. Già all’inizio ho sottolineato che i falsi invalidi, oltre a truffare lo Stato, possono sottrarre anche “risorse e fondi” ai veri portatori di invalidità. Lavorando nel settore sanitario (sono un farmacista) me ne sono reso conto in diverse occasioni. Sono contento che questo spazio, sebbene piccolo, sia una occasione per denunciare questa situazione drammatica.
    Distinti saluti, A. Del Vecchio, Stato


  • sartorius

    Quindi si tratta delle solite manovre per far restare qualcuno al palo e recuperare soldi a casaccio, badando molto molto poco alle effettive necessità?
    Come funziona?


  • Agostino Del Vecchio

    In pratica bisognerà registrarsi in un enorme database al quale si potrà accedere tramite un codice come avviene per i bancomat. Molte associazioni hanno lamentato l’inefficienza di alcuni uffici pubblici dell’inps anche prima delle nuove disposizioni. A mio avviso bisognerebbe controllare meglio anche i dipendenti, come quelli del caso di Napoli, che hanno concesso per anni assegni a 56 finti ciechi tutti legati ai dipendenti stessi da rapporti di amicizia e/o parentela.

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