Elsa Morra, presidente dell’Associazione Oltre l’Autismo e referente di famiglie con disabili gravi e gravissimi nell’area di San Ferdinando di Puglia e nelle province di Bari, Taranto, Lecce, Foggia, e Brindisi, denuncia i ritardi nell’erogazione del sostegno familiare.
Secondo quanto riferito da Morra, il contributo viene trasferito mensilmente dalla Regione Puglia ai Comuni, ma in diversi Ambiti territoriali si registrerebbero ritardi anche di due mensilità nei pagamenti alle famiglie beneficiarie. “Ci sono Ambiti fermi a febbraio e altri fermi a marzo – evidenzia – nonostante la Regione versi regolarmente le somme previste”.
Una situazione che, secondo la presidente dell’associazione, sta causando pesanti conseguenze sulle famiglie dei disabili gravissimi, già alle prese con spese continue e spesso non rinviabili. Il contributo, infatti, rappresenta per molti nuclei un aiuto indispensabile per sostenere terapie, assistenza e prestazioni specialistiche.
“Con il solo assegno di accompagnamento – spiega Morra – molte famiglie non riescono a garantire ai propri figli le terapie necessarie. Logopedisti, fisioterapisti e altri professionisti privati, se non vengono pagati per uno o più mesi, sono costretti a interrompere le prestazioni, anche quando conoscono la gravità dei casi”.
Il rischio, dunque, è che i ritardi amministrativi si traducano direttamente in una sospensione dei percorsi terapeutici, con ripercussioni concrete sulla salute e sulla qualità della vita delle persone più fragili.
Morra punta il dito contro il funzionamento degli Ambiti territoriali, chiedendo maggiore puntualità e responsabilità nella gestione delle risorse. “Le famiglie devono essere pagate mensilmente – sottolinea – così come mensilmente vengono pagati gli stipendi. Non è accettabile che chi assiste un figlio con disabilità gravissima debba attendere mesi per ricevere somme già stanziate”.
L’appello è rivolto agli enti competenti affinché vengano sbloccati immediatamente i pagamenti arretrati e venga garantita continuità nell’erogazione del sostegno familiare.
Per Morra, non si tratta soltanto di una questione burocratica, ma di dignità e tutela dei diritti: “Dietro ogni ritardo ci sono famiglie che soffrono, genitori che non sanno come pagare le terapie, ragazzi e adulti con disabilità gravissime che rischiano di perdere interventi fondamentali. Serve rispetto per queste persone e per il loro quotidiano sacrificio”.



