Edizione n° 6182

BALLON D'ESSAI

SUB FLORE // Torremaggiore, grande successo per “Suggestioni Sub Flore 2026”: spettacolare l’incendio del Castello
7 Settembre 2026 - ore  01:16

CALEMBOUR

ANNA PAGANO // Guardia di Finanza in lutto, è morta a 29 anni la maresciallo Anna Pagano
7 Settembre 2026 - ore  09:22

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

SCARICABILE SIPONTINO Manfredonia, carta d’identità e scaricabarile: viaggio kafkiano tra Info Point, Palazzo della Sorgente e telefoni muti

Il cittadino resta in mezzo: tra uffici che non comunicano, servizi sospesi senza avviso, numeri che non rispondono

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
3 Luglio 2026
Manfredonia // Notizie in piazza //

A cura di Lorenzo Veleno – Fatti raccontati

Caro StatoQuotidiano.it, ieri, 2 luglio 2026, mi sono recato presso l’Info Point di Piazza del Popolo, dedicato alla prenotazione delle carte d’identità, in particolare per i cittadini portatori di disabilità.

Appena entrato nell’ufficio, la prima cosa che ho notato è stata la temperatura: intorno ai 18/20 gradi. Una piccola cella frigo comunale, in barba alle tanto sbandierate norme sul risparmio energetico. Ma lasciamo stare: quella è una questione che ormai interessa relativamente, dopo essere stata trasformata nell’ennesima presa per il culo.

Entro.

«Buongiorno».

Dall’altra parte, tre dipendenti.

Risposta: nulla. Niente. NienDe.

Mi avvicino allo sportello e chiedo di poter prenotare il rinnovo della carta d’identità. Mi viene comunicato, con quell’italiano stentato che si parla söpë u Comúnë — secondo me fanno proprio un corso apposito — che la convenzione, non si sa bene con chi e francamente neppure mi interessa, è scaduta il 30 giugno. Pertanto, anzi per tanDo, bisogna rivolgersi al Palazzo della SorgenDe.

«Va bene. Grazie, buon lavoro e buona giornata», rispondo, mentre il muco, per la forte escursione termica, faceva capolino dal naso.

Loro?

NienDe.

Mi reco allora al suddetto Palazzo della Sorgente. Spiego all’addetto all’accoglienza la problematica. Lui, poverino, mi risponde che non sapeva nulla. Tuttavia si mostra disponibile e prova a risolvere la questione, consegnandomi un promemoria con alcuni numeri da chiamare per la prenotazione.

Dimenticavo: la prenotazione online non è più disponibile. Alla faccia della digitalizzazione.

Vado via, ringraziando, e incrocio un signore con la mia stessa problematica. Per “spirito di corpo” ci mettiamo a parlare. Lui mi riferisce che le tre dipendenti della cella frigo — ops, del Comune — gli avevano detto che il servizio per i portatori di disabilità era sospeso da una settimana.

Insomma: a me dicono due giorni, a quel signore una settimana, al loro collega non dicono nulla.

Stamattina, crepato di sonno, dato che lavoro di notte, mi metto al telefono e chiamo il numero indicato sul promemoria.

Niente.

Niente di niente.

Chiamata in attesa. Chiamata chiusa. Richiamo: mi chiudono immediatamente. Ma io tènghë a chèpë tòstë. Richiamo, richiamo e richiamo ancora.

Finalmente risponde un addetto. Alla mia richiesta, mi dice che avrei dovuto chiamare il Palazzo della Sorgente.

A quel punto confesso di essermi sentito come Banana Joe quando doveva fare la carta d’identità.

Faccio presente al mio interlocutore che proprio i suoi colleghi del Palazzo mi avevano consegnato quel promemoria, garantendomi che, seguendo quell’iter e attendendo i giusti tempi tecnici, avrei risolto il problema.

L’addetto al centralino, cortese per carità, non sapendo bene cosa rispondere, mi informa che persistono problemi di linea e di comunicazione tra il Municipio e il Palazzo della Sorgente.

Da più di una settimana.

Ovviamente i cittadini non sono stati informati di nulla. Ci bombardano pë tóttë i càzzë ca ‘nzèrvënë e poi, sulle cose imBortanDi, silenzio assoluto.

Dopo questa comunicazione, forse per il mio insistere nel chiedere informazioni, e soprattutto dopo avergli riferito che un suo collega mi aveva detto che la settimana scorsa — praticamente quando, secondo lui, non c’era linea — in un solo giorno erano state disbrigate ben cinquantadue pratiche relative alle carte d’identità, l’addetto cambia versione.

Sempre gentilissimo, sia chiaro.

A quel punto la linea non mancava più da una settimana: mancava solo oggi.

Risultato?

Il tutto si è concluso con un nulla di fatto. E soprattutto con il solito scárëcavárëlë.

Il cittadino resta in mezzo: tra uffici che non comunicano, servizi sospesi senza avviso, numeri che non rispondono, versioni che cambiano e una digitalizzazione che, quando serve davvero, sparisce.

E intanto la carta d’identità resta da rinnovare.

Per tanDo, buona fortuna.

5 commenti su "Manfredonia, carta d’identità e scaricabarile: viaggio kafkiano tra Info Point, Palazzo della Sorgente e telefoni muti"

  1. Hiiiii, mó jeve…. S nn vulùte mett i telecamere, dète i servizzije in appalt e lecenziete nu póche d crestiene

  2. Che c stej
    Ma caro cittadino lei pensa che chi lavora al comune sia competente?????
    Seeeeeeeee
    “Uno su mille ce la fai”diceva Morandi
    E non sono da meno quelli dell’INPS
    Non capiscono un cacchio
    Ciucc e prsntujs
    Ti fanno fare la tarantella

  3. Non a caso li hanno messi insieme… Dipendenti comunali e Inps.
    Mi sembra di rivedere un film già visto di persona….
    Una domanda ma chi dirige tale servizio ha l’ufficio sulla Luna ?
    Sanno solo timbrare il cartellino…

  4. Ki avete votato questi scappati di casa che stanno rovinando e ridicolizzando Manfredonia? Ora di che vi lamentate 🐑🐐🐑🐐🐑🐐🐑🐐! Ogni popolo è degno del governo che ha!

Lascia un commento

“Non c'è via per la felicità: la felicità è la via.” – Thich Nhat Hanh

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO