ManfredoniaRicordi di storia

Primo Maggio a Manfredonia (un tempo grande festa dei lavoratori)


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Manfredonia, Piazza Duomo, anni ’50, manifestazione Primo Maggio (Ph: Gino Losciale)

Manfredonia – DAGLI inizi del ‘900 e fino al 1921, prima dell’avvento del fascismo, nella nostra Città le lotte sindacali in favore delle classi operaie per rivendicare la contrattazione collettiva, salari più alti e la riduzione dell’orario di lavoro, sono state organizzate dai sindacati delle Leghe dei contadini, dei cavamonti e dei muratori.

A Manfredonia la celebrazione della 1° Maggio – Festa del Lavoro nel 1904 venne organizzata dalla lega dei contadini e da quella dei cavamonti, ed ebbe luogo in un sito in aperta campagna, poco fuori dalla Città. Il sindaco Capparelli per paura di incidenti chiese al prefetto la presenza a Manfredonia di più agenti di polizia, ma nel corso della manifestazione non si verificò nessuna intemperanza.

Alla Festa del Lavoro del primo maggio del 1906 festeggiarono insieme i lavoratori di Manfredonia e quelli di Monte S.Angelo, che si riunirono a Macchia per celebrare la ricorrenza. Fu una giornata storica, viste le diatribe che si verificheranno negli anni successivi tra le classi operaie delle due Città. Al tramonto, i manfredoniani, in corteo, fecero ritorno in Città e si riunirono nei pressi del Castello, dove un sindacalista di Foggia, che lavorava nelle ferrovie, tenne un comizio a conclusione della Festa.

Il 1° Maggio 1907, sempre nella ricorrenza della Festa del Lavoro, circa 300 lavoratori sipontini si portarono in corteo per “una scampagnata” fuori Città. Rientrarono in corteo in Città a tarda sera con una fiaccolata e si recarono alla sede della lega dei contadini, dove un sindacalista di Foggia, pronunciò il discorso celebrativo. La Festa del Lavoro, si tenne in loco anche negli anni successivi, insieme alle lotte e agitazioni popolari, che cessarono con l’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale.

Dopo la prima guerra mondiale, ripresero a Manfredonia gli scioperi dei braccianti agricoli, per la rivendicazione dell’estensione del patto salariale, e dei i pescatori che rivendicavano l’abolizione del calmiere del pesce e la diminuzione del dazio di consumo. Seguirono nel 1919 e 1920 agitazioni e scioperi al molino pastificio “D’Onofrio & Longo” e al cementificio “La Sipontina” per l’aumento dei salari e la riduzione dell’orario del lavoro.

La Festa del Lavoro messa al bando nel 1922 dal sistema dittatoriale, fu ripristinata dopo la caduta del fascismo. Dal dopo guerra (’45), la ricorrenza del 1° Maggio-Festa del Lavoro è stata organizzata sempre dalla Locale Camera dei Lavoratori “a Camere u Lavore”, in seguito sotto la sigla sindacale di C.G.I.L.

La sede del sindacato e dei braccianti sita fino al 1956 presso l’Eden Teatro, fu poi trasferita in alcuni locali di Via Tribuna. L’organizzazione sindacale per la tutela dei Lavoratori sotto la sigla C.I.G.L. traslocherà in seguito in altre sedi della Città, e sarà guidata per alcuni anni dal bravo e compianto sindacalista Biagio Azzarone. A Manfredonia, il 1° Maggio-Festa dei Lavoratori, in particolare negli anni ’50, al tempo di Michele Rinaldi detto “Fraddiavele” e di Michele Magno, era molto sentita.

Alla manifestazione nutrita e rumorosa, partecipavano braccianti, cavamonti, operai, facchini, muratori, carpentieri. Dalle prime ore dell’alba i lavoratori “i cumeniste, c’avevene fè a spacchete pa chiazze”, si riunivano in Lungomare N.Sauro o in Piazza Duomo, dove preparavano striscioni, bandiere rosse, indossavano magliette con la scritta “Viva il 1° Maggio”, e anche qualche grande striscione inneggiante il grande sindacalista di Cerignola Giuseppe Di Vittorio.

Dalle campagne dell’agro sipontino “dalla Pogghje” arrivavano quel giorno numerosi braccianti in biciclette, con bandierine rosse e fiocchi rossi attaccati sul manubrio. Venivano a Manfredonia, con bandiere rosse anche operai e braccianti di Zapponeta, paese che in quegli anni era ancora sotto la giurisdizione di Manfredonia. Nel dopo guerra, oltre al sindacalista Michele Rinaldi, e al giovane Michele Magno, leader indiscusso del partito Comunista a Manfredonia, c’erano agguerriti sindacalisti che operavano nella locale Camera del Lavoro, quali: Michele Paglione, Paolo Pellegrino, Guido Robustella ed altri componenti in rappresentanza di varie categorie di lavoratori.

Al corteo del 1° Maggio, in prima fila, c’erano anche rappresentanti femminili, delle quali mi piace ricordare la signora Maria Guerra, accesa comunista, che si vestiva per l’occasione tutta di rosso, e la signora Maria Rignanese detta “Marje Sett’ànne”.

I partecipanti alla sfilata partivano da Piazza Duomo, e lungo il percorso per le vie cittadine facevano un chiasso indescrivibile con i loro fischietti assordanti. Sempre durante la manifestazione gridavano a più non posso alcuni slogan, inneggianti la celebrazione del 1° Maggio, quali: “Viva il primo Maggio…Viva la Festa dei Lavoratori…Viva i Lavoratori di Manfredonia”, a cui seguivano scroscianti applausi. Il corteo, quando partiva da Piazza Duomo, si muoveva prima verso Piazza Marconi, poi saliva per via Palatella, proseguiva per via Principe Umberto e si portava fino a Monticchio alla popolare “Piazza Rossa” in zona Via Fraccacreta. Il ritorno del corteo avveniva per Corso Manfredi fino a Piazza del Popolo o Piazza Duomo, dove si teneva il comizio finale dei rappresentanti sindacali, con intervento anche del leader del Partito Comunista locale Michele Magno. Tutti gli oratori venivano omaggiati a conclusione del proprio intervento, con lanci di confetti sul palco da parte dei lavoratori.

Durante la sfilata, due attivisti del Partito Comunista, Leonardo Ortuso e Francesco Magno, erano addetti in quel giorno alla diffusione del giornale de “L’Unità”. Quando il corteo arrivava alla denominata “Piazza Rossa” a Monticchio, così chiamata, perché la maggior parte dei residenti erano accesi comunisti, il corteo veniva accolto con lancio di confetti e fiori. Alla manifestazione partecipavano anche dirigenti locali dei partiti di sinistra: Comunista, Socialista, Socialdemocratico e Repubblicano. La maggior parte dei lavoratori partecipanti alla sfilata, quel giorno indossavano la giacca, e nel taschino a sinistra sul petto, mettevano in bella mostra il fazzoletto rosso, con una penna, per dimostrare che sapevano leggere e scrivere.

La Festa continuava nelle ore serali, con uno spettacolo musicale, che si teneva ogni anno in un quartiere, con l’esibizione di orchestrine e cantanti di Manfredonia, dei quali voglio ricordare: Peppino Albrizio, Salvatore Manzella e Giovanna D’Angelo. Sempre il 1° Maggio, nelle ore pomeridiane, avevano luogo “abbascie u Pertuse u Mòneche” (in Piazzale Diomede) o “alla terra gialle” (ora Piazzale Silvio Ferri) alcuni giochi quali: “u pele da cuccagne” (l’albero della cuccagna), a cui partecipavano ogni anno Matteo Guerra detto “u scarparille”, Pasquale Guerra detto “u scarparille”, Felice Pergolesi detto “marasckille”, Vincenzo Capparelli, Matteo D’Ambrosio detto “coppela rosse”. Questi riuscivano dopo vari tentativi ad arrampicarsi sul palo impregnato di grasso e arrivare fino alla cima e recuperare tutti i premi appesi, che venivano poi consumati la sera insieme ad altri collaboratori e compagni “da Giuanne a Candine”; altra gara tra i lavoratori era la corsa nei sacchi; ed infine aveva luogo la sfida “du sburdacchiaminde” o “a chi tenore u stomeche de mangè chiu cose fetinde” (a chi riusciva a mangiare pietanze varie mescolate in grossi tegami). Il vincitore era quasi sempre un certo Matteo D’Ambrosio detto “coppela rosse”, che si diceva “ca tenove u stomeche de firre”, perché capace di mangiare di tutto.

Dagli anni ’60 la manifestazione viene organizzata congiuntamente dalle tre grandi organizzazioni sindacali C.G.I.L.-C.I.S.L.-U.I.L. Dal dopo guerra e fino al 1988 la banda cittadina diretta dal M° Lorenzo Leporace, spesso ha eseguito il servizio musicale precedendo il corteo dei lavoratori durante la festa del 1° Maggio.

Da alcuni anni, la celebrazione con il corteo non ha più luogo, come un tempo, vuoi per la situazione contingente, e poi, sinceramente, che senso ha, festeggiare questo giorno, in un momento in cui la crisi del lavoro ha raggiunto cifre stratosferiche. Attualmente, la Festa del 1° Maggio in loco, si celebra in Piazza del Popolo, con un sitting tenuto con allestimento di bandiere delle tre confederazioni dei sindacati nazionali C.G.I.L.- C.I.S.L. e U.I.L., che nonostante la grave crisi di lavoro, evidenziano il significato di questa Festa celebrativa del 1° Maggio, con video clip, manifesti, materiale fotografico che attesta nel tempo le grandi lotte, anche con tributo di sangue, tenute dai sindacati a tutela dei diritti dei lavoratori.

Tra gli esponenti più importanti della Camera del Lavoro di Manfredonia, del ‘900, va certamente annoverato Michele Rinaldi detto ”Fraddiavele”, esponente sindacale poi di primo piano nazionale a Roma (fu segretario nazionale del settore facchini e trasporti), e Michele Magno, suo allievo, entrambi grandi amici del sindacalista di fama mondiale Giuseppe Di Vittorio.

Colamaria Del Vecchio (dirigente Lega dei Contadini); Francesco Paolo Lauriola (responsabile Movimento proletario locale)

Per la storia, meritano di essere ricordati, alcuni sindacalisti sipontini, rappresentanti delle Leghe, che dal primo Novecento fino a prima dell’avvento del fascismo hanno lottato per i diritti a favore della classe operaia: Francesco Paolo Lauriola, Colamaria Del Vecchio, Matteo Spagnuolo, Giovanni Spagnuolo, Matteo Racioppa, Giuseppe Di Candia, Antonio Bissanti, Raffaele Ciuffreda, Giuseppe Vitariello, Carlo Zerulo, Giosafatte Bissanti, Matteo Rizzi, Filippo Longo.

** Persone intervistate, per alcune notizie sulla Festa del 1° Maggio negli anni ‘50: Riccardo Sciannandrone, Domenico (Mimì) Gatta, Girolamo Ognissanti, Donato Scistri.

(Testo e foto a cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia)

FOTOGALLERY COPYRIGHT FRANCO RINALDI

 

Primo Maggio a Manfredonia (un tempo grande festa dei lavoratori) ultima modifica: 2014-05-03T19:00:04+00:00 da Franco Rinaldi



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Commenti


  • Dino

    E’ triste vedere queste foto che ci ricordano un passato così glorioso ,propio ora che ce ne sarebbe bisogno,visto che i lavoratori sono ritornati ad essere solo merci tra le merci,senza che nessuno si degni di riportare la questione operaia al centro della POLITICA.Viva il 1° maggio

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