Manfredonia

“Demolizione Torre entro agosto. Arsenico non proviene da sito Enichem”


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L'ingegnere Domenichino Bisceglia, responsabile coordinamento e sicurezza dei lavori per la demolizione delle Torri di Prilling (STATO@)

Manfredonia – “I lavori per la demolizione della Torre di Prilling, nell’Isola 5 area ex Enichem, termineranno ad agosto. In seguito il piano di caratterizzazione del suolo per riscontrare la presenza di arsenico. Piano che sarà redatto dalla Syndial che già una decina di anni fa (aprile 2011, ndr) aveva effettuato delle ricerche in hot spot – (letteralmente aree calde, vale a dire potenziali fonti inquinanti, ndR) per il rilevamento dell’arsenico, con controlli limitati al tempo dalla presenza di edifici (i dati sono di conoscenza della sola Syndial, ndR). Per la zona resta soltanto la demolizione delle vasche nelle isole 17 e 14, già totalmente bonificate. Nube tossica con l’abbattimento del vecchio filtro e collegamento con l’arsenico? Ripeto: mai arrivata alcuna segnalazione durante i lavori di aprile dai nostri tecnici nell’area. Si fa riferimento ad una soglia riscontrata dalla centralina in zona Macchia di Monte Sant’Angelo, con soglia di arsenico già oltre la metà. Smentisco categoricamente la provenienza dal sito ex Enichem dell’arsenico nel quale si fa riferimento in un recente articolo di stampa. Causa probabile al contrario i fertilizzanti utilizzati nei terreni“. Lo dice a Stato – in esclusiva – il direttore dei lavori e responsabile della sicurezza delle opere per la demolizione delle torri di Prilling, ingegnere Domenichino Bisceglia.

Base delle dichiarazioni un articolo, a firma del collega Francesco Bellizzi, dal titolo “Ancora incidenti durante la bonifica dell’ex Enichem di Manfredonia“. In base al testo – che ha anche originato una dura contestazione degli attivisti del blog 3 santi all’inferno – “lo scorso aprile, una manovra azzardata durante l’abbattimento di una torre del vecchio impianto di fertilizzanti chimici chiuso nel 1991 ha disseminato nell’aria arsenico“. Secondo il collega Bellizzi, “nell’aprile scorso, durante i lavori di smantellamento delle due torri bianche e rosse, l’ultima traccia visibile da lontano dell’Enichem, la ditta che stava lavorando in subappalto ha perso il controllo della situazione. Si tratta di una srl specializzata in edilizia e che di bonifiche di siti industriale sa poco quanto nulla. Tant’è che con metà di una delle torri ancora in piedi ha abbattuto anche il filtro collocato in cima. Un vecchio filtro con più di cinquant’anni di vita che fino a quel momento ha trattenuto (a malapena) polveri di ogni tipo. Il contatto con il terreno ha sollevato una fitta nube che poi l’Arpa ha dovuto confermare composta in buona parte da arsenico“.

Inoltre, “i comuni di Monte Sant’Angelo e Manfredonia e l’Agenzia regionale per l’ambiente” si sarebbero “guardati bene dal raccontare le dinamiche dell’incidente, annunciando la sospensione dei lavori per un incremento del livello di arsenico nelle rilevazioni della centralina (top secret i valori registrati). Dipendenti della Manfredonia vetro, industria che sorge accanto l’ex Enichem hanno raccontato di aver visto avvicinarsi quella enorme nube e di aver continuato a lavorare come se nulla fosse. E come se nulla fosse è ripreso lo smantellamento della torre“. “L’area su cui sorge è denominata Isola 5, ed è circondata da una rete dietro la quale sono raccolti i cumuli dei detriti, in cima ai quali sono stati applicati innaffiatoi per mantenerli umidi ed evitarne la dispersione nell’aria. Una tecnica di certo meno efficacie dei classici teloni utilizzati per operazioni di questo tipo“.

Focus. Si ricorda che dopo la Conferenza dei servizi in Comune – del 18 giugno 2012 – alla presenza di rappresentanti dell’Ente di Monte Sant’Angelo (suoli dove insistono le torri: assessore all’ambiente Mazzamurro e architetto Bisceglia, dirigente Assessore Urbanistica), dell’Arpa Puglia (dir.Nardella accompagnato da un altro tecnico di prevenzione), della Mosmoode (ditta esecutrice dei lavori, ingegnere Matteo Palumbo, direttore dei lavori e ingegnere Domenichino Bisceglia, responsabile della sicurezza delle opere) i valori relativi alla presenza di arsenico nell’area erano stati ritenuti “nella norma”.

Come si ricorderà, l’abbattimento delle Torri di Prilling ha risentito di notevoli ritardi, in considerazione dell’attuale seconda fase delle opere. Opere pianificate dal 2007/2008 ed attualmente riguardanti una seconda fase dei lavori delle Torri (di 16 per 65 e 19 per 70 metri di diametro per altezza, utili, con il petrolchimico in funzione, per la solidificazione dell’urea liquida, dopo che nei cestelli granulometrici delle torri – tramite tubazioni – si solidificava per uscire sotto forma di sfere e da qui – tramite fori – nuovamente negli impianti attraverso nastri trasportatori fino ad arrivare nei magazzini). Esattamente si parla delle “demolizioni delle opere civili connesse agli impianti ammoniaca urea già demoliti, siti nell’Isola 5 all’interno dello stabilimento Syndial”, DIA prot.6502 del 14.06.2011, partiti ufficialmente lo scorso 7 luglio 2011, dopo la riunione propedeutica del 14 giugno e le fasi di accantieramento del 23 giugno 2011. Nel bel mezzo: le diverse valutazioni per l’abbattimento delle opere (dalla smentita per la dinamite alla caduta cd ad albero, dalle proteste dell’imprenditore San Galli allo sgretolamento con una pinza dall’alto).


Le precedenti Conferenze dei Servizi.
Il 28 ed il 31 maggio si era svolta una Conferenza dei Servizi in Comune (con successivo aggiornamento) nella quale era stato deciso di riprendere i lavori dopo il posizionamento di 3 centraline per il monitoraggio dell’aria relativa al cantiere. I rilievi ottenuti dovevano essere analizzati separatamente tanto da Syndial quanto da ARPA.

Si ricorda che le opere di demolizione sono eseguite dell’impresa Mosmode (di Giuseppe Cannavale e c. di Crotone, committente ed affidataria dei lavori, già interessata alla prima fase dei lavori di demolizione, nel 2007-2008 con un Ati e l’Agecos dei f.lli Bonassisa, ndR). La misura precauzionale di un “più capillare monitoraggio dell’area interessata ai lavori” era stata mantenuta dalla Conferenza di fine maggio anche in presenza delle analisi fornite da ARPA Puglia sui campioni di aria relativi al periodo 8 – 20 aprile scorso che avevano dato valori medi pari a 0,1 (il limite massimo della media annuale è pari a 6). Il dato base è pari a 6 nanogrammi annui al metro cubo di arsenico. “Manfredonia oggi è al di sotto”, come già detto dal sindaco Riccardi. Una nota inviata via fax dall’ARPA Foggia aveva segnalato il rilevamento nella centralina sita al di fuori dell’area ex Enichem, “con la presenza di arsenico oltre i valori normali della media annuale”. L’effetto di tale situazione denunciata da ARPA aveva prodotto la sospensione dei lavori di demolizione e la convocazione della Conferenza dei servizi. Ma l’ingegnere Bisceglia esclude la provenienza dell’arsenico dal sito ex Enichem dunque smentendo un collegamento con l’abbattimento del vecchio filtro.

Nella precedente Conferenza dei servizi Syndial e Mosmode (che aveva contestato i dati dell’Arpa, ndR) avevano ribadito che tutte le operazioni di demolizione erano state eseguite secondo una progettazione ed un protocollo “regolarmente approvati”. “Esibendo le proprie rilevazioni”, le aziende avevano contestato l’origine dell’arsenico dalla torre “anche perché in precedenza era stata demolita l’altra torre gemella”, senza presenza di valori fuori norma. Da qui l’ipotesi di “terreni arati e irrorati con fertilizzanti chimici”, con l’arsenico “portato dal vento – da Nord verso il Sud – o da altre sorgenti da verificare”. Ma le ipotesi erano state “tutte scartate o messe in dubbio dai tecnici ARPA e ASL”.

L’ingegnere Domenico Bisceglia il 18 giugno a Stato: valori dell’arsenico nella norma dopo monitoraggio 5 centraline. In totale 5 le centraliste installate nell’Isola: “1 dell’Arpa, 2 della ditta Mosmoode, 2 da Syndial, con valori dell’arsenico nella norma – come disse a Stato l’ingegnere Bisceglia – inferiori al minimo di 1 e dunque 0.77, 0,50, etc.”. Le valutazioni deriverebbero da una decina di giorni di monitoraggio. I lavori erano partiti il 4/5 giugno 2012 con analisi probabilmente in corso, considerando il monitoraggio successivo la Conferenza dei servizi di fine maggio. Arpa e Syndial hanno deciso di togliere le centraline per il monitoraggio, al contrario di Mosmoode. “Le tracce di arsenico sarebbero pertanto derivanti da altre fonti”, ricordando come la prima centralina dell’Arpa dovrebbe trovarsi a circa 2 km dall’isola 5 (da altre fonti: una centralina si trovava invece nei pressi del distributore di carburanti dell’ingegnere Matteo Palumbo, direttore dei lavori); Arpa che avrebbe comunicato i valori con la presenza di arsenico fuori norma “solo dopo alcuni giorni dal rilevamento”.

Focus, il precedente cronoprogramma. Come evidenziato in passato, “condizioni climatiche permettendo”, la fine dei lavori per l’UREA 1 era stata prevista entro inizio luglio; la fine dei lavori per l’UREA 2 “nella III^ settimana di agosto. Così dal crono programma dei primi di marzo 2012 dei responsabili della sicurezza dei lavori. Le date dovrebbero essere confermate. Entro agosto 2012 anche la seconda torre, dopo l’abbattimento del nucleo centrale in calcestruzzo, dovrebbe restare un ricordo.

I lavori continuano al rilento da metà novembre, data fissata per l’attivazione delle opere. Le principali difficoltà sarebbero derivate dalle condizioni climatiche, in primis il vento, con ripercussioni (oscillazioni eccessive) sulla FLY, applicazione montata sulla seconda gru per lo smantellamento delle torri.

SMALTIMENTO MATERIALE PRESSO UNA DISCARICA DI LUCERA. CURIOSITA’: A MARZO I VALORI ERANO STATI “NELLA NORMA”. La ditta DFG di Manfredonia si sarebbe già occupata della rimozione del materiale di demolizione portandolo in una discarica di Lucera, essendo stati considerati i rifiuti come “non pericolosi”. Così dopo la fase di caratterizzazione dell’area, oltre alle analisi biologiche e gli esami di qualità dell’aria e delle polveri che avrebbero fatto risultare dei valori di arsenico al tempo “nella norma”.


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g.defilippo@statoquotidiano.it

“Demolizione Torre entro agosto. Arsenico non proviene da sito Enichem” ultima modifica: 2012-08-03T12:33:24+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • angela

    Dico solo una cosa quando fate queste demolizioni controllate il bollettino meteo
    se c’e’ il vento come e’ successo pochi giorni fa le polveri arrivavano fino all’acqua di cristo volete controllare o no p…la.


  • Antonio

    Se non ricordo male qualcuno, anni fa, sostenne che la presenza di arsenico nei corpi degli operai era dovuta al fatto che questi mangiavano due chili di aragoste al giorno (il crostaceo contiene arsenico).
    Cosa ci è toccato sentire allora e cosa ci tocca sentire ancora…


  • indignato

    caro comune invece si aumentare la tarsu e l’imu…ora se nel nostro sangue risulta arsenico oltra il limite previsto…PAGACI I DANNI!!alla gentile redazione di stato quotidiano vi prego di non oscurare il link di seguito: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/08/ancora-incidenti-durante-la-bonifica-dellex-enichem-di-manfredonia/


  • Redazione

    Gentile lettore,
    nell’articolo a firma del nostro redattore c’è proprio il testo al quale fa riferimento con link, pubblicato anche su Facebook; non oscuriamo niente, era stato già pubblicato; il nostro testo rappresenta un ulteriore aggiornamento nonchè informazione sull’argomento; saluti; grazie a Lei; Red.


  • indignato

    vi ringrazio per l’attenzione nei miei confronti e mi scuso per la svista!vi ho chiesto gentilmente di non oscurare solo perchè pensavo che le regole di pubblicazione non prevedono link esterni e quindi la mia richiesta valeva come pura eccezzione alle norma,ma dato che quest’ultima non è presente o non è stata adottata in questo caso,vi ringrazio lo stesso!!


  • Redazione

    A Lei, gentilissimo; Red.

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