Manfredonia

La settimana Economica: dal Sacro al profano, imparare ad Imparare


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Sacro e profano (statoquotidiano)

Manfredonia – IN questo articolo affronteremo uno dei dubbi che affligge – o almeno dovrebbe affliggere – maggiormente risparmiatori ed investitori negli ultimi tempi: “Rischio o Rendimento, come dovrei comportarmi?“.

Per fornire una risposta a questo interrogativo ci avvicineremo, con molta attenzione ed essendo ben coscienti di quanto sia delicato accostare il Sacro al profano, alla storia di una delle Sante più amate e venerate dai cattolici di tutto il mondo, Santa Rita da Cascia (la cui ricorrenza è caduta il 22 Maggio scorso).

Ragazza mite, umile, ubbidiente e ben educata, Rita fin da giovanissima si appassionò alla famiglia Agostiniana, San Giovanni, Sant’Agostino e San Nicola da Tolentino, tanto da voler prendere i voti e da voler frequentare assiduamente il monastero di Santa Maria Maddalena e la chiesa di San Giovanni Battista. I suoi genitori, come usanza dell’epoca, a tredici anni la promisero sposa a Paolo di Ferdinando Mancini, uomo violento, e dopo tre anni convolò a nozze. Dal matrimonio nacquero due bambini, forse gemelli: Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Rita si dedicò instancabilmente alla sua famiglia creando le premesse per la successiva conversione di suo marito. Proprio quando l’unione matrimoniale, che durò circa diciotto anni, sembrava andare bene, il marito fu ucciso, probabilmente dai suoi ex-compagni per rancori passati, in piena notte mentre rincasava. Rita, credente fino in fondo, perdonò gli assassini di suo marito, ma si angosciò profondamente quando capì che i suoi figli volevano prendere la strada della vendetta. Si affidò allora alla preghiera, auspicando addirittura la loro morte fisica piuttosto che vederli responsabili di atti di violenza e quindi con il rischio della morte della loro anima. Poco tempo dopo i due ragazzi si ammalarono contemporaneamente e morirono.

Ormai rimasta sola, Rita volle esaudire quel desiderio che era in lei già dalla giovinezza; il desiderio di prendere i voti e dedicarsi completamente a Dio e a quel carisma Agostiniano che a Cascia era fortemente presente nel monastero di Santa Maria Maddalena. Per tre volte chiese inutilmente di entrare presso il monastero. Il suo stato vedovile e forse anche le implicazioni dell’omicidio del marito potrebbero averle ostacolato l’ingresso in monastero. Ciò nonostante Rita trovò la terza via. Era tradizione medioevale che quando si offendeva con un omicidio, la parte offesa, per vendicare il defunto, doveva incaricare un membro familiare di uccidere i suoi uccisori. Rita impedì di far spargere altro sangue e dimostrò la forza della Fede e il vero perdono che non chiede nulla in cambio: morti i due figli, dopo aver pacificato gli animi e riconciliato la famiglia di suo marito e quella dell’assassino, Rita entrò in monastero con la benedizione dei familiari rimasti del marito. Secondo la tradizione Rita, in piena notte, fu portata in volo fin dentro le mura del monastero dai suoi tre Santi protettori (Agostino d’Ippona, Giovanni Battista e Nicola da Tolentino) dallo scoglio di Roccaporena (luogo dove andava spesso a pregare). Così la badessa, compresa la vera fede di Rita, la accolse in monastero, dove visse fino alla morte, dedicandosi alla preghiera.

Questo breve sunto della vita di Santa Rita da Cascia, indipendentemente dal fatto di essere credenti o meno, dovrebbe esserci d’insegnamento e di guida nelle nostre scelte di vita.

Oggigiorno, possiamo assistere sui mercati ad una situazione che ha del paradossale: banche centrali che inondano il mercato di liquidità (debito), al fine di rimettere in moto la “macchina” dell’economia entrata in crisi – ci riferiamo all’ultima fase – a causa di un eccessivo indebitamento degli Stati sovrani. I mercati azionari più forti (USA, Germania e alcuni paesi emergenti) ringraziano e ritoccano i massimi di tutti i tempi. I mercati obbligazionari sono in fase di overdose, basti dare un’occhiata ai tassi d’interesse che pagano Stati Uniti, Germania e Singapore (giusto per citarne alcuni) sui propri titoli di stato a 10 anni. Le premesse per l’Armageddon ci sono tutte, ma ciò che è più grave e che esse sono in fase di negazione!

Quanti stanno traendo vantaggio dagli investimenti detenuti attualmente, non ammettono la possibilità di vedere ridurre i rendimenti conseguiti fino ad ora. Quanti non hanno approfittato – per non conoscenza o per diffidenza nei confronti degli esperti del settore (non facciamo riferimento alle banche…) – del buon andamento dei mercati, vogliono “ora” saltare sul treno per l’alto rendimento.

Pur rischiando di sembrare monotono ripeto: le premesse per l’Armageddon ci sono tutte!

L’essere umano è, per sua natura, spinto a dimenticare i brutti momenti passati e ad affidarsi al classico motto “Domani è un altro giorno e si vedrà…”. Ebbene, affinché il domani sia davvero un positivo altro giorno, dovremmo imparare a fare oggi le scelte che razionalmente paiono più giuste.

BoT con rendimento inferiore all’1%, BTP a tre anni sotto al 2% – da una parte – caccia al rendimento sui mercati azionari (ma anche su titoli pubblici di paesi con fondamentali economici discutibili, ma che pagano cedole elevate, do you remember Argentina, Grecia?) – dall’altra parte – completano il quadro di un contesto nel quale, ancora una volta, mercati, governi e investitori danno dimostrazione di non essere ancora in grado di Imparare dagli errori del passato.

La Santità è cosa per pochi – Santa Rita ne è l’emblema –, mentre l’umiltà e l’intelligenza del non commettere i medesimi errori del passato dovrebbe essere caratteristica di molti.

“ Errare humanum est, perseverare autem diabolicum ”
Sant’Agostino

(A cura del Dott. Leonardo Taronna
Analista Economico e Finanziario
leonardotaronna@hotmail.com)

La settimana Economica: dal Sacro al profano, imparare ad Imparare ultima modifica: 2013-06-03T19:25:13+00:00 da Redazione



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