Quindici ore di cammino, circa 40 chilometri percorsi a piedi lungo l’itinerario Ascoli Satriano–Candela–Ascoli Satriano e un’unica meta: camminare insieme verso il Perdono di Assisi. È questa l’esperienza vissuta il 1° agosto in occasione della Festa del Perdono di Assisi, promossa dal convento di San Potito di Ascoli Satriano.
L’iniziativa, ideata da fra Dionigi Pietro Maria, OFM, insieme ai giovani Leonardo, Pasquale, Gerardo, Gaia e Sonia, ha coinvolto ragazzi dai 14 ai 26 anni in un pellegrinaggio spirituale dall’alba al tramonto, pensato per favorire la crescita umana e spirituale attraverso il cammino, la riflessione e la condivisione.
Lungo il percorso, la strada è diventata simbolo della vita.
Nella prima parte, ispirata alla figura di Abramo, i partecipanti hanno riflettuto sul coraggio di mettersi in cammino e, attraverso il segno dell’acqua, sul Battesimo e sulla ricerca della propria strada senza smarrire la propria dignità.
Nella seconda parte, l’unzione con l’olio di nardo ha richiamato il valore della vocazione di ciascuno, una dignità che non dipende dai successi o dalle apparenze, ma dall’amore con cui Dio guarda ogni suo figlio.
Non sono mancati i momenti di fatica, affrontati con determinazione e spirito di squadra, così come quelli di gioia, tra giochi, sorrisi e occasioni di autentica fraternità.
Particolarmente significativo è stato il sostegno reciproco, sperimentando concretamente il valore della comunità.
Anche lungo il tragitto non sono mancati gesti di generosità da parte di amici e passanti, che hanno offerto acqua, incoraggiamento e vicinanza.
Il pellegrinaggio si è concluso con la celebrazione del Perdono di Assisi del 2 agosto, il dono spirituale voluto da San Francesco, vissuto come esperienza di misericordia, riconciliazione e rinascita. «Esperienze come questa – sottolinea fra Dionigi – ricordano che la vita si comprende davvero solo quando si trova il coraggio di mettersi in gioco e di camminare insieme».
Una giornata intensa che ha lasciato nei partecipanti il desiderio di continuare a condividere il cammino, nella convinzione che ogni passo percorso insieme possa diventare occasione di crescita, speranza e fraternità.
L’invito è già rivolto al prossimo cammino, per vivere insieme un’esperienza di fede e fraternità.












