Manfredonia

Mercato settimanale, Consiglio Stato boccia ambulanti: PA ineccepibile


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Una passata assemblea di commercianti ambulanti della BAT (ST - archivio, immagine non riferita al testo)

Roma/Bari/Manfredonia “(…) Per completezza si deve anche rilevare, come già affermato dal giudice di primo grado, che la P.A. ha correttamente acquisito il parere delle associazioni di rappresentanza delle imprese commerciali ai sensi dell’art. 12 della legge reg. 18/2001 dunque, in conclusione, nessun rilievo può essere mosso al comportamento del Comune”. Mercato settimanale di Manfredonia (zona Scaloria): la V Sezione del Consiglio di Stato di Roma ha respinto il ricorso della Fiva Federazione Italiana Venditori Ambulanti Confcommercio Provincia di Bari+Altri contro il Comune di Manfredonia, rappresentato e difeso dall’avv. Antonia Molfetta, per la riforma della sentenza breve del T.A.R. PUGLIA, BARI, Sez. II n. 00727/2012, resa tra le parti, concernente assegnazione posteggio presso la nuova sede mercatale.

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 12 febbraio 2013 il Cons. Raffaele Prosperi (Pier Giorgio Trovato, Presidente Vito Poli, Consigliere Francesco Caringella, Consigliere Doris Durante, Consigliere, Estensore) e uditi per le parti gli avvocati Sabino Persichella e Antonia Molfetta.

LA VICENDA. Come risaputo, i ricorrenti sono sia titolari di autorizzazione di tipo A su posteggio in area pubblica presso il mercato settimanale di Manfredonia, sia ramificazioni provinciali di associazioni di rappresentanza, ed in quanto tali hanno impugnato di fronte al TAR della Puglia, sede di Bari, i provvedimenti con i quali il Comune di Manfredonia aveva spostato il giorno del mercato settimanale dal mercoledì al martedì, mercato settimanale già interessato in precedenza da un trasferimento di sede, dalla tradizionale ubicazione di via dei Veneziani-Rione Monticchio alla più periferica nuova sede di via Scaloria, insistendo anche per la richiesta di condanna della P.A. al risarcimento dei danni.


LE CENSURE EVIDENZIATE DAI RICORRENTI.
Tra l’altro contestata dai ricorrenti la violazione della L.R. Puglia 18/2001 (artt. 10,13 e 22) e la stessa delibera C.C. di Manfredonia 15/2009, il principio di tutela dell’affidamento ed infine la violazione del D.Lgs. 59/2010, attuativo della direttiva 206/123/CE (cd. direttiva Bolkestein).

Il Comune di Manfredonia si era costituito in giudizio, contestando le avverse deduzioni e chiedendo la reiezione del ricorso.

Con la sentenza n. 272 del 13 aprile 2012, il TAR di Bari, prescindendo da una serie di profili di inammissibilità inerenti la mancata notifica del ricorso nei confronti di operatori favorevoli allo spostamento e l’assenso espresso dalle medesime associazioni di categoria che hanno poi proposto il ricorso, aveva ritenuto infondate le censure sollevate in conseguenza dell’istruttoria svolta dal Comune e del contraddittorio con le varie associazioni e con singoli operatori, dei disagi connessi allo svolgimento dell’attività di mercato nella originaria sede e nella giornata di mercoledì, anche rispetto all’esistenza di altri mercati settimanali ubicati in comuni limitrofi, di quanto espresso in motivazione e dell’assenza di normativa che disponesse in senso contrario.

Con appello in Consiglio di Stato notificato il 3 agosto 2012 le associazioni di categoria ed una parte dei venditori ambulanti ricorrenti in primo grado, avevano impugnato la sentenza anzidetta: “(…) Il cambiamento della data di svolgimento del mercato equivale a modificarlo radicalmente, quindi a sopprimerlo, istituendone un altro, poiché uno spostamento da un giorno all’altro costringe il più delle volte i venditori ambulanti già titolari in altro mercato a dover sceglierne uno dei due, data la coincidenza giornaliera”. Inoltre: “sulla violazione della delibera C.C. di Manfredonia 115/2009. Il piano comunale per il commercio su aree pubbliche del Comune di Manfredonia ed il relativo regolamento disciplinano unicamente lo spostamento di sede e non la data del giorno di svolgimento. La soppressione del mercato è collegata ad una disciplina simmetrica a quella della legge regionale con presupposti vincolanti, previa la partecipazione delle associazioni degli operatori e delle organizzazioni dei consumatori maggiormente rappresentative.” “Le autorizzazioni di tipo A rilasciate per l’esercizio del commercio su aree pubbliche hanno validità decennale e lo spostamento della sede del mercato e della sua giornata di svolgimento ne rappresentano un cambiamento radicale del contenuto sostanzialmente analogo alla perdita dell’autorizzazione stessa, quindi un pesante intervento nei confronti dell’affidamento maturato”.

DIRITTO. “L’infondatezza dell’appello permette di superare le eccezioni di inammissibilità formulate dal Comune appellato”, scrivono nella sentenza depositata in data odierna i magistrati del Consiglio di Stato. “(…) le tesi degli appellanti appaiono del tutto erronee in quanto costruite su un presupposto falso, ovverosia la soppressione di un mercato, laddove il Collegio deve rilevare che il Comune ha semplicemente fatto applicazione dell’art. 11 co. 3 della legge reg. 18/2001, il quale statuisce che ‘La scelta del giorno della data di svolgimento di nuove fiere e mercati è effettuata evitando sovrapposizioni con le iniziative dei Comuni contermini’. “Ora, se la lettera della norma allude a fiere e mercati nuovi, ciò non può portare ad un’interpretazione che limiti i poteri dei Comuni alla indicazione del giorno di svolgimento solamente per i mercati di nuova istituzione: se scopo della norma è quello di evitare sovrapposizioni con le occasioni mercatali nei Comuni confinanti, appare del tutto logico che la nascita di nuove realtà commerciali a cadenza temporale che trovino uno sviluppo improvviso e che vengano a condizionare, anche pesantemente, mercati radicati nel tempo, debba in qualche modo trovare la sua regolazione nella modificazione di cadenze stabilite in tempi completamente diversi”. “Una volta individuata la ragione giuridica del provvedimento del Comune di Manfredonia, ne va verificata la correttezza di riferimento ai sostenuti vizi di difetto di istruttoria e di violazione del principio dell’affidamento”.

“Dato acquisito è che nei confinanti Comuni di Zapponeta, Cerignola e S. Marco in Lamis si svolgono di mercoledì mercati settimanali e sempre il mercoledì altri mercati sono stati istituiti in altri cinque comuni, uno dei quali in un centro urbano molto vicino e di indubbia rilevanza come Lucera. Il martedì è invece caratterizzato dalla presenza di mercati che si svolgono in Comuni più lontani, ma soprattutto caratterizzati da una popolazione, quindi da un bacino di utenza, fortemente minore”.

“Quindi non è sostenibile che il Comune di Manfredonia non si sia mosso nella salvaguardia dell’interesse pubblico dei consumatori locali, interessati anche a ricercare eventuali convenienze in paesi limitrofi in un naturale equilibrio dei prezzi, ma anche degli stessi venditori, non soffocati in periodi difficili come quello corrente, da un eccesso di offerta ‘in contemporanea‘; si può affermare che si è salvaguardata così la presenza di un maggior numero di operatori commerciali ed anche la possibilità di convogliare la domanda locale in un maggiore arco di tempo e di occasioni”.

“Né vi è stata la compressione del principio dell’affidamento dei titolari di autorizzazioni per i posteggi – come scritto nella sentenza – poiché dette autorizzazioni sono state rilasciate per il giorno di mercato e non devono essere ritenute in assoluto strettamente collegate con il mercoledì; esse seguono le vicende del mercato e non essendo appunto lo spostamento una soppressione, ne deriva solamente una diversa modalità temporale di utilizzo. Per completezza si deve anche rilevare, come già affermato dal giudice di primo grado, che la P.A. ha correttamente acquisito il parere delle associazioni di rappresentanza delle imprese commerciali ai sensi dell’art. 12 della legge reg. 18/2001 dunque, in conclusione, nessun rilievo può essere mosso al comportamento del Comune”. “Per le suesposte considerazioni l’appello deve essere respinto”.

g.defilippo@statoquotidiano.it

Mercato settimanale, Consiglio Stato boccia ambulanti: PA ineccepibile ultima modifica: 2013-06-03T20:07:32+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • Nicola di Andria

    PERDE IL LAVORO, VINCONO LE LOBBIES. PRESIDENTE NAPOLITANO E TUTTI QUELLI CHE SIEDONO A MONTECITORIO, AVETE SENTITO BENE? SMETTETELA CON LE VOSTRE COMMEDIE A DIFESA DEL LAVORO. SAPETE QUALI SONO LE CONSEGUENZE DI QUESTA SENTENZA?


  • Pippo da Canosa

    In Itali perdono sempre i lavoratori. Grazie ai poteri forti.


  • Marcello

    Finalmente questa pagliacciata è finita. 2 anni dietro a sta storia… L’esito si sapeva perchè il Comune ha agito a norma di legge, come si dice carta canta. Finalmente !!!

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