Cronaca

Ilva, Ispra: ecco le criticità


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Il 28, 29 e 30 maggio l’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) e l’Arpa Puglia hanno condotto nello stabilimento Ilva di Taranto una nuova indagine conoscitiva per verificare lo stato di attuazione degli interventi strutturali e gestionali previsti nell’ottobre scorso dal decreto di riesame dell’Aia.

Ministro ambiente Andrea Orlando

Durante le ispezioni è stato tenuto conto anche di ciò che era stato descritto nella seconda relazione trimestrale inoltrata da Ilva sull’aggiornamento dello stato di attuazione degli interventi.

Queste le criticità che gli enti di controllo hanno verificato in questi giorni nello stabilimento:

1) Ai moli “sporgenti” 2 e 4 dello scalo marittimo, i sistemi per la movimentazione dei materiali trasportati via nave non corrispondono alla regola europea Bat 11. Ciò è stato accertato di recente anche dalla commissione istruttoria Ippc-Aia.

2) I tempi previsti per rispettare la prescrizione per la copertura completa dei nastri trasportatori restano significativamente superiori ai vincoli inizialmente imposti dall’Aia. Gli enti di controllo hanno verificato che l’avanzamento dei lavori è oggi stimato solo a circa il 20% previsto.

3) I tempi previsti per rispettare le prescrizioni sulla chiusura completa degli impianti aperti, in aree di gestione dei materiali che sviluppano polveri, restano superiori ai tempi inizialmente imposti dall’ Aia, per di più in carenza di espressione di parere in merito alla modifica dei tempi di attuazione richiesta dal gestore.

4) Continuano superamenti del limite di emissione consentita per le quantità di polvere nel flusso di vapore acqueo in uscita dalle torri di spegnimento.

5) Non è del tutto soddisfatta la prescrizione che impone l’eliminazione del fenomeno di slopping (cioè l’espulsione di gas e nubi rossastre dai camini del siderurgico) facendo ricorso una diversa gestione del processo produttivo. L’azienda ha rafforzato in modo significativo gli impianti e ha acquistato un nuovo sistema software, che ora è in sperimentazione sul convertitore 3 dell’acciaieria 2, proprio l’impianto dal quale si è sviluppato l’ultimo episodio di slopping il 27 maggio.

Secondo la normale procedura, a queste considerazioni preliminari seguirà una comunicazione degli esiti del controllo dell’Ispra alle autorità competenti, corredata dalle eventuali proposte delle misure da adottare.

Ilva, Ispra: ecco le criticità ultima modifica: 2013-06-03T19:03:03+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Redazione

    Altro che commissariamento proposta da Vendola, l’ilva va nazionalizzata e gestita da un Comitato di lavoratori.

    La proposta del Presidente Vendola di nominare un Comissario per l’Ilva nno ci convince, anzi ci porta a ritenere che il Governatore voglia salvare nuovamente la famiglia Riva, benchè parli di sua estromissione dalla proprietà.
    Sono mesi che Alternativa comunista continua a ripetere (con altre rare eccezioni) che Riva andasse escluso dalla proprietà dell’Ilva, sia per i disastri ambientali causati che per lo sfruttamento operaio e la probabile truffa di cui viene anche imputato. Anche quando Vendola e la sua maggioranza d’accordo con il centrodestra e tutte le forze politiche che appoggiavano il Governo Monti ostenevano lo scandaloso decreto Salva Ilva che non era altro che un decreto Salva Riva.

    La nostra opposizione esterna ad un Consiglio regionale tutto schierato, ha avuto ragione nella sostanza. Per questo riteniamo che l’unica soluzione che possa realmente fare gli interessi di lavoratori ed ambiente sia quella della nazionalizzazione dell’Ilva senza indennizzo, della sua gestione ad opera di un Comitato rappresentativo di lavoratori e dell’esproprio di tutti i beni dei Riva per rilanciare un grande Piano di bonifica dell’ambiente circostante. Tutto il resto serve a mantenere lo status quo e null’altro.

    Michele Rizzi – Coordinatore regionale di Alternativa comunista

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