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Coni e rovesci, Marconi e ‘Inverted Jenny’

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
3 Luglio 2010
Cultura //

Inverted Jenny (immagine d'archivio)
Inverted Jenny (immagine d'archivio)
Lucera – UN’ALTRA rarità degli States che tiene buona compagnia al già nominato Z Grill di Franklin è il “JN-4 Jenny” noto al mondo filatelico mondiale con il nome di “Inverted Jenny” (Jenny rovesciato). La sua rarità viene dall’errata stampa della vignetta del valore facciale da 24 centesimi di dollaro statunitense. Questo francobollo fu espressamente utilizzato per l’inaugurazione del servizio di Posta Aerea della nuova rotta aerea Washington – Philadelphia –New York del 15 maggio del 1918. Questo francobollo doveva essere facilmente riconoscibile e scoraggiare le falsificazioni dovute al suo alto valore, anche perché, per un francobollo ordinario si spendevano solo 3 cents. A differenza dei valori correnti si decise di stamparlo in due colori , rossa la parte esterna e blu quella interna. Il francobollo contiene nella vignetta una cupola ornata con al centro un aereo (Curtiss JN-4 Jenny,monomotore biplano da addestramento prodotto dall’azienda americana Curtiss Aeroplane and Motor Company) e in testa la dicitura U.S. Postage e sotto ai due lati il valore numerico con al centro Cents, stampato su carta bianca (ora giallastra per il tempo) non filigranata con dentellatura a pettine. L’idea dei grafici era quella che il francobollo richiamasse i tre colori della bandiera statunitense (rosso,blu e bianco). Per poter effettuare questa colorazione i fogli venivano passati due volte nella macchina topografica e per causa dei tempi molto ristretti dell’emissione, un paio di fogli vennero erroneamente invertiti e risultò la stampa dell’aereo al contrario. Individuati dal personale di controllo,vennero immediatamente distrutti, ma questi ultimi ,non si accorsero di un terzo foglio (100 pezzi), che venne normalmente recapitato agli uffici postali e che lo misero in distribuzione, dando luogo inaspettatamente ad una delle più grosse rarità del mondo filatelico. Alcuni esemplari sono presenti al Smithsonian National Postal Museum di Wahington. La quotazione presunta di mercato dovrebbe aggirarsi intorno ai 700.000 euro per ogni esemplare.

La 500 lire di Guglielmo Marconi
La 500 lire di Guglielmo Marconi (immagine d'archivio)
LA 500 LIRE ERRATA DI MARCONI – NEL 1974, in occasione del centenario della nascita del grande fisico e inventore italiano il marchese“Guglielmo Marconi” (Bologna, 25 aprile 1874 – Roma, 20 luglio 1937), la Zecca di Roma ha coniato una moneta in argento 835/1000 avente un diametro di 29 mm e un peso di 11 grammi con godronatura (contorno in rilievo) contenente la dicitura “Repubblica italiana”. Furono coniati un numero imprecisato di monete con la dicitura “prova” posta nel rovescio a sinistra sotto il valore L.500. la tiratura ordinaria fu di 689.752 esemplari. Il modello della nuova moneta è stato realizzato da Pietro Giampaoli e l’incisione curata da Guerrino Mattia Monassi. Il decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Leone del 13 maggio del 1975 ha autorizzato la coniazione della moneta con millesimo 1974 .Al rovescio della moneta troviamo l’immagine intera della nostra penisola a cui sono sovrapposti dei cerchi concentrici a raffigurare le onde radio,a sinistra l’indicazione del valore,mentre a destra sta il segno della Zecca di Roma (R). Lungo il bordo in alto è scritto “Guglielmo Marconi” mentre in basso sono riportate del date del centenario “1874-1974”. Al diritto troviamo al centro il busto dello scienziato volto a sinistra e insieme alla dicitura Repubblica italiana nell’esergo (sotto il ritratto) le firme di Giampaoli e Monassi. La vera chicca di questa moneta è rappresentata da vari esemplari con il contorno variato che differiscono dalle altre per la scritta errata “REPVBALIANA BLICA IT”. Questa rara curiosità è stata un errata composizione letterale della ghiera godronatrice per la stampa del contorno della moneta. La valutazione di mercato è interessante solo ed esclusivamente per gli esemplari “prova” e per la dicitura del contorno errata, mentre per il resto è abbastanza irrisoria (intorno ai 10 euro). Questa fu la prima moneta che sebbene definita “a corso legale”, in realtà non era destinata alla circolazione ordinaria ma al mercato numismatico collezionistico.

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