MANFREDONIA – Un cittadino di Manfredonia ha deciso di condividere pubblicamente la propria esperienza attraverso un messaggio inviato alla redazione di StatoQuotidiano, chiedendo di mantenere l’anonimato.
L’uomo racconta di essersi accorto, nei giorni scorsi, della scomparsa di alcuni oggetti in oro custoditi nella propria abitazione: un bracciale di valore e un paio di orecchini. Secondo quanto riferisce, gli oggetti sarebbero spariti in un periodo compreso tra la fine di giugno e i giorni tra il 27 e il 31 luglio, senza che vi siano elementi certi per individuare il responsabile.
Il cittadino spiega che nella casa della madre, recentemente dimessa dall’ospedale dopo un delicato intervento chirurgico, alcune persone si occupano regolarmente delle “faccende domestiche”. Tuttavia, precisa di non voler accusare nessuno, non avendo prove che possano attribuire responsabilità a persone specifiche.
«Quello che provo – racconta – è soprattutto un grande senso di amarezza e delusione. Spero soltanto che chiunque sia stato possa riflettere sul gesto compiuto e trovare il modo di restituire ciò che è stato preso, anche in forma anonima.»
L’uomo spiega inoltre di aver scelto, almeno per il momento, di non presentare denuncia, anche per non compromettere un equilibrio familiare già delicato e per le difficoltà nel reperire persone di fiducia che possano assistere la madre nelle attività quotidiane.
Il suo vuole essere soprattutto un appello al senso di coscienza di chi, eventualmente, fosse responsabile del furto: «Vorrei che questo messaggio arrivasse a quella persona. Non desidero vendetta, ma soltanto che comprenda il dolore provocato alla mia famiglia e il tradimento della fiducia che le era stata accordata.»
La vicenda viene raccontata con la speranza che la pubblicazione possa contribuire a far riflettere chiunque sia coinvolto e, magari, favorire la restituzione degli oggetti sottratti.
La redazione pubblica la testimonianza come racconto personale del lettore, ricordando che, in assenza di accertamenti delle autorità competenti, non è possibile attribuire responsabilità a persone determinate.




Chi ha accesso all’immobile? Non è da escludersi che oltre alle governanti, il possessore/detentore stesso se ne sia disfatto in precedenza magari vendendoli in cambio di denaro liquido con cui fare fronte a spese impreviste. È un ipotesi non del tutto irrealistica. E se fosse stato lo stesso figlio per accusare un terzo dell’ammanco magari perché ha debiti? Sono suggestioni da ricostruire. È per caso entrato in casa un estraneo per eseguire lavori, riparazioni, o per effettuare un sopralluogo?
La fiducia è scomparsa anche tra fratelli e sorelle, specialmente quando si fanno entrare gente estranea.
Vorrei fare solo chiarezza… che il figlio non conosce la parola “debiti” ma solamente che dai parenti (le 2 governanti) sa solamente… che una a avuto un grande dolore… a cui qualcuno sa’, ma non glielo dirà mai… è sapesse come ridono questa gente!! Ed un’altra è molto invidiosa della propria cognata soprattutto, ma anche della gente che veste vestiti firmati e lusso che lei mai potrà avere…!! La vera ricchezza è la salute, l’oro sparito si fa’ quello ed altro, ma il signore resta signore… il pezzente resta pezzente, anche sé vuol far vedere ma non lo è… poi buone parole a Buon Intenditore!!! Grazie stato quotidiano !!!