Inchiesta

Tributi, tesoretti e comuni, recuperati 850mila euro della Giunta di Foggia


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Gdf large (blog.panorama.it)

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Foggia – Tax Collector: questo il nome di una recente operazione dei militari della Guardia di Finanza del comando provinciale di Foggia, che ha portato al sequestro preventivo , stamane, di numerosi conti correnti e danaro per 850mila euro ai danni della Tributi Italia del capoluogo foggiano (che subentrò alla Gestor Foggia, mancati versamenti Tributi Italia , una società che operava a Foggia, per la riscossione della entrate tributarie e patrimoniali dell’Ente Pubblico, per affissioni e occupazione spazi pubblici), con gli ultimi 4 responsabili legali pro tempore della società denunciati all’autorità giudiziaria competnte. L’inchiesta è stata svolta all’esito di articolate e specifiche indagini di polizia giudiziaria delegate dalla Procura della Reubblica di Foggia, con il sequestro preventivo come detto di numerosi conti correnti e danaro per 850mila euro e denuncia all’autorità competente dei 4 responsabili legali pro-tempore della società Tributi Italia, accusati di peculato (nel diritto penale italiano, reato previsto dall’art. 314 del codice penale, in virtù del quale il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria; detto reato è punito con la reclusione da tre a dieci anni. La disciplina del peculato è stata modificata con la Legge 86/1990, recante Modifiche in tema di delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione).

L’INDAGINE – In particolare, i militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Foggia hanno accertato che la società in questione, per alcuni anni, ha incamerato le somme versate dai cittadini per tributi locali vari, ritardando di molto – fino ad omettere del tutto – il riversamento del denaro nelle casse dell’ente pubblico (il Comune di Foggia) con la quale era convenzionata, provocando un danno complessivo di oltre 2,5 milioni di euro. Il decreto di sequestro preventivo, su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia, è stato emesso dall’ufficio Gip del tribunale di Foggia.

LE INDAGINI DELLA FINANZA DI FOGGIA: Il sindaco foggiano, Gianni Mongelli, presentò nello scorso dicembre un esposto in Procura della Repubblica di Foggia Richieste dei sindacati caso Tributi a fronte di un’esposizione di due milioni e mezzo di euro di presunti debiti della Tributi nei confronti dell’amministrazione foggiana. Il procuratore affidò l’incarico ad un Pm per approfondire la situazione, e questi affidò a sua volta estese l’indagine al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza per effettuare degli ulteriori accertamenti, fino all’esito odierno del nucleo di polizia tributaria di Foggia. In seguito il Comune predispose la gara fra i 14 concessionari in lizza, con l’assegnazione del servizio all’Aipa di Milano, temporanea fino a dicembre del 2010, (ma nella quale si è sospettata la presenza di esponenti locali provenienti da vecchi organigrammi di Tributi Italia). Dal Comune oggi fanno sapere che “preferiscono non rilasciare commenti in merito, confermando quanto espresso in occasione della denuncia che il Comune fece contro Tributi Italia da cui partì l’indagine”.

LA DECISIONE DEL COMUNE DI FOGGIA – Come deciso a fine gennaio 2010, è l’Agenzia Italiana per le Pubbliche Amministrazioni S.p.A (in sigla Aipa Spa) Foggia, riscossione tributi: inaugurata la gestione Aipa e Foggia, caso tributi Italia società aggiudicataria della gara per l’assegnazione dei servizi di gestione del canone di occupazione del suolo pubblico e delle affissioni pubbliche (Cosap), le cui procedure concorsuali si sono svolte nella mattinata di oggi. La decisione fu presa dalla Giunta Mongelli, con una gara alla quale furono invitate 17 imprese; con 4 che risposero attestando il possesso dei requisiti richiesti (iscrizione all’Albo dei Concessionari; gestione di servizi di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate comunali per almeno 3 anni consecutivi negli ultimi 5, con puntualità dei pagamenti e senza contestazioni per gravi inadempienze, in un Comune di classe pari o superiore a quella del Comune di Foggia;realizzazione di un fatturato minimo di 6 milioni nell’ultimo triennio per servizi di accertamento, liquidazione e riscossione; accettazione dei contratti risolti con Tributi Italia; versamento del minimo garantito di 1.727.976,72 euro per l’anno 2010; sottoscrizione di un’idonea fideiussione bancaria o assicurativa). A determinare l’esito della gara fu l’offerta migliorativa dell’aggio versato dal Comune alla società di riscossione: l’A.I.P.A. tratterrà per i propri servizi il 9,35% degli introiti, a fronte del 21% per la Cosap e del 23,74% riscossi da Tributi Italia. In termini finanziari, si determina un maggiore introito a vantaggio dell’Amministrazione comunale quantificabile in circa 200.000 euro. Come previsto dal bando, l’A.I.P.A. gestirà entrambi i servizi fino al 31 dicembre 2010 avvalendosi del personale prima dipendente di Tributi Italia. In assenza di eccezioni formali o sostanziali, l’aggiudicazione del servizio doveva partire dal 1° febbraio. Fino ad allora, peraltro, si ribadì che i canoni dovuti per usufruire dei servizi di occupazione del suolo pubblico e affissioni pubbliche dovevano essere versati sul conto corrente del Comune di Foggia.

LA AIPA – La Aipa è l’ente riscossione dei tributi (dopo l’interruzione avvenuta nel 2007 con la cancellata Tributi Italia Spa) anche del Comune di Manfredonia. L’Aipa sarebbe stata scelta “quale società minoritaria (40%) nel gruppo misto creato a Manfredonia (Manfredonia Tributi – recente la nomina del nuovo presidente)”. In questa società partecipata, la Manfredonia Tributi avrebbe trascinato, cedendo una quota del 2%, anche il Comune di Monte Sant’Angelo che, quindi, avrebbe affidato la riscossione dei propri tributi alla società mista in Housing (senza l’indizione di una gara d’appalto). Con la Aipa, la Manfredonia Tributi cercherebbe di ampliare il proprio campo d’azione anche alle altre amministrazioni che hanno interretto la ‘collaborazione’ con la cancellata Tributi Italia (come San Giovanni Rotondo e Mattinata). In ogni modo, gli stessi comuni garganici non sembrerebbero essere orientati per l’adesione alla società mista, preferendo al contrario l’indizione di una gara d’appalto per l’affidamento di servizi a privati (o con gestione comunale). Diverse le contestazioni per la “facilità con la quale l’Aipa” sarebbe riuscita ad aggiudicarsi l’assegnazione delle gare, grazie, secondo fonti attendibili, “ad aggi minoritari”.

I DEBITI: DEBITI DI TRIBUTI ITALIA VERSO LE AMMINISTRAZIONI – E’ stato quantificato in 89,1 milioni di euro circa il debito complessivo di Tributi Italia nei confronti di 135 amministrazioni comunali ipotesi cancellazione Tributi: i debiti in Puglia dei comuni . Per i Comuni non restò “che agire in economia – riscossione autonoma- o bandire una nuova gara (come molte amministrazioni hanno già fatto, così confermando la tendenza ad esternalizzare il servizio di riscossione delle entrate patrimoniali)”. Per i comuni (va precisato che in Capitanata solo la giunta foggiana ha presentato un esposto in Procura, a differenza delle altre amministrazioni del territorio): “l”interruzione del servizio pubblico” rappresenta una delle prime conseguenze, anche se “l’attivazione della procedura del cash pooling” assicurebbe il versamento del 100% delle entrate (in un conto relativo) delle singole amministrazioni (cash pooling: “tutte le entrate percepite in futuro dalla società verrano girate interamente alla stessa amministrazione, che a sua volta si impegnerà nel trattenere sia la parte di propria competenza che quella spettante allo stesso ente dedito alla riscossione dei tributi”). Prevista l’indizione di nuove gare relative al servizio di riscossione, nonostante non sia da escludere una “gestione in proprio” delle singole amministrazioni. Complessivamente, per il Comuni è prevista una perdita di almeno 14,8 milioni di euro (4,6 tra Ici e Tarsu, 6,9 per tributi minori e 3,3 per canoni idrici e concessioni). Questo per la palese ‘impossibilità’, per la gestione del caso, di inviare, entro fine 2009, gli atti di riscossione di tributi evasi o elusi. Anche gli eventuali danni da contenziosi tributari tra Comune e cittadini andranno ad aggiungersi alle somme destinate al “congelamento”. Le denunce dell’ente radiato: in una nota, la Tributi Italia spa ha inviato una lettera al ministero dell’Economia e della Finanzia italiana (dopo il provvedimento) Tributi radiata, i debiti dei comuni, le accuse di Saggese per “riservarsi la facoltà di chiamare in causa il ministero stesso per i danni arrecati, dall’ente, in modo illecito” (fonte: Sole24ore). La presidente, e ad, della società, Patrizia Saggese, aveva comunicato infatti che, lo scorso 20 ottobre del 2009, il Tribunale di Roma aveva fissato al 26 gennaio del 2010 la data di presentazione “di ristrutturazione del debito”, a cui seguì il nuovo assetto azionario dell’ente, di recente stabilito. Contro la radiazione dall’Albo dei riscossori, Tributi Italia obietta al ministero il caso della Aip, la società di Milano che deteneva il 49% delle quote della Elpis, società mista incaricata a riscuotere i canoni della pubblicità per il Comune di Napoli. Una Aip “fallita”; secondo Tributi Italia, ma ancora presente nell’albo dei riscossori italiani per “riscuotere, accertare, liquidare” i relativi tributi. Nello specifico, per i debiti dei comuni della Capitanata e della Puglia: Bari (2,226,681,82), Sannicandro Garganico (1.200.000), Bitritto (750mila euro), Manduria (664.312,20), Gallipoli (237.066), Torremaggiore (231,391,99), Manfredonia (105.133,20 – oltre ad un ricorso per decreto ingiuntivo, fatto dallo stesso Comune, nei confornti di Tributi Italia spa, per mancato riversamento delle somme riscosse per conto del comune, a titolo di imposta di pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni” – Vertenza Tributi, impegni di 35 comuni ma a Bari c’è solo Zapponeta e Tributi cancellata tra Ghedini, Saggese e debiti verso i comuniinteressata sarebbe una assicurazione, ma l’importo non dovrebbe superare i 40mila euro ndR), Apricena (86203.47), Cagnano Varano (44.153,69), Monte Sant’Angelo (11.100 mila euro). Non pervenuti i dati di Canosa di Puglia, Giovinazzo, Locorotondo, San Giovanni Rotondo, Mottola, Monte San Vito, Tricase, Vico del Gargano.

Tributi, tesoretti e comuni, recuperati 850mila euro della Giunta di Foggia ultima modifica: 2010-05-03T12:47:48+00:00 da Giuseppe de Filippo



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