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È chiaro a tutti cosa significhino un gatto nero, uno specchio che si rompe o venerdì 17

Fortuna e sfortuna in Italia e in Gran Bretagna

Parlando d’Europa, questi riti e simboli sono tipici soprattutto delle regioni mediterranee, anche se comunque si ritrovano in parte anche al Nord


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È chiaro a tutti cosa significhino un gatto nero, uno specchio che si rompe o venerdì 17; tuttavia quando ci si trova o si vive all’estero, le superstizioni italiane non sono altrettanto famose come nella nostra Penisola. Parlando d’Europa, questi riti e simboli sono tipici soprattutto delle regioni mediterranee, anche se comunque si ritrovano in parte anche al Nord.

Secondo il vocabolario del Corriere della Sera, per superstizione si intende una “credenza irrazionale, spesso dettata da ignoranza o da paura, in forze occulte ritenute portatrici di influenze perlopiù negative”: si tratta quindi di eventi o azioni qualsiasi che assumono un significato specifico, spesso dovuto a leggende e a avvenimenti storici, e che finalmente diventano un simbolo parte delle credenze comuni. Nella maggioranza dei casi, questi avvenimenti o oggetti dettano la fortuna o la sfortuna del malcapitato in questione. Come ogni Paese ha la propria cultura ed usanze, così possiede anche delle superstizioni specifiche, e l’Italia di superstizioni sicuramente non è carente.

Tocchiamo ferro, va…

Così diciamo quando si menziona qualcosa di negativo o speriamo che un progetto o un esame vada per il verso giusto. Eppure, nessuno in realtà, pensa da dove derivi questo modo di dire così particolare. La sua origine sarebbe dovuta a un monaco inglese, Dunstano, il quale invece di ferrare gli zoccoli del cavallo del diavolo, secondo la leggenda, avrebbe inchiodato del ferro agli zoccoli del povero animale, promettendo di liberarlo solo se il diavolo non fosse più entrato nelle case dei suoi fedeli. Da qui, il ferro di cavallo sarebbe stato considerato il più fortunato. Secondo altre fonti, il ferro sarebbe anche un richiamo alle armi ed avrebbe quindi un significato di protezione. Tutto ciò non ha “validità” in altri Paesi del Nord Europa, come la Gran Bretagna, in cui infatti si usa dire “touch wood”, ovvero “tocca legno”. Questa frase trova la sua provenienza nella sacralità degli spiriti, tipici di culture come quella celtica, che risiedono negli alberi e nella natura.

https://unsplash.com/photos/0iK-l7Z3sgU - IMAGE SOURCE: unsplash.com

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Venerdì 17, non serve dire altro
Notoriamente, il giorno di venerdì 17 viene evitato come data in cui organizzare matrimoni, prendere voli o comunque fare qualcosa che abbia rilevanza nelle nostre vite. Gli italiani considerano dunque questo numero sfortunato e la provenienza di questa credenza risale all’antica Grecia: essendo il numero 17 compreso tra due numeri sacri come il 16 e il 18, avrebbe avuto un significato negativo e sarebbe stato portatore di “jella”. Il dibattito sui numeri sfortunati rimane comunque aperto; secondo alcuni sarebbe in realtà il numero 13 quello sfortunato, come visto nel film “Venerdì 13” distribuito da Universal Pictures, mentre altri ne vedono sia i lati positivi che negativi: il 13 infatti è un numero karnico che rappresenta la morte, ma anche la rinascita e la trasformazione, essendo perciò visto in modo positivo. Nonostante ci siano molte opinioni a riguardo, la credenza popolare in Gran Bretagna e nell’Europa Settentrionale vuole che questo numero sia il simbolo della sfortuna; viene evitato tanto quanto noi italiani evitiamo il numero 17. Tuttavia, per quanto riguarda i numeri cosiddetti fortunati, gli italiani non hanno grosse preferenze, ma come illustrato nell’infografica di Betway, gli anglosassoni tenderebbero a tentare la sorte ed accaparrarsi le vincite grazie al numero 7, votato come numero più fortunato assieme al 3 e al 13. Nell’antichità questa cifra era il simbolo della perfezione, e rappresentava il perfezionamento della natura umana: i sudditi di sua maestà non hanno quindi dubbi sulle proprietà “magiche” del 7.

https://unsplash.com/photos/FCwqq2KFVwQ - IMAGE SOURCE: unsplash.com

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Volevo un gatto nero… o forse no?
Sebbene negli ultimi anni questa credenza sia stata molto sdrammatizzata, tanto che il gatto nero è diventato più un animaletto simpatico o una mascotte come abbiamo visto nella linea di ombrelli e oggettistica disegnata dal famoso brand H.Due.O, si sa, a casa nostra un gatto nero è simbolo di sfortuna. Infatti, c’è persino chi al volante accosta e lascia passare l’auto che gli sta dietro, se un gatto nero attraversa la strada davanti a lui. Questo è un costume che rimane e viene tramandato di generazione in generazione, ma le sue origini sono piuttosto antiche. La tradizione narra infatti che sia stato papa Gregorio IX ad iniziare questa “guerra” contro i gatti neri, essendo parte della cultura pagana e quindi simboli di Satana. In altri Paesi però, soprattutto quelli anglosassoni, come in Galles e Cornovaglia, il gatto nero è simbolo di fortuna per le donne sole e per i matrimoni. Questo animale porterebbe infatti buon auspicio e aiuterebbe le donne a fare nuove conoscenze per trovare, chissà, un nuovo partner.

Se è vero che un mondo sempre più globalizzato fa sì che certi riti e tradizioni vengano persi, bisognerebbe però tramandare ai nostri figli certe credenze risalenti al mondo antico, per non perdere una parte importante della cultura nata da secoli e secoli di interazioni sociali.

Fortuna e sfortuna in Italia e in Gran Bretagna ultima modifica: 2018-07-03T09:08:36+00:00 da Redazione



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