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CASA SOLLIEVO Sanità, liste d’attesa e Casa Sollievo della Sofferenza: il grido silenzioso dei pazienti

Testimonianza e riflessione di Maria Lapomarda, cittadina di Mattinata

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
3 Giugno 2026
Live // Manfredonia //

Testimonianza e riflessione di Maria Lapomarda, cittadina di Mattinata

Riceviamo e pubblichiamo

“Scrivo questa lettera non soltanto come paziente, ma come cittadina che ogni giorno si confronta con le difficoltà di un sistema sanitario sempre più fragile.

Sono affetta da una patologia complessa che richiede controlli costanti e un approccio multidisciplinare: cardiologo, endocrinologo, ortopedico, ginecologo, fisiatra, fisioterapista e specialista nella riabilitazione del pavimento pelvico. Un percorso articolato che, purtroppo, in Italia è spesso difficile da coordinare.

Sono seguita dalla Medicina Genetica di Casa Sollievo della Sofferenza, ma, a seconda delle necessità e dei tempi di attesa, sono costretta a rivolgermi anche al Policlinico di Bari e a strutture ospedaliere e ambulatoriali della Asl tra Foggia, Manfredonia e Mattinata.

Il 4 febbraio avrei dovuto effettuare un day hospital endocrinologico presso Casa Sollievo della Sofferenza. Tuttavia, l’attività è stata sospesa a causa del guasto di un componente dell’apparecchio per la densitometria ossea, fermo da gennaio 2026. Dopo numerose telefonate e richieste di informazioni, mi è stato confermato che il servizio era ancora sospeso.

Per questo motivo ho deciso di rivolgermi a padre Franco Moscone, che si è mostrato immediatamente disponibile, consentendomi di esporre una problematica che riguarda circa 300 pazienti coinvolti nella sospensione dei day hospital endocrinologici. Oltre a tenermi aggiornata telefonicamente e tramite WhatsApp, mi ha anche ricevuta personalmente.

Pochi giorni fa, il responsabile degli eventi e della comunicazione di Casa Sollievo della Sofferenza mi ha comunicato che, secondo quanto riferito dall’ingegnere clinico, il pezzo necessario alla riparazione è in fase di ripristino. I tempi previsti sarebbero di tre o quattro settimane, dopodiché i medici potranno riprogrammare le attività sospese.

Mi auguro sinceramente che sia così.

Ad oggi, però, restano alcune certezze che non possono essere ignorate.

La prima è che Casa Sollievo della Sofferenza sta attraversando una fase di grande difficoltà economica e organizzativa, che rischia di compromettere quella credibilità e quell’eccellenza che per decenni hanno rappresentato un punto di riferimento per migliaia di persone.

La seconda è che, come troppo spesso accade, a pagare il prezzo più alto sono i pazienti, soprattutto quelli più fragili, costretti ad affrontare attese interminabili per visite, esami e terapie.

Occorre ricordare che gli utenti di Casa Sollievo della Sofferenza non provengono soltanto dalla provincia di Foggia, ma da tutta la Puglia e persino da altre regioni italiane. Per questo la responsabilità di sostenere e rilanciare questa realtà non dovrebbe ricadere esclusivamente sul Vaticano, ma coinvolgere anche la Regione Puglia e l’intera comunità.

Perché la sanità riguarda tutti.

Lo stesso problema emerge nelle liste d’attesa che continuano a caratterizzare ospedali e poliambulatori della provincia di Foggia. La Regione Puglia ha annunciato interventi per affrontare la situazione, ma, almeno nella mia esperienza, i risultati tardano ad arrivare.

Un esempio concreto riguarda la riabilitazione del pavimento pelvico e la contemporanea rieducazione posturale necessaria per problematiche a schiena, cervicale e anche. Avrei dovuto iniziare il percorso presso l’ospedale di Manfredonia, il cui reparto di Terapia Fisica e Riabilitazione rappresenta un’eccellenza del territorio. Tuttavia, i tempi di attesa erano incompatibili con le mie necessità cliniche e sono stata costretta a rivolgermi al settore privato.

Una scelta che molti pazienti non possono permettersi.

Terapie riabilitative, farmaci, integratori, visite specialistiche private o in intramoenia rappresentano costi sempre più gravosi. Molte famiglie si trovano in difficoltà economica; c’è chi è costretto a chiedere aiuto a parenti, amici, associazioni o parrocchie e chi, semplicemente, rinuncia a curarsi.

È questa una delle nuove emergenze sociali del nostro tempo: la povertà sanitaria.

Sempre più cittadini non riescono a sostenere le spese necessarie per tutelare la propria salute e finiscono per rinviare o abbandonare cure indispensabili.

Eppure il diritto alla salute è sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana e dovrebbe essere garantito a tutti, senza distinzioni.

Per questo credo che istituzioni, associazioni e cittadini debbano lavorare insieme per raggiungere due obiettivi fondamentali: sostenere e rilanciare Casa Sollievo della Sofferenza, patrimonio sanitario del territorio, e abbattere le liste d’attesa, restituendo ai cittadini una sanità più efficiente, equa e accessibile.

Non si tratta di un’utopia, ma di una necessità concreta.

È arrivato il momento di unire le forze, superare individualismi e rassegnazione, e costruire insieme risposte reali ai bisogni delle persone.

Perché nessuno si salva da solo. L’io ha bisogno del tu, e solo il noi può realizzare qualcosa di veramente grande.

La Puglia è cresciuta molto sotto il profilo turistico e dell’immagine, ma sul fronte sanitario restano criticità profonde che non possono più essere ignorate. Troppi pazienti, oltre alla sofferenza della malattia, devono affrontare ogni giorno il peso di quella che appare come una vera e propria ingiustizia sociale.

Per la vicenda della densitometria ossea mi sono rivolta anche a Monica Mantuano, presidente dell’associazione ReteMovi di Manfredonia e cara amica, che si è resa disponibile ad aiutarmi e a seguire la questione.

La speranza è che questa vicenda possa trovare presto una soluzione. Ma soprattutto che diventi l’occasione per aprire una riflessione più ampia sul diritto alla salute e sulle difficoltà che migliaia di cittadini vivono quotidianamente nel tentativo di curarsi.”

1 commento su "Sanità, liste d’attesa e Casa Sollievo della Sofferenza: il grido silenzioso dei pazienti"

  1. quando un emigrante del sud Italia

    deve rivolgersi agli ospedali del nord

    del paese per farsi curare

    e non viene respinto

    🙋

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