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Esponente dell’omonimo clan

Omicidio Diomede, la condanna

Le indagini che hanno consentito di individuare il killer di Cesare Diomede sono state coordinate dai Pubblici Ministeri Giuseppe Gatti e Roberto Rossi


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Nei giorni scorsi, il GUP del Tribunale di Bari, Francesco Pellecchia – nell’ambito del processo svoltosi con il rito abbreviato presso la sede distaccata del Tribunale in Bitonto – ha condannato alla pena di 20 anni di reclusione Antonio Moretti 37enne, pluripregiudicato, detenuto anche perché già condannato a 30 anni di reclusione per il triplice omicidio avvenuto al quartiere San Paolo nel 2013 – ritenuto responsabile dell’omicidio – con l’aggravante del c.d. metodo mafioso – di Cesare Diomede, avvenuto la sera del 28 agosto 2011 quando due gruppi armati a bordo di grosse motociclette si affrontarono a colpi di armi da fuoco nelle vie del quartiere Carrassi di Bari.

Al temine del conflitto a fuoco, rimase ucciso Cesare Diomede, esponente dell’omonimo clan, che in quel periodo tentava di estendere la propria supremazia anche al quartiere San Pasquale ove operava il clan Fiore che vedeva proprio Antonio Moretti ai suoi vertici.

Le indagini che hanno consentito di individuare il killer di Cesare Diomede sono state coordinate dai Pubblici Ministeri Giuseppe Gatti e Roberto Rossi, della locale Direzione Distrettuale Antimafia e sono state condotte da militari del Comando Provinciale Carabinieri di Bari.

Omicidio Diomede, la condanna ultima modifica: 2019-05-03T09:06:42+00:00 da Redazione



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