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TARANTO PIEMONTESE Frecciarossa Taranto-Roma: «Dopo una montagna di bugie, Piemontese esce i soldi per Taranto»

Il gruppo regionale della Lega Puglia interviene sul caso dei collegamenti ferroviari tra Taranto, Roma e Milano

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
3 Luglio 2026
Cronaca // Foggia //

BARI – Il gruppo regionale della Lega Puglia interviene sul caso dei collegamenti ferroviari tra Taranto, Roma e Milano, replicando alle polemiche degli ultimi giorni e chiedendo alla Regione Puglia di fare chiarezza sulle proprie responsabilità.

«Taranto merita collegamenti seri con Roma. Su questo non c’è discussione. Ma proprio perché Taranto merita rispetto, bisogna dire la verità», afferma la Lega in una nota.

Secondo il gruppo regionale, parlare di “ricatto” sarebbe una forzatura, perché il Frecciarossa non può essere equiparato a un Intercity.

«Gli Intercity – spiegano – rientrano nel servizio universale nazionale, finanziato attraverso contratti pubblici. Le Frecce, invece, sono servizi a mercato. Non si tratta di una scelta politica contro Taranto, ma del modello regolatorio del trasporto ferroviario».

Per la Lega, la Regione Puglia deve sostenere la mobilità tarantina, ma attraverso strumenti amministrativi corretti: un vero obbligo di servizio pubblico, un contratto, una copertura economica definita, standard di qualità e controlli.

Il gruppo richiama anche il quadro normativo europeo, citando il Regolamento CE 1370/2007 e il Regolamento UE 2016/2338, che disciplinano obblighi di servizio pubblico, compensazioni e apertura del mercato ferroviario passeggeri.

«Se si usano soldi pubblici per sostenere un servizio commerciale – sottolinea la Lega – bisogna rispettare regole precise, altrimenti si apre il tema degli aiuti di Stato e della concorrenza».

Nel merito, la Lega ricostruisce la vicenda del collegamento Frecciarossa Taranto-Roma/Milano, ricordando che non si è mai trattato di un servizio universale finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

«Il servizio nasce nel 2016 come collegamento a mercato sostenuto da accordi regionali, soprattutto dalla Regione Basilicata, che ha coperto per anni i costi. La Puglia è stata indicata più volte come partner dell’intesa, ma dalle fonti pubbliche non emerge un contributo effettivo e stabile».

Il gruppo regionale ricorda inoltre che già nel 2019, in Commissione regionale pugliese, era stato chiarito che le Frecce sono servizi a mercato e che la Basilicata chiedeva alla Puglia una quota per riportare il capolinea a Taranto. In quella fase, secondo la Lega, la Regione Puglia non avrebbe accettato l’investimento.

«Nel 2025 Trenitalia ha scritto che la Basilicata aveva deliberato le risorse necessarie, mentre la Puglia aveva solo espresso la volontà di compartecipare», aggiunge la nota.

Da qui l’attacco politico al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, accusato di voler spostare l’attenzione dalle responsabilità regionali.

«Decaro, precipitato nei consensi e nei sondaggi, evoca il solito nemico per allontanare le proprie responsabilità. Ci dispiace, ma non attacca più», afferma la Lega.

Secondo il gruppo, il nodo sarebbe esploso nel 2026 a causa dei ritardi della Regione Puglia nella ratifica dell’accordo.

«Il servizio riparte solo fino a Metaponto perché manca la ratifica dell’accordo pugliese, pari al 30% di circa 4 milioni di euro, che invece la Regione Basilicata paga da anni», conclude la nota.

Per la Lega, dunque, «difendere Taranto significa fare atti, non slogan», costruendo un servizio stabile e regolare attraverso risorse certe, contratti chiari e responsabilità amministrative definite.

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