Manfredonia

Monte Sant’Angelo, progetto Dolmen, mattone selvaggio permettendo


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Monte Sant’Angelo – SVOLTASI lo scorso sabato 1 giugno – nella sala conferenza del complesso monastico delle “Clarisse” – la presentazione del progetto “Gargano monumentale – Progetto Dolmen”. Al centro dello stesso, lo studio dell’architetto Raffaele Renzulli, montanaro residente a Benevento che dal 1997 ad oggi è giunto alla formulazione di ipotesi di notevole importanza storica.
Patrocinato da Ente Parco, Città di Monte Sant’Angelo ed Archeoclub d’Italia ONLUS di Foggia, l’evento ha visto la partecipazione di docenti delle Università di Bari e Napoli tra cui i Prof. Pier Francesco Rescio, Donato Coppola, Armando Gravina e Gaetano Rinaldi. Assenti il Presidente del Parco Nazionale del Gargano Stefano Pecorella ed il Sindaco Antonio Di Iasio, rappresentato dall’Assessore Giovanni Granatiero. La tesi a cui è giunto Renzulli ipotizza l’individuazione, in località “valle Spadella”, di un vero e proprio villaggio neolitico con tanto di Dolmen, Menhir, percorsi, grotte affrescate, sculture megalitiche, apogei e ricoveri.

Il tutto ha inizio nel 1997, anno in cui l’architetto Renzulli portò per la prima volta all’attenzione della Sovrintendenza ai Beni Culturali il ritrovamento del primo megalite neolitico in zona “Casiglio”, visibilissimo dalla strada che conduce all’Abbazia di Pulsano ma da sempre e da tutti scambiato per un comune ricovero pastorale (pagghijère). Da allora altri nove i Dolmen censiti (dei 10, 6 siti in valle Spadella, 2 nei pressi di Pulsano ed 1 in territorio di Mattinata) ed un Menhir rinvenuto in località “Fazzina”, nella piana di Macchia, di fronte a “Grotta Scaloria”, tra tombe rupestri ed ipogei.

Il fascino ancestrale delle tesi di Renzulli è si legato alla notevole rilevanza storica dei ritrovamenti ma soprattutto alla loro magia di fondo rappresentata da rituali, momenti di vita quotidiana e segni significanti di una civiltà lontanissima. Il perfetto allineamento delle strutture megalitiche, il fascinoso “Grande Dolmen” (l’unico a “camera complessa” e sormontato da un grosso disco di roccia del diametro di 3 metri) rivolto a sud, verso il mare e che risulta baciato dai raggi solari sul disco dall’alba al tramonto, dall’estate all’inverno. Unico oggetto perennemente illuminato in tutta la zona interessata. Lo stesso risulta contrapposto al suggestivo megalite di forma ovoidale che presenta ,sulla sua superficie piatta, scanalature di forme antropomorfe probabilmente atte allo scorrimento dei liquidi organici durante riti sacrificali.

Il Gargano è detto, per antica definizione, “Montagna del sole” e proprio il sole pare entrare prepotentemente in queste ricerche legate al periodo Neolitico. Il progetto “Dolmen” è attualmente al vaglio delle autorità scientifiche competenti che a breve si esprimeranno a riguardo.

Oltre che ad un meritevole riconoscimento storico-scientifico lo studio di Renzulli ambisce a qualcosa di più. La priorità è rappresentata dalla tutela dei siti in questione dato che l’edilizia urbana (quartiere Galluccio che, ironia della sorte, prende il nome proprio dal “Grande Dolmen”, da sempre chiamato così dalla popolazione locale) è arrivata ormai a qualche decina di metri. Il sogno rimane la creazione di un Parco archeologico con musei all’aperto e percorsi per i visitatori e per il quale ci sarebbero tutte le carte in regola a detta dei numerosi studiosi intervenuti. Un Parco archeologico da integrare sinergicamente ad Ente Parco, Amministrazione Comunale, Istituzioni competenti ed operatori privati.

Una rete turistica completa per un territorio ricco di storia e bellezze naturali; una grande opportunità da perseguire, che scacci i fantasmi delle tante occasioni perdute e che faccia da sprone per l’economia asfittica di questo territorio. Un’enorme scoperta, frutto dell’ostinato lavoro di un montanaro. Un atto d’amore incondizionato per la propria terra d’appartenenza.

Il lavoro di un uomo che ha provato a scavare nei meandri dei secoli più oscuri, oltre la storia, riportando alla luce tracce di civiltà neolitiche, forse i più antichi degli antenati garganici.

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(A cura di Antonio Gabriele antonio.g76@libero.it)

Monte Sant’Angelo, progetto Dolmen, mattone selvaggio permettendo ultima modifica: 2013-06-03T09:52:28+00:00 da Antonio Gabriele



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