Macondo

Macondo – la città dei libri


Di:

“Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”. (Gabriel Garcia Marquez)

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∞ Nel regno di Sepulveda non si vola da soli… ∞
di Piero Ferrante


Un uomo – capita – può essere uno scrittore. Uno scrittore – capita – può essere un bravo scrittore. Un bravo scrittore può nella sua vita – capita – avere una buona idea. Dalla buona idea dello scrittore – capita – possono nascere bei romanzi. Quello che non capita – mai, se non all’originale – è avere due Luis Sepulveda. Perché i prestidigitatori sono tanti, altrettanti gli illusionisti e ancor più i ciarlatani. Ma ad essere maghi, veri maghi, sono solo in pochi. E Sepulveda è un Maestro di magia. Uno di quelli che utilizza la penna per bacchetta e che, con questa, tocca il tempo per trasformarlo in unicità. Che sa combinare bellezza e sostanza, delicatezza e impegno.

Una fabbrica di parole belle e di storie memorabili, Sepulveda. Una fabbrica di parole belle e vicende memorabili, “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico”, l’ultimo, attesissimo, suo libro, datato novembre 2012 ed importato in Italia, come consuetudine, da Guanda. Una favola moderna con punte da lucciconi, che racconta le vicende di Mix, un gattone nero dal petto bianco, che ha per umano Max. Max e Mix sono cresciuti insieme. Mix ha sempre seguito Max. Max ha sempre capito Mix, assecondate le sue brame feline, concessegli le libertà istintuali proprie di un gatto. Il rapporto tra due è così forte che, anche quando Max abbandona la casa genitoriale per trasferirsi a Monaco di Baviera, Mix lo segue. Certo, i sacrifici da fare sono tanti. C’è, soprattutto, da abituarsi alla solitudine dei lunghi giorni in casa, acuiti dai problemi fisici della vecchiaia felina. Poi, un giorno, un rumore improvviso nell’angolo di una libreria, regala a Mix il calore di una nuova amicizia. Al duo si aggiunge Mex, un topolino messicano un po’ logorroico, vagamente fifone e sempre affamato. Mex diventa per Mix occhi e ali; Mix per Mex, un vecchio, fedele destriero. Su entrambi, l’affetto di Max e un’amicizia che oltrepassa tutti gli steccati della diversità.

“Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico” è infatti una piccola grande metafora letteraria, un inno armonioso alla differenza. È la dolcezza che t’assale. È lieve, della stessa leggerezza volante delle nuvole. È rilassante, di quella quieta e sublime calma propria del mare nelle aurore agostane senza vento. È positivo, come un segno ‘più’ tratteggiato sull’anima. È una storia potente e sorridente, una storia emozionante, coinvolgente, commovente ma non zuccherina, non lacrimevole. Una lunga filastrocca d’amicizia e diversità. Una di quelle filastrocche ‘da 0 a 99 anni’, che i nonni possono leggere ai nipotini prima della nanna, ma che i nipotini possono ancor più facilmente raccontare ai nonni. Un libro senza tempo, come già lo era stato “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, destinato a diventare un classico.

Luis Sepulveda, “Storia del gatto e del topo che diventò suo amico”, Guanda 2012
Giudizio: 4.5 /5 – Vola solo chi osa farlo…
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∞ Cretinitudini ∞
di Roberta Paraggio


Maria si rifiuta di diventare madre dando caustiche risposte al povero Gabriele. Una donna rimasta vedova, o forse semplicemente tradita da un marito sicuramente terribile, pur di liberarsi dii lui e di tutto quello che li legava, organizza un energica eliminazione punto per punto di oggetti, indumenti, foto, fino ad arrivare alla eliminazione anche di se stessa. Un principe con tanto di panta collant si cimenta in folli amoreggiamenti con la sua frigida e forse morta Cenerentola. Un papà en travestie col rossetto sbavato invecchia in una casa di cura tra gli occhieggiamenti maliziosi e forse dolci degli altri ottuagenari. Un latin lover sogna bordelli degni dell’ultimo Kubrick, un ragazzo si affaccia alla finestra e vede Clark Kent che si cambia le mutande rosse del costume da Super Man.

Quim Monzò, scrittore amatissimo in Spagna, con “Mille cretini”, edito da Marcos y Marcos, scrive un libro di ssurdità in cui non si sa mai a chi dare ascolto. Certo nessuno è perfetto, ma i protagonisti di queste storie che hanno inceppato l’ingranaggio di ogni rotella. Diciannove racconti tenuti insieme dal filo conduttore della cretinaggine o delle assurdità, cretini incredibilmente soli, al riparo delle proprie fantasie più sbilenche sotto una enorme ombrello pieno di buchi e rattoppi, più fori a dire al vero che parti intere, fori da cui si vedono le manie, i tic, le paranoie, le meschinità, i retropensieri più assurdi, come quello dell’uomo che sposa la fidanzata di tanti anni prima solo perchè scopre che sta per morire, poi lei non muore, ed è tutta un’altra storia. Monzò non fa un elogio del cretino, ma nemmeno lo insulta, semplicemete lo mette in pagina, lo rende racconto nella più disarmante semplicità, tanto semplici che sembra di conoscerli questi strampalati oppure di incontrarli in treno quasi ogni mattina, col loro chiacchiericcio che snerva e distrae.

Peccato per l’accesso di non sense che da un generale senso di incompiutezza e lascia, alla fine della lettura con uno strano senso di non so che, forse, rincretinimento.

Quim Monzo, “Mille cretini”, Marcos y Marcos 2012
Giudizio:2.5 / 5 – un pò più cretini, grazie
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SCELTO DA MAMMEONLINE
di Donatella Caione

“Bambini con le ruote. Ovvero come sopravvivere alla separazione” (Annamaria Gozzi, Pina Tromellini, Mammeonline)
La legge sull’affido condiviso ha accolto i diritti dei padri separati.
E i bambini? Chi li ha ascoltati?
Luca ha otto anni e vive con il papà e la mamma finchè i genitori decidono di separarsi.
Già così è dura per lui, ma tutto si complica ancora di più quando i genitori scelgono l’affido condiviso. E così Luca diventa un bambino con le ruote, in continuo spostamento tra la casa delpapà e quella della mamma… e poi c’è anche quella della nonna!
Non è facile per lui, tra i genitori che continuano a litigare, la difficoltà a spiegare agli amici che lui ha due case… finchè in classe non arriva Omar, un altro bambino con le ruote, nel suo caso però è la sua casa ad avere le ruote poichè è figlio di giostrai e vive in un carrozzone.
E la storia si dipana nel raccontare l’amicizia tra i bambini che confrontano i loro mondi e lo sguardo a volte un po’ razzista dei grandi; e Luca scopre che può fare in modo che i genitori ascoltino un po’ anche lui.

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LA CLASSIFICA DEI LIBRI PIU’ VENDUTI DELLA SETTIMANA (Libreria STILELIBERO FOGGIA, pagina fb: qui)
1. Maurizio De Giovanni, “Vipera”, Einaudi 2012
2. Luca Poldemengo, “L’uomo nero”, Piemme 2012
3. Romano De Marco, “A casa del diavolo”, Pendragon 2013

LA CLASSIFICA DEI LIBRI PIU’ VENDUTI IN ITALIA (fonte: ibs.it)
1. Alicia Gimènez Bartlett, “Gli onori di casa”, Sellerio 2013
2. Clara Sanchèz, “Entra nella mia vita”, Garzanti 2013
3.Wilbur Smith,“Vendetta di sangue”, Longanesi 2013
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BUON COMPLEANNO Mr. JOYCE

Un’ondata di gioia ancora più tenera gli sfuggì dal cuore e gli scorse come un caldo flusso nelle arterie. Come il tenero fuoco di stelle, attimi della loro vita insieme, di cui nessuno sapeva o avrebbe mai saputo, si scagliarono nella sua memoria illuminandola. Desiderava rammentarle quegli attimi, farle dimenticare gli anni della noiosa vita in comune e ricordarle soltanto gli attimi di estasi. Perché gli anni, sentiva, non avevano spento la sua anima o quella di lei. I bambini, lo scrivere, le cure della famiglia non avevano spento del tutto il tenero fuoco delle loro anime. In una lettera che le aveva scritto allora aveva detto: “Come mai parole come queste mi sembrano tanto fiacche e fredde? Forse perché non esiste per il tuo nome parola abbastanza tenera? Le parole scritte anni prima gli giunsero dal passato come una musica lontana. Moriva dal desiderio di rimanere solo con lei. Quando, andati via gli altri, lui e lei sarebbero stati nella loro camera in albergo, allora sarebbero stati soli, e insieme. (da: I morti, in Gente di Dublino, 1914)

Per consigli, precisazioni, indicazioni, suggerimenti, domande, curiosità, collaborazioni, dubbi, potete scrivere a macondolibri2010@gmail.com

Macondo – la città dei libri ultima modifica: 2013-02-03T19:26:16+00:00 da Redazione



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