Manfredonia

Monografia su Cristanziano Serricchio al Festival della Letteratura di Milano


Di:

C.Serricchio (St - CMMF)

Foggia – MERCOLEDI’ 5 giugno alle ore 19:30, il Festival della Letteratura di Milano (5-9 giugno 2013) ospita la presentazione del volume “La voce del gabbiano. Omaggio a Cristanziano Serricchio” (Progedit), fascicolo monografico della rivista di variazioni poetiche “Marsia” dedicato alla figura del poeta garganico Cristanziano Serricchio, scomparso lo scorso anno all’età di novant’anni. Presentano Salvatore Francesco Lattarulo, Anita Piscazzi, Gino Dato e Franco Loi.

Alla composizione del volume hanno partecipato, tra gli altri, Maria Luisa Spaziani e Franco Loi. Il poeta pugliese, proposto anche per la candidatura al Nobel, è stato insignito di diversi riconoscimenti importanti, tra cui il premio Circe Sabaudia “Una vita per la poesia”, conferitogli nel 2003 da Mario Luzi. Della sua scrittura si sono occupati autorevoli critici (Franco Cardini, Emerico Giachery, Oreste Macrì, Diego Valeri, Stefano Verdino).

L’incontro si svolgerà presso il Cortile Dida Bar ed Enoteca, via Cardinale Federico 7 – MM1-3 Duomo; tram 2, 3, 14.

Di seguito proponiamo la scheda di “Seppina degli sciali”, romanzo di Cristanziano Serricchio edito da Progedit nel 2010. A cura di Salvatore Francesco Lattarulo


Marsia. Variazioni poetiche II/1/Speciale
La voce del gabbiano. Omaggio a Cristanziano Serricchio
Collana: Riviste
2012, pp. 102 con CD audio, € 15.00
ISBN: 2038-2731-21


Il libro. Il volume, nato come numero speciale a carattere monografico della rivista di variazioni poetiche “Marsia”, è un omaggio, colmo di gratitudine e affetto, ai novant’anni di Cristanziano Serricchio. Gli interventi critici, tutti lavori originali, toccano tanto le corde dell’amicizia personale quanto quelle dell’analisi interpretativa del pensiero poetante del Garganico.

La preziosa testimonianza di Franco Loi riannoda i fili di un lungo sodalizio umano prima ancora che letterario. Due grandi maestri le cui strade si sono incrociate durante l’affannoso viaggio della vita e della scrittura. E “L’impensato viaggio” è appunto il titolo di un poemetto incompiuto di Serricchio, che, insieme a tre liriche e a un saggio sulla poesia dialettale, forma la sezione degli inediti d’autore. Il libro si inoltra nel versante lirico del Sipontino, un alveo capiente dove rifluiscono, filtrate attraverso l’estro creativo, le memorie di studioso di letteratura, storia e archeologia. Se ne dà conto nell’ampia nota bio-bilografica di coda.

In allegato un CD audio con letture di Cristanziano Serricchio.

Contributi di
Carlo A. Augieri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Andrea Battistini, Giovanni Dotoli, Ettore Catalano, Domenico Cofano, Giovanni Giraldi, Salvatore Francesco Lattarulo, Franco Loi, Anita Piscazzi, Maria Luisa Spaziani.

Il curatore
Salvatore Francesco Lattarulo insegna italiano e latino nei licei. È dottore di ricerca in Filologia classica e giornalista professionista. Ha conseguito il master di giornalismo presso la scuola dell’Ordine dei giornalisti di Bari. È redattore del semestrale “incroci”. Scrive per varie riviste letterarie (“l’immaginazione”, “Pagine”, “Capoverso” ecc.). Collabora con il “Corriere del Mezzogiorno”, edizione regionale del “Corriere della Sera”. Gli è stato attribuito il premio di giornalismo “Franco Sorrentino”, edizione 2012.

Il libro
La storia di una donna che sfida la malasorte e non abbandona mai la speranza, nelle delicate pagine di un grande scrittore. Un intervento chirurgico, una donna in fin di vita, il primario che cerca di salvarle la vita e la protagonista del romanzo: un’infermiera di nome Seppina che, in preda al panico, assiste il medico, gli passa gli strumenti di lavoro e, dinanzi al corpo addormentato della paziente, ritorna alla sua infanzia per ripercorrere tutta la sua vita. Non più angosce e anestetici, Seppina immagina gli “sciali” del suo passato, e rivive, respirando a pieni polmoni, tutto quello che è stato e anche quello che non è più. Quelle strisce dorate di sabbia e terra, imbevute di mare e di sole, tornano a scaldare, come un fuoco mai spento dalle turbolenze della vita, l’animo fragile di una donna cresciuta troppo in fretta. La storia di Seppina può essere letta come una favola o come la dura realtà di chi non ha mai ricevuto, ma ha sempre dato. La morte prematura del padre, la paura che ha divorato sua madre, quando ancora doveva crescere amorevolmente le sue figlie, la responsabilità nei confronti dei suoi familiari più intimi diventano, nel romanzo, non solo fonti di disperazione, ma, soprattutto, le motivazioni profonde per non accettare passivamente un doloroso destino. Il rischio è l’altra faccia della vita e Seppina, a sue spese, impara a conviverci e a sfidare la malasorte. Che tutta la fede riposta nella giustizia divina sia un’illusione? Le perdite, i pregiudizi, più volte disincantano le fantasie fanciullesche, deludono le aspettative, e, la morte, anche quella, in questa storia, sembra diventare una parte integrante. La forza della speranza però non abbandona mai Seppina, lo sguardo illuminante dell’occhio di un “supervisore”, la conduce, dopo innumerevoli esperienze affettive e lavorative, alla felicità e, finalmente, all’amore vero, l’amore che sa dare ancor prima di chiedere. Un romanzo commovente, ricco di episodi, spesso tragici, dai quali la “reattività” della protagonista vince la povertà e la solitudine.

L’autore
Cristanziano Serricchio è autore di opere di poesia, saggi storici, archeologici letterari, opere teatrali e romanzi, tra cui “Le radici dell’arcobaleno” (1984) Premio città di Bitritto, “Il castello sul Gargano” (1990), “La montagna bianca” (1994), “L’Islam e la Croce” (2002) Premio Palazzo al Bosco 2000, “Pizzengùnghele” (2005). Mario Luzi nel 2003 gli ha assegnato a Sabaudia il premio “Una vita per la poesia”.


Redazione Stato@riproduzioneriservata

Monografia su Cristanziano Serricchio al Festival della Letteratura di Milano ultima modifica: 2013-06-03T13:17:40+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Uno di Voi

    Curioso, mite, sorridente, lucido, cortese, razionale, sono solo dei piccoli aggettivi che mi servono per ricordare della tua persona.

    Tu eri sicuramente altro e di più alto e nobile, come le opere che ci hai lasciato.

    Un passaggio lucente sopra questa terra arida così distratta dal nulla.

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